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ELETTROAGOPUNTURA
Introduzione
Da anni si conoscono gli effetti benefici della stimolazione elettrica
in particolari punti del corpo e con diversa modalità al fine di
ottenere ipoalgesia o di indurre stimolazione per via segmentale sia a
livello viscerale che a livello scheletrico.
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La elettroagopuntura
(EAP) è un metodo di stimolazione dei punti di agopuntura mediante
l'impiego di corrente elettrica a bassa tensione.
Già in tempi antichi i cinesi utilizzavano l'agopuntura per indurre
analgesia chirurgica; oggi in campo umano viene utilizzata per analgesie
localizzate in associazione a oppioidi prima di determinati interventi
chirurgici. Anche in campo veterinario esistono degli studi e delle applicazioni,
in particolare nei bovini.
Nella clinica pratica la EAP svolge un importante ruolo nel trattamento
delle patologie osteo-muscolari (dolore cronico), delle miositi (dolore
miofasciale) e delle neuropatie centrali e periferiche (paresi, paralisi).
Occorre ricordarne l'impiego anche per l'azione sulla muscolatura liscia
attraverso la stimolazione di punti segmentali para vertebrali.
Applicazione
Nella EAP si verifica un passaggio di corrente alternata prodotta e regolata
da un generatore elettrico che presenta diverse uscite, modulabili in
frequenza ed in intensità.
Tale generatore è
dotato di fili elettrici alla cui estremità libera è presente
un piccolo morsetto il quale viene connesso ai manici dei normali aghi
metallici 'cinesi'; questi ultimi vengono precedentemente infissi sia
negli agopunti, sia nei Trigger points. Il tempo di applicazione può
variare a secondo della problematica da 10 a 45 minuti, utilizzando più
punti in contemporanea.
Si puo' anche ricorrere alla corrente continua, ma con maggiore cautela
e con diverse modalità.
Note Tecniche
L'elettrofisiologia di base che caratterizza la EAP (onda bifasica, attivazione
delle fibre a e ß, teoria del cancello), l'azione transcutanea,
l'utilizzo che essa fa di alte frequenze e basse intensita' , la differenziano
dalla TENS.
Dunque gli elementi caratterizzanti la EAP sono:
- l'onda in uscita,
un'onda quadrata bifasica (onda positiva con un picco negativo, con
larghezza d'impulso tra 0,2 - 0,4msec);
- l'impiego di basse
frequenze e alte intensità (componente 'dolore').
Abbiamo diversi modi
di applicazione in relazione alla patologia da trattare.
Si procede con modalità continua o intermittente e con frequenze
da 2-3Hz a 100-150Hz.
Durante l'applicazione della EAP si verifica la liberazione di diversi
mediatori a seconda della frequenza utilizzata:
- frequenze basse:
ß endorfine e metaencefaline dall'encefalo
- frequenze alte
(oltre i 100Hz): dinorfine dal midollo spinale.
Il trattamento mira
a stimolare una delle seguenti componenti:
- radice del nervo o del dermotomero;
- punti distali e prossimali del meridiano interessato;
- Trigger points.
Quindi gli aghi sono
posti a seconda della sintomatologia da trattare in punti locali o distali
(Shu antichi) e utilizzando punti maestro con azione speciale.
Tali punti sono caratterizzati da una localizzazione anatomica ben precisa:
- in prossimità
del passaggio di un nervo periferico;
- presso le giunzioni
tendino-muscolari;
- in zona periostale;
- nel ventre muscolare.
Vantaggi
I principali vantaggi
sono:
- la possibilità
di stimolare continuamente in modo controllato punti anche difficili
da trattare soprattutto in alcune specie animali.
- eseguire trattamenti
con intervalli da 7 a 15 giorni.
- maggior drenaggio
linfatico e più attiva azione antiedemigena locale, grazie anche
alla più intensa azione vasodilatatrice
- maggiore elettroconducibilità
muscolare e nervosa che sta alla base del notevole ausilio che la EAP
può fornire nella ripresa post chirurgica spinale e nelle paresi
croniche.
- azione benefica
di riabilitazione fisica post traumatica o chirurgica.
Controindicazioni
Particolare attenzione va posta nei soggetti gravidi, in quanto la stimolazione
con EAP potrebbe indurre aborto, e nell'impiegare frequenze elevate in
aree nelle quali siano presenti problemi dermatologici.
(V. Rovani: "L'Elettroagopuntura";
in Dispensa di AV, I volume, S.I.A.V., Torino 1999).
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