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Storico

F. Longo: "L'Agopuntura Veterinaria"; Il Notiziario ENPAV - Dicembre 2000 n.9

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un crescente aumento d'interesse nei confronti delle Medicine Non Convenzionali (MNC) nel settore veterinario, anche sulla scorta di quanto è successo nel campo della medicina per l'uomo.

Spesso i proprietari di animali che ricorrevano per se stessi alle cure dell'agopuntore, dell'omeopata, del fitoterapeuta, hanno cominciato a richiedere analoghi trattamenti per i loro animali. Un grande punto di forza nella diffusione delle medicine impropriamente definite 'alternative' è stato l'assunto (anche questo in parte non del tutto corretto) che esse 'non determinano effetti collaterali', e per rafforzare questo enunciato si è sempre fatto il paragone con il "cortisone", molecola dagli effetti immediati ma dalle conseguenze terribili!

Oggi si comincia ad avere una visione molto più corretta di quelle che sono le MNC e di come esse agiscono. Nel 2000 per la prima volta anche in Italia si iniziano studi sugli effetti dell'agopuntura (valutati su topi) e dell'omeopatia (valutati su 900 pecore), ricerche coordinate dall'Istituto Superiore della Sanità che ha istituito la "Commissione di Studio sulle MNC", ed è auspicabile che una tale iniziativa investa anche il settore delle MNC veterinarie. Del resto la W.H.O. (World Health Organization - Organizzazione Mondiale della Sanità) ha decretato che l'Agopuntura è un efficace rimedio terapeutico ed una procedura clinica di considerevole valore, ed ha specificato numerose patologie in cui essa è impiegabile.

Un punto fondamentale è che tutte le medicine, convenzionali e non, convergano a formare, ciascuna secondo la propria efficacia ed impiego, un'unica "Medicina Integrata" che aumenti il potenziale dell'atto medico.

Consideriamo più da vicino l'Agopuntura Veterinaria, la tecnica terapeutica più conosciuta della Medicina Veterinaria Tradizionale Cinese.
L'Agopuntura Veterinaria si configura come una dottrina medica antichissima e ben collaudata, e questo ci è confermato dalla sua stessa storia. Il primo medico veterinario agopuntore che la storia ricordi, Zao Fu, già nel 974 a.C. trattava diverse patologie del cavallo con l'Agopuntura. In questa disciplina si fa ricorso all'impiego di aghi che vengono infissi in punti precisi sul corpo dell'animale ("agopunti"). Gli aghi impiegati possono essere tradizionalmente quelli "cinesi", abbastanza sottili e di lunghezza variabile, di metallo pieno, oppure si ricorre all'uso di normali aghi 'occidentali' da iniezione, anch'essi di varie dimensioni.
Altre tecniche quali la stimolazione termica degli agopunti ("moxibustione" o "moxa", mediante coni o sigari di Artemisia vulgaris), il massaggio, l'elettrostimolazione, la stimolazione con laser, l'acquapuntura (inoculazione di vitamina B12, soluzione fisiologica, soluzioni di iodio in base oleosa negli agopunti per prolungare gli effetti stimolanti sugli stessi) vengono messe in atto dall'agopuntore a seconda della specie trattata e della patologia.
Questi interventi terapeutici agendo sul "Qi" del soggetto mirano a ristabilire il delicato equilibrio energetico degli animali, favorendo una benefica condizione di salute. Infatti secondo le dottrine mediche cinesi, sia il corpo animale che quello umano sono percorsi da un incessante flusso di energia vitale, appunto il Qi. Quando questo è regolarmente prodotto, incanalato nei percorsi energetici (i cosiddetti "meridiani"), tonico, si verifica una generale condizione di equilibrio energetico che possiamo sintetizzare come "condizione di salute" dell'animale. Qualsiasi ostacolo nella produzione o nello scorrimento del Qi, o una sua carenza, determina uno squilibrio che favorisce l'instaurarsi della 'condizione di malattia' e di dolore.
L'intervento sugli agopunti, sorta di stazioni di regolamentazione energetica, permette di incrementare la produzione di alcune quote di Qi, di ristabilire un normale flusso energetico, di eliminare il vuoto o la pienezza che hanno determinato l'insorgere del dolore, insomma di riportare in condizione di salute e benessere il soggetto. Nel "Nei Jing So Wen" (il più antico testo di medicina tradizionale cinese, risalente al 2500 a.C.) è scritto: "Per trattare le malattie bisogna andare fino alla radice" (cap. 5). Pertanto il medico veterinario agopuntore tratta il soggetto nella sua piena interezza e globalità, e non la singola patologia o, peggio, il singolo sintomo; non separa le manifestazioni fisiche da quelli mentali e comportamentali, ma le considera tutte insieme, dando luogo ad una pratica clinica "olistica".

Questo tipo di approccio globale ed olistico rende l'Agopuntura Veterinaria, come anche altre discipline mediche energetiche, capace di intervenire a fondo sull'organismo, non solo curando patologie già in atto, ma, rafforzando l'energia di base dell'animale, anche in termini di prevenzione e profilassi, e promuovendo la vitalità e sanità del soggetto stesso.
Il piano di trattamento individuale si basa sul tipo di patologia, gravità della condizione, durata della malattia e stato fisico del soggetto. Al fine di ottenere i migliori risultati terapeutici, i casi acuti vengono trattati almeno due volte a settimana per alcune settimane, quindi si prolungano gli intervalli; i casi cronici necessitano di uno o due trattamenti a settimana. Le reazioni indotte dall'agopuntura iniziano mediamente durante le prime 3 - 4 sedute, ma spesso i proprietari notano dei cambiamenti positivi già dopo il primo trattamento. Trattandosi di una medicina completa, l'Agopuntura Veterinaria può trattare qualunque tipo di patologia. Tuttavia essa è nota per essere molto efficace nelle forme algiche, osteomuscolari e locomotorie, ma anche nelle patologie della sfera riproduttiva, nelle cardiopatie, negli squilibri ormonali, nelle patologie infettive ed immunomediate, nelle patologie geriatriche, nei problemi comportamentali. Notevoli risultati si ottengono negli animali atleti nel miglioramento delle performances sportive, e poiché l'Agopuntura Veterinaria agisce solo sull'energia propria del soggetto, si verifica la regolarizzazione delle funzioni fisiologiche e l'equilibrio armonico di tutto l'organismo. Tutto ciò avviene attraverso una terapia che risulta essere assolutamente "doping - free".
Nella pratica corrente non esiste la possibilità di trasmissione d'infezioni in quanto gli aghi vengono sottoposti ad appropriata sterilizzazione prima del loro uso o si ricorre all'impiego di materiale monouso.

L'Agopuntura veterinaria è attualmente al centro dell'interesse nella zootecnia e nell'allevamento 'biologico': non solo non vengono somministrate sostanze chimiche, e quindi non vi sono problemi di residui negli alimenti, ma essa favorisce un incremento graduale e naturale delle produzioni senza che si abbiano danni sull'equilibrio degli animali. Il medico della tradizione classica cinese è un attento osservatore della natura e considera in parallelo il macro ed il microcosmo attuando una pratica che segue le leggi dell'analogia universale.

(F. Longo: "L'Agopuntura Veterinaria"; Il Notiziario ENPAV - Dicembre 2000 n.9 -)

 

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