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Medicine
non convenzionali: tra scienza e mito
Sicuramente, fino
a qualche decennio fa, nessuno avrebbe potuto ipotizzare l'enorme interesse
che avrebbero provocato nell'opinione pubblica e nel mondo scientifico
in generale le cosiddette medicine non convenzionali applicate in campo
umano; figuriamoci quindi lo scalpore che sta provocando la loro messa
in pratica nel settore veterinario. Tuttavia, è solo per la scarsità
di notizie in merito e per gli interessi economici che stanno dietro al
settore della medicina e farmacologia tradizionale che tali medicine forse
non hanno avuto la stessa possibilità di divulgazione e completezza
nell'informazione.
Anche per queste ragioni esiste quindi una certa diffidenza nei confronti
delle medicine non convenzionali e sarebbe un errore lasciare che queste
subiscano tentativi di strumentalizzazione da parte di 'sedicenti' esperti,
pronti a sfruttare le degenerazioni di certi fenomeni sociali (leggi mode)
che nascono di conseguenza.
Tutto questo per dire che esiste molta confusione in questo 'nuovo' settore,
tanto che, nel nome di miracolistiche filosofie orientali, massaggi prodigiosi,
new age, profezie un tanto al chilo e via di questo passo, c'è
il rischio di svilire tutto quello che di buono c'è dietro a tali
discipline. Si è così arrivati, tra sostenitori e detrattori
delle medicine non convenzionali veterinarie, a combattere una guerra
senza vincitori che rischia di lasciare sul terreno (indipendentemente
dalle motivazioni giuste o sbagliate di ognuno), solamente un desolante
cumulo di macerie. Ecco che quindi ci è parso doveroso affrontare
questo argomento, se non altro per tentare di fare un minimo di chiarezza
in ognuno di noi (me compreso), lasciando a voi lettori gli elementi indispensabili
per fervi un'opinione più precisa su questo fenomeno antico, anche
se nuovo per la medicina veterinaria. Con questa inchiesta, quindi, non
vogliamo lanciare messaggi o peggio fare delle 'crociate' a favore dell'una
o dell'altra corrente di pensiero, ma semmai stimolare un dibattito franco
e reale sul quale poter tracciare parte del prossimo futuro della nostra
mai tanto amata professione veterinaria.
Omissis
F. Pancini: In Italia, nel campo della medicina veterinaria, che diffusione
ha l'Agopuntura e per quali forme cliniche viene utilizzata?
F. Longo: A differenza di quanto si è verificato negli altri Paesi
europei e negli Stati Uniti, in cui l'Agopuntura Veterinaria (AV) già
da alcuni decenni ha trovato la sua giusta collocazione professionale
e legale, in Italia essa si è diffusa negli ultimi sette - otto
anni, anche se in passato alcuni pionieri dell'AV se ne erano già
occupati. E' comunque negli ultimi due anni che per questa attività
professionale sono successi importanti eventi che ne hanno consacrato
di fatto l'ufficializzazione; mi riferisco al primo Corso italiano di
"Agopuntura Scientifica", organizzato da S.C.I.V.A.C. e S.I.V.E.
nel febbraio dello scorso anno, al quale hanno preso parte docenti di
notevole livello come Schoen, Roesti, Jaggar ed altri ancora.
In quell'occasione è nata in Italia la S.I.A.V. (Società
Italiana Agopuntura Veterinaria), la prima società culturale che
si occupa di AV che, andando a colmare un ingiustificato 'vuoto' di questo
settore nel nostro Paese, rappresenta in ambito internazionale l'Italia
a livello I.V.A.S. (International Veterinary Acupuncture Society).
Tale organismo, oltre ad interessarsi di Agopuntura, promuove iniziative
tese a favorire l'integrazione di questa disciplina con la medicina convenzionale.
Purtroppo però in Italia, a fronte della costante diffusione nel
settore veterinario delle medicine non convenzionali (MNC), manca ancora
una specifica regolamentazione che ufficializzi, a tutti gli effetti,
il lavoro di tanti medici veterinari che applicano tali scienze con successo.
Solo quest'anno l'Istituto Superiore di Sanità ha dato vita ad
una serie di ricerche volte a dimostrare l'efficacia e a definire il meccanismo
d'azione delle MNC così pure in alcune Facoltà di Veterinaria,
Udine e Milano su tutte, si cominciano a discutere le prime tesi di laurea
in AV.
A livello internazionale anche la WHO ha formalmente decretato la validità
dell'Agopuntura definendola un'efficace procedura di considerevole valore
clinico.
L'Agopuntura può essere definita una medicina energetica, olistica
e preventiva, che può essere impiegata in tutte le patologie ad
esclusione di quelle che necessitano di un intervento di tipo chirurgico.
Dal momento che con l'Agopuntura vengono trattate le patologie accompagnate
da componente algica, specie quelle osteo - muscolari ed articolari, essa
viene definita la "medicina del dolore". Sarebbe riduttivo però
associare l'AV ad una funzione meramente antalgica, essa infatti viene
impiegata con notevole successo anche nelle patologie della sfera riproduttiva
e negli squilibri ormonali , così come nelle patologie cardiache,
respiratorie, gastro-enteriche e di natura geriatrica.
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Brillanti risultati
si ottengono anche nelle patologie a carattere infettivo ed immuno - mediate
oltre che nelle affezioni dermatologiche e nei disturbi comportamentali.
L'AV viene altresì utilizzata negli stati di shock, coma e perfino
di depressione respiratoria dovuta ad una anestesia prolungata e profonda.
Nella medicina sportiva, agisce sull'energia intrinseca del soggetto,
migliorandone le prestazioni senza mostrarsi pericolosa per la salute
dell'animale così come accade con la somministrazione di sostanze
dopanti.
Oltre che negli animali d'affezione, l'AV viene utilmente impiegata anche
negli animali da reddito dal momento che favorisce un graduale e naturale
incremento delle produzioni zootecniche senza determinare il pericoloso
fenomeno dei residui tanto dannosi per la salute dei consumatori e quindi,
per tale ragione, l'AV è al centro dell'interesse di coloro che
si occupano dell'allevamento biologico.
F. Pancini: Quale efficacia ha dimostrato nella pratica professionale
e quali differenze ci sono, se esistono, tra il meccanismo d'azione dell'Agopuntura
in campo umano ed in campo veterinario?
F. Longo: Secondo le dottrine classiche della Medicina Tradizionale Cinese
(MTC), sia l'organismo animale che quello umano sono percorsi da un incessante
flusso di energia detta "Qi" che origina negli organi interni
e scorre in un particolare sistema di canali energetici detti "meridiani";
lungo tali canali sono situate alcune stazioni di regolazione intermedia
dette "agopunti".
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Quando il flusso energetico
è normalmente prodotto e diffuso uniformemente in tutto l'organismo,
il soggetto è in uno stato di benessere. Viceversa, quando la produzione
e lo scorrimento del Qi sono alterate, l'animale versa in una condizione
patologica e/o di dolore. L'intervento dell'agopuntore, che considera
il soggetto da trattare nella sua interezza come un insieme dinamico influenzato
dall'ambiente circostante, mira a ristabilire le condizione energetiche
normali attraverso un'accurata scelta degli agopunti da impiegare: con
l'utilizzo di aghi (cinesi o occidentali) con la moxa (stimolazione termica
degli agopunti con coni o sigari di Artemisia sinensis), con l'acquapuntura
(inoculazione di vitamina B12 o di soluzione fisiologica o di iodio in
veicolo oleoso), con elettrostimolazione (generazione di corrente che
provoca analgesia), con la laserpuntura o la digitopressione.
Per quanto riguarda le differenze tra Agopuntura umana ed animale, la
principale consiste, oltre che nella diversa eziopatogenesi, nell'impiego
di taluni agopunti che risultano di più facile accesso nell'uomo.
Alla luce di quanto detto finora, l'AV può essere quindi efficacemente
integrata alla medicina allopatica tanto che, in alcuni casi, risolve
delle situazioni 'difficili' che il clinico pratico non riesce a risolvere,
proprio in virtù di un peculiare meccanismo d'azione di tipo "biofisico".
Frequenti sono anche programmi cosiddetti 'staffetta' che consistono nell'alternanza
di cure allopatiche seguite da un trattamento con Agopuntura; tali trattamenti
sono utilizzati nelle forme cliniche croniche.
Anche nel campo della diagnostica l'AV permette, rispetto alla clinica
allopatica, delle specificazioni altrimenti impossibili, questo grazie
sia alla possibilità di esplorazione di determinate aree di energia
riflessa, che informano sullo stato di salute degli organi interni, sia
all'esame pulsologico, sia all'impostazione olistica dell'indagine stessa.
F. Pancini: In Italia, dal punto di vista della formazione professionale,
a chi ci si può rivolgere per avere informazioni o per partecipare
a corsi di aggiornamento in tema di AV?
F. Longo: Come accennato in precedenza, dal 1999 è attiva in Italia
la S.I.A.V., una società culturale che ha già fatto parecchio
per la diffusione di questa pratica nel nostro Paese, a cominciare dal
I Seminario Internazionale tenuto da Emiel van den Bosch, presidente dell'omonima
società belga di AV.
Oltre ad una I Giornata di Studio su alcune problematiche cliniche e professionali
dell'Agopuntura, nel novembre dello scorso anno ha preso avvio il I Corso
S.I.A.V. di AV, impostato secondo le dottrine classiche della MTC, che
prevede numerose ore di esercitazioni pratiche distinte per specie animali.
Il corso, della durata di tre anni, è impostato secondo le direttive
I.V.A.S. ed ha le caratteristiche di un corso di specializzazione post
laurea.
(Fabrizio Pancini, "Medicine Non Convenzionali: tra Scienza e Mito",
Professione Veterinaria, n.8 Agosto 2000, Edizioni S.C.I.V.A.C.)
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