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LO SHIATSU ED
IL ‘CUORE VUOTO’ DEL VETERINARIO
Lo Shiatsu (in giapponese
shi = dita / atsu = pressione) nasce in Giappone agli inizi di questo
secolo come elaborazione di un altro tipo di trattamento
manuale l’Anma, il quale a sua volta deriva probabilmente dall’Anfa,
una delle tecniche del Massaggio Tradizionale Cinese (Tuina).
Il Tuina costituisce una delle branchie della Medicina Tradizionale Cinese
il cui primo testo risale circa al 200 a.C.
La pratica dello shiatsu comprende e si avvale dell’utilizzo di
3 fattori:
- Il cuore per
consentire di entrare in contatto con l’animale
per aiutarlo
- Il corpo attraverso
l’apprendimento di tecniche manuali specifiche
- La mente per comprendere
la natura delle disarmonie e favorirne il riequilibrio energetico
Lo shiatzu non è un
massaggio, ma viene definito trattamento.
E’ la capacità di aiutare un altro essere senziente attraverso
un contatto fisico tra shiatsuka e soggetto che permette di far incontrare
gli spiriti, gli Shen.

La domanda più frequente è: “Ma lo shiatsu a cosa
serve ? Che cosa cura? Per quali malattie e’ efficace?”.
Di per sé la risposta risulterebbe difficile, tuttavia analizzando
l’etimologia della parola “curare”,
che vuol significare “prendersi
cura di”, allora la domanda diventerebbe “di chi si prende
cura lo Shiatsu?”; allora rispondere risulta più facile
e più semplice: lo Shiatsu si prende cura dell’essere
umano / animale.
Lo Shiatsu come tutte le medicine energetiche vede l’essere vivente
nella sua globalità e interezza che interagisce con le altre unità e
con l’ambiente naturale e sociale che lo circonda, e non
come una macchina composta da varie parti che funzionano individualmente,
separatamente.
L’oggetto dello studio dello shiatsu è “l’armonia
dell’essere vivente” che si esprime con uno
stato di salute psico - fisica.
Il nostro termine di riferimento è l’animale sano dove l’energia
circola in modo fluido, nutrendolo e vivificandolo. Questa energia si
esprime all’esterno attraverso la condizione di salute.
La malattia viene definita pertanto uno stato di “non salute”,
contrariamente a quello che siamo soliti a pensare, e cioè che
sia la salute uno stato di non malattia. C’è una bella differenza
sostenere che un ‘fiore è profumato’ e dire che un ‘fiore
non puzza’!!!! O anche che una giornata gioiosa è diversa
da una giornata senza tristezza!!!!!!!
Riflettendo siamo tutti probabilmente malati, ma ci si auspica
almeno per un secondo di godere di uno ‘stato di salute’ e non di
uno ‘stato di non – malattia’.
Vogliamo un mondo profumato non senza troppo puzze!!!!
Poi c’è lo ‘stato di malattia’ vera e propria,
la patologia: una parte di noi non funziona, ma fa sempre parte di noi,
non è qualcosa di avulso dalla nostra interezza fisica.
Quindi ristabilire la propria salute vuol dire prendersi la responsabilità della
propria malattia, non di essere onnipotenti, ma di trovare dentro di
noi la forza per tirarci fuori dalla nostra condizione.
Quando un individuo non riesce a riaggiustarsi da sé, l’aiuto
esterno, come può essere quello apportato con lo Shiatsu, è prezioso,
ma è solo un aiuto che non può svolgersi senza
la collaborazione di chi lo riceve.
Se l’animale su cui si deve intervenire non è predisposto
ad accettare il nostro aiuto, il nostro trattamento può essere
vano.
Quando facciamo un trattamento ci prendiamo cura del soggetto,
diamo la spinta giusta al momento giusto così che
le cose comincino a cambiare. Il nostro atteggiamento deve
essere senza
presunzione, ma
attento.
Ecco perché in seguito ad un ciclo di trattamenti energetici,
oltre a far scomparire il sintomo specifico, si riacquista più energia,
si verifica un cambiamento di umore di comportamento…
La malattia è una disarmonia tra micro e
macro cosmo che con i trattamenti viene risolta ricreando
armonia
e equilibrio. Per cui si parte dal sintomo
che è solo il mezzo, il punto di partenza che ci viene offerto per far
sì che questo animale si rimetta in contatto con se stesso, con ciò che
in lui non funziona, e che attraverso l’aiuto esterno gli
sia permesso di riapprendere i meccanismi generali del riequilibrio.
In Cina esiste il detto “se dai ad un uomo un pesce lo sfami per
un giorno, se gli insegni a pescare lo sfami per tutta una vita”. Con lo shiatsu
non si vuole solo sfamare per un giorno, ma insegnare a pescare dentro di sé.
Si parte dal sintomo e dall’entità globale dell’animale
facendo un’accurata diagnosi energetica.

Scopo di un’accurata
diagnosi energetica è l’individuazione
delle caratteristiche uniche specifiche ed irripetibili che caratterizzano
la turba energetica del singolo individuo in quel determinato
momento.
La diagnosi non deve essere un’ossessione. Lo shiatsu prima di tutto è un
lavoro di riequilibrio energetico dove il ‘cuore vuoto’ del
veterinario (wu xin = senza cuore; predisposizione affettiva
e mentale di intuizione spontanea) conduce le mani che in un
certo senso si muovono da sole facendo nello stesso
tempo diagnosi e terapia. Ovviamente la capacità di ascolto e la manualità si
affinano con il tempo e la pratica.
Le basi teoriche di diagnosi e trattamento sono indispensabili,
ma non sufficienti per poter comprendere e aiutare un essere
vivente. E’ la nostra predisposizione
al trattamento come ci poniamo di fronte a chi ci chiede di aiutarlo; è la
predisposizione, l’essere lì in quel momento nello ‘hinc
et nunc’, con la mente ed il cuore in vuoto per poter vedere ciò che è nell’altro
per aiutarlo.
Contatto
In ogni trattamento manuale si instaura un profondo rapporto con l’altro
attraverso il contatto fisico. Le mani diventano dei sensori, antenne, veicoli
di messaggi che si muovono da noi verso l’altro, instaurando
una comunicazione non - verbale e non - mentale che per questo
risulta essere estremamente profonda
e diretta.
Il contatto è qualcosa di estremamente familiare, in quanto la vita
si svolge attraverso il nostro contatto con il mondo esterno attraverso gli
organi di senso: vista, udito, gusto, olfatto e tatto. Ma esiste un altro senso
che non viene considerato che è la Mente. Il concetto di Mente non solo
il pensiero razionale, ma tutta la sfera di emozioni e dei sentimenti che nella
MTC fanno riferimento al Cuore. Tutto ciò che noi percepiamo
dalla vita, sentire, odorare, ascoltare, vedere, toccare, alla
fine ci fa provare un sentimento.
Gli organi di senso vengono paragonati a finestre aperte sul
mondo.
Le finestre possono aprirsi e chiudersi, ma ormai abbiamo perso
questa capacità dove
alcune finestre sono semi chiuse a favore di altre, come la vista, ad esempio,
oppure sempre aperte come la mente (calcolatrice). E’ impossibile
pensare di non pensare.
Finestre aperte sia verso l’esterno, ma anche verso l’interno e
spesso chi non comunica con l’esterno ha difficoltà a comunicare
con il suo interno. Quindi chi ha difficoltà di contatto
con gli altri ha un problema di contatto con se stesso.
Molto importante per aumentare la nostra consapevolezza è focalizzarci
su quello che stiamo facendo
Quando si pratica shiatsu bisogna essere o cercare di essere completamente
assorti in quello che si sta facendo e al tempo stesso rilassati,
mente libera da pensieri inutili e attenta, il corpo libero da tensioni,
e il cuore aperto.
La consapevolezza di quello che stiamo facendo aumenta la consapevolezza
di noi stessi, nella posizione e atteggiamento, e la consapevolezza
dell’altro,
delle sue tensioni, dei suoi blocchi energetici, dei suoi squilibri. Allora
la qualità della pressione migliorerà e con essa
anche noi.

Lo shiatsu è un trattamento energetico che si basa su delle
pressioni statiche, mantenute e costanti su
punti definiti tsubo (corrispondenti
ai punti dell’agopuntura), eseguite con varie parti del
corpo quali palmo, i pollici ed altre dita della mano, i gomiti,
e le
ginocchia.
Ciò che differenzia lo Shiatsu dalle altre discipline energetiche che
utilizzano le mani è la pressione statica che viene
effettuata secondo le seguenti 4 regole:
- Uso del peso:
si usa il peso del proprio corpo e non la forza fisica, bilanciamento
fra mano madre e mano che lavora, portando l’energia quindi
la pressione dal Dan Dian inferiore verso il paziente.
Usare il peso è andare
verso il paziente non solo fisicamente ma anche come atteggiamento
mentale (non si
combatte il disturbo, ma si aiuta il paziente andando verso di
lui).
- Staticità:
pressione mantenuta costante. Una volta raggiunta l’intensità desiderata
ci si sofferma sul punto per un tempo variabile affinché il
punto riesca a parlarci senza che vi siano variazioni di intensità;
viene definita “pressione
ferma”.
- Perpendicolarità:
affinché si possa raggiungere il
centro anatomico ed energetico della zona trattata.
- Profondità: è una
conseguenza delle tre precedenti. Se si lavora con uso del peso corretto
con pressioni mantenute e costanti
si raggiunge quella
profondità adeguata di stimolazione energetica quando
il punto sboccia sotto la nostra pressione si crea un vortice
che attira maggiormente la nostra
pressione.
Nello shiatsu si possono usare i piedi, i gomiti, le ginocchia, ma soprattutto
la mano.
La mano in MTC è analogicamente abbinata alla Primavera, e quindi
all’energia molto potente ed in espansione del germoglio. Energia
estremamente potente e vitalizzante. In tutte le tradizioni le mani sono
simbolo di conforto e benedizione; si mettono istintivamente sulle parti
dolenti, si stringono in segno di amicizia, e la mano che cerca il bimbo
ai genitori. Le mani tramite le braccia sono collegate al torace e quindi
al cuore e sono veicolo della nostra capacità di amare e aiutare.
Si può usare tutta la mano con un’azione avvolgente per
ampie zone;
Tenar, ipotenar per masse muscolari imponenti come gli arti, zona paravertebrale;
pollice (il polpastrello) più usato preciso per punti, molto sensibile;
Altre dita singole o due tre per addome faccia
Il lavoro si svolge
a due mani dove il peso del corpo è bilanciato.
Una mano madre che sta ferma e una che lavora; il peso si sposta tra
le due mani bilanciandosi senza usare la forza muscolare.
L’aspetto Yang è la mano che lavora, l’aspetto Yin è la
mano madre che da sostegno

Esistono diversi ‘stili’ di
questa disciplina: nella S.I.A.V. seguiamo quello
dello “Shiatsu
Xin” (Xin in cinese significa
Cuore / Mente, è l’organo principe), per sottolineare l’importanza
attribuita a coltivare la capacità di “Apertura
del Cuore” intesa
come capacità di aprirsi all’altro essere, accettando e
rispettando i limiti che pone al nostro intervento e accogliendo la sua
richiesta di aiuto.
Tutto l’insieme, tecnica, capacità di ascolto, conoscenze
teoriche della MTC sono le basi essenziali per un trattamento shiatsu.
Solo allora potremmo lasciarci andare ad ascoltare (attraverso le nostre
mani) ciò che si percepisce con il contatto. In quel momento le
nostre mani ci condurranno nel trattamento sotto i dettami del cuore
perché, come è scritto nel ‘Tao Te Ching’(49,9): “Del
suo cuore fa dono al mondo, fino a fondersi con esso”.
R. Pozzi: “Lo Shiatsu ed il ‘cuore vuoto’ del veterinario”;
Professione Veterinaria n. 1 – Gennaio 2006 (pag. 14) Cremona.
www.anmvi.it
Relazione
dalla VII Giornata Studio S.I.A.V. “Shiatsu in Medicina
Veterinaria”; Novate M.se 23/Ottobre/2005.
Bibliografia:
Franco Bottalo "Manuale di shiatsu" Xenia Edizioni
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