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Cenni
di agopuntura veterinaria
Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un crescente aumento d'interesse
nei confronti delle Medicine Non Convenzionali (MNC) nel settore veterinario,
anche sulla scorta di quanto è successo nel campo della medicina per l'uomo.
Spesso i proprietari
di animali che ricorrevano per se stessi alle cure dell'agopuntore, dell'omeopata,
del fitoterapeuta, hanno cominciato a richiedere analoghi trattamenti
per i loro animali. Un grande punto di forza nella diffusione delle medicine
impropriamente definite 'alternative' è stato l'assunto (anche questo
in parte non del tutto corretto) che esse 'non determinano effetti collaterali',
e per rafforzare questo enunciato si è sempre fatto il paragone con il
"cortisone", molecola dagli effetti immediati ma dalle conseguenze
terribili!
Oggi si comincia ad
avere una visione molto più corretta di quelle che sono le MNC e di come
esse agiscono. Nel 2000 per la prima volta anche in Italia si iniziano
studi sugli effetti dell'agopuntura (valutati su topi) e dell'omeopatia
(valutati su 900 pecore), ricerche coordinate dall'Istituto Superiore
della Sanità che ha istituito la "Commissione di Studio sulle MNC", ed
è auspicabile che una tale iniziativa investa anche il settore delle MNC
veterinarie. Del resto la W.H.O. (World Health Organization - Organizzazione
Mondiale della Sanità) ha decretato che l'Agopuntura è un efficace
rimedio terapeutico ed una procedura clinica di considerevole valore,
ed ha specificato numerose patologie in cui essa è impiegabile.
Un punto fondamentale
è che tutte le medicine, convenzionali e non, convergano a formare, ciascuna
secondo la propria efficacia ed impiego, un'unica "Medicina Integrata"
che aumenti il potenziale dell'atto medico.
Consideriamo più da
vicino l'Agopuntura Veterinaria, la tecnica terapeutica più conosciuta
della Medicina Veterinaria Tradizionale Cinese.
L'Agopuntura Veterinaria si configura come una dottrina medica antichissima
e ben collaudata, e questo ci è confermato dalla sua stessa storia. Il
primo medico veterinario agopuntore che la storia ricordi, Zao Fu, già
nel 974 a.C. trattava diverse patologie del cavallo con l'Agopuntura.
In questa disciplina si fa ricorso all'impiego di aghi che vengono infissi
in punti precisi sul corpo dell'animale ("agopunti"). Gli aghi
impiegati possono essere tradizionalmente quelli "cinesi", abbastanza
sottili e di lunghezza variabile, di metallo pieno, oppure si ricorre
all'uso di normali aghi 'occidentali' da iniezione, anch'essi di varie
dimensioni.
Altre tecniche quali la stimolazione termica degli agopunti ("moxibustione"
o "moxa", mediante coni o sigari di Artemisia vulgaris), il
massaggio, l'elettrostimolazione, la stimolazione con laser, l'acquapuntura
(inoculazione di vitamina B12, soluzione fisiologica, soluzioni di iodio
in base oleosa negli agopunti per prolungare gli effetti stimolanti sugli
stessi) vengono messe in atto dall'agopuntore a seconda della specie trattata
e della patologia.
Questi interventi terapeutici agendo sul "Qi" del soggetto mirano a ristabilire
il delicato equilibrio energetico degli animali, favorendo una benefica
condizione di salute. Infatti secondo le dottrine mediche cinesi, sia
il corpo animale che quello umano sono percorsi da un incessante flusso
di energia vitale, appunto il Qi. Quando questo è regolarmente prodotto,
incanalato nei percorsi energetici (i cosiddetti "meridiani"),
tonico, si verifica una generale condizione di equilibrio energetico che
possiamo sintetizzare come "condizione di salute" dell'animale.
Qualsiasi ostacolo nella produzione o nello scorrimento del Qi, o una
sua carenza, determina uno squilibrio che favorisce l'instaurarsi della
'condizione di malattia' e di dolore.
L'intervento sugli agopunti, sorta di stazioni di regolamentazione energetica,
permette di incrementare la produzione di alcune quote di Qi, di ristabilire
un normale flusso energetico, di eliminare il vuoto o la pienezza che
hanno determinato l'insorgere del dolore, insomma di riportare in condizione
di salute e benessere il soggetto. Nel "Nei Jing So Wen" (il più antico
testo di medicina tradizionale cinese, risalente al 2500 a.C.) è scritto:
"Per trattare le malattie bisogna andare fino alla radice" (cap. 5). Pertanto
il medico veterinario agopuntore tratta il soggetto nella sua piena interezza
e globalità, e non la singola patologia o, peggio, il singolo sintomo;
non separa le manifestazioni fisiche da quelli mentali e comportamentali,
ma le considera tutte insieme, dando luogo ad una pratica clinica "olistica".
Questo tipo di approccio
globale ed olistico rende l'Agopuntura Veterinaria, come anche altre discipline
mediche energetiche, capace di intervenire a fondo sull'organismo, non
solo curando patologie già in atto, ma, rafforzando l'energia di base
dell'animale, anche in termini di prevenzione e profilassi, e promuovendo
la vitalità e sanità del soggetto stesso.
Il piano di trattamento individuale si basa sul tipo di patologia, gravità
della condizione, durata della malattia e stato fisico del soggetto. Al
fine di ottenere i migliori risultati terapeutici, i casi acuti vengono
trattati almeno due volte a settimana per alcune settimane, quindi si
prolungano gli intervalli; i casi cronici necessitano di uno o due trattamenti
a settimana. Le reazioni indotte dall'agopuntura iniziano mediamente durante
le prime 3 - 4 sedute, ma spesso i proprietari notano dei cambiamenti
positivi già dopo il primo trattamento. Trattandosi di una medicina completa,
l'Agopuntura Veterinaria può trattare qualunque tipo di patologia. Tuttavia
essa è nota per essere molto efficace nelle forme algiche, osteomuscolari
e locomotorie, ma anche nelle patologie della sfera riproduttiva, nelle
cardiopatie, negli squilibri ormonali, nelle patologie infettive ed immunomediate,
nelle patologie geriatriche, nei problemi comportamentali. Notevoli risultati
si ottengono negli animali atleti nel miglioramento delle performances
sportive, e poiché l'Agopuntura Veterinaria agisce solo sull'energia propria
del soggetto, si verifica la regolarizzazione delle funzioni fisiologiche
e l'equilibrio armonico di tutto l'organismo. Tutto ciò avviene attraverso
una terapia che risulta essere assolutamente "doping - free".
Nella pratica corrente non esiste la possibilità di trasmissione d'infezioni
in quanto gli aghi vengono sottoposti ad appropriata sterilizzazione prima
del loro uso o si ricorre all'impiego di materiale monouso.
L'Agopuntura veterinaria è attualmente al centro dell'interesse nella
zootecnia e nell'allevamento 'biologico': non solo non vengono somministrate
sostanze chimiche, e quindi non vi sono problemi di residui negli alimenti,
ma essa favorisce un incremento graduale e naturale delle produzioni senza
che si abbiano danni sull'equilibrio degli animali. Il medico della tradizione
classica cinese è un attento osservatore della natura e considera in parallelo
il macro ed il microcosmo attuando una pratica che segue le leggi dell'analogia
universale.
(F. Longo: "L'Agopuntura Veterinaria"; Il Notiziario ENPAV - Dicembre
2000 n.9 -)
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