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CONGRESSO
NAZIONALE U.N.A.G.
UNIONE NAZIONALE ALLENATORI GALOPPO
MONTECATINI 21 FEBBRAIO 2000
Agopuntura per Cavalli
La pratica dell'agopuntura si innesta nel solco di una considerazione
alternativa dell'animale e della scienza veterinaria che se ne occupa.
In particolare il suo fondamento è rintracciabile nella tradizionale
concezione cosmica che permea la cultura cinese, sempre incline a stabilire
sottili affinità tra l'individuo -sia esso umano o animale- (microcosmo)
e l'ambiente circostante (macrocosmo).
E proprio in virtù di questa analogia tra mondo esterno e mondo
interno, la scienza orientale considera cinque elementi (legno, metallo,
terra, fuoco e acqua) ugualmente responsabili degli equilibri particolari
e universali.
E' possibile poi articolare
ulteriormente il discorso in quanto la terapia energetica che giustifica
l'applicazione dell'agopuntura stabilisce un parallelo non solo tra il
singolo organismo e la globalità del creato, ma cerca anche di
spiegare l'esistenza di un collegamento tra tutte le parti che compongono
l'insieme dell'individuo.
Nella fattispecie l'approccio biofisico si predispone ad una valutazione
complessiva del cavallo, considerato sempre un soggetto unico, diverso
da ogni altro esponente della sua specie, e per questo sottoposto ad un
trattamento specifico che tiene conto dei suoi tratti peculiari.
Secondo questa medicina globale, priva di effetti collaterali, le energie
esterne possono ampiamente esercitare la loro influenza sul cavallo, determinando
talvolta l'insorgenza di manifestazioni patologiche.
Si ha una condizione
di salute allorché il flusso energetico è equilibrato; in
caso contrario si può tentare il ripristino delle correnti vitali
con il ricorso all'agopuntura, pratica che si avvale della stimolazione
di precise stazioni energetiche (o agopunti).
In questo tipo di medicina importanza notevole assume il ruolo della prevenzione,
in considerazione del fatto che quando il sintomo si manifesta il cavallo
è già malato.
La terapia energetica,
con la sua attenzione globale per l'animale seguito, vuole proprio evitare
l'insorgenza di patologie nel suo quadro clinico e mantenere ottimale
il suo stato di salute.
Diversi sono gli strumenti a cui gli specialisti di questa disciplina
fanno ricorso.
Tra gli aghi se ne
distinguono principalmente due tipi: l'ago in metallo con manico in rame
(foto di destra) e il normale ago da iniezione (foto di sinistra).
Oltre alla pratica agopunturale classica, si può ricorrere anche
all'acquapuntura o all'iniezione di prodotti omeopatici, specie quando
si tratta di tonificare il punto in questione.
Altre pratiche riconducibili
alla terapia biofisica stimolano invece le stazioni energetiche non con
aghi ma con altri dispositivi, tra cui la moxa,
sorta di "sigaro" composto da erbe che bruciano dentro un'apposita
scatoletta di legno.
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Ricordiamo poi l'uso
del martelletto a fior di prugna e l'elettroagopuntura, usata nella terapia
del dolore.
In conclusione è bene sottolineare l'importanza che le caratteristiche
psicologiche del cavallo rivestono nella concezione bioenergetica propria
della medicina orientale.
Lo scopo di questo approccio, infatti, è quello di ottenere una
condizione di benessere per il cavallo che chiami in causa anche il "comune
accordo" con l'animale. Solo conoscendo in modo completo il nostro
soggetto possiamo tempestivamente intervenire in caso di anomalie nel
suo comportamento o nelle sue condizioni generali. Sempre in questa ottica
è importante non trascurare le perturbazioni secondarie, che non
di rado possono prendere il sopravvento su quelle primarie, oscurandole
e complicando così la diagnosi relativa.
(F. Longo, M. Testa:
Relazione Specialistica Congresso Nazionale U.N.A.G., Montecatini Terme,
21 Febbraio 2000; www.unag.it).
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