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Prefazione
del
È il caso delle
arti mediche e delle arti marziali: per molti aspetti esse sono parallele,
per entrambe è importante capire lessenziale che è
la chiave per risolvere il problema. Unantica storia
racconta: Un sovrano chiese al suo medico personale, che proveniva
da una famiglia di guaritori, chi fosse il più bravo fra loro. Tanto nel combattimento
quanto in medicina meno si fa, meglio è! Si vince senza lottare
e si ottiene il massimo del risultato con il minimo sforzo: Il
saggio non fa mai niente di grande, e così può compiere
il grande sostiene il capitolo 63 del Tao Tê Ching. Agisci soltanto
dopo attenta valutazione, il punto di partenza è sempre
unaccurata diagnosi che non tralascia nulla, soprattutto è
utile esaminare la via, il tempo, il terreno, cioè
valutare le modalità terapeutiche (aghi, moxa, fior di pruno, streatching,
farmaci allopatici, chirurgia!), il momento più adatto al trattamento
(ora del giorno, stagione, clima), la tipologia del paziente (età,
sesso, attitudini, comportamento, valutazione energetica del soggetto). Chi in sede
valutativa è certo della vittoria prima ancora di dare battaglia,
ha dalla sua i fattori strategici più vantaggiosi. (
). Chi
ha dalla sua molti fattori strategici vantaggiosi, vince, è
proprio così: la conoscenza dei meccanismi patologici e delle modalità
di terapia (funzioni energetiche e scelta degli agopunti, modalità
di applicazione della terapia) non può che riportare larmonia
e ristabilire lequilibrio, promuovendo la salute. Guerra protratta
a lungo: le tue forze scemeranno e la tua spada perderà il filo
vuol dire attenersi ad un programma terapeutico in sé semplice,
ma efficace, soprattutto mirato allessenziale, considerando i reali
progressi ed evitando laccanimento contro il sintomo: semmai concedere
tempo, inserire una pausa energetica tra i cicli di sedute, ma senza perdere
di vista che limperativo è sgominare tutti gli avversari
con una vittoria definitiva! Daltra parte
non dobbiamo scordare che: Il comandante più abile attacca
mentre il meno abile è ancora impegnato a stendere i suoi piani:
meglio fare subito LI4 e ST36, che arrovellarsi il cervello di ragionamenti:
abbandonate la tecnica e la conoscenza sterile e fidatevi di più
dellintuizione assecondando la vibrazione energetica che percepite
dal soggetto o quellelemento diagnostico che può sembrare
secondario e che è, invece, la chiave per risolvere tutto il problema. Non esistono formule
fisse e regole rigide, piuttosto la forza non ha schieramento
costante, lacqua non ha forma costante. La capacità di assicurarsi
la vittoria cambiando e adeguandosi al nemico è chiamata genialità.
Ne consegue che Chi
non è pienamente consapevole degli svantaggi dellimpiego
delle armi, non potrà essere pienamente consapevole dei vantaggi. Non è assolutamente
vero che le MNC siano prive di effetti collaterali: essi sono presenti,
ma si estrinsecano in tempi più lunghi e con modalità più
subdole! Lenergia è
molto dinamica: guai a volerla ingabbiare! E poi, sempre dobbiamo valutare
le possibili alternative: è compito del medico veterinario discriminare
tra utilità, vantaggio e reale beneficio nel ricorso consapevole
alle MNC. Il buon guerriero
ricerca lefficacia in battaglia nella forza dellimpeto comune,
non nei singoli: la Medicina è una sola, ma costituita
da diverse discipline che integrandosi fra loro assicurano il benessere
degli animali e promuovono la salute dei pazienti. Abbi cura
della salute degli uomini e scegli luoghi ricchi di risorse. Un esercito
in salute è detto invincibile: lavorare con lenergia
presuppone che il medico sia egli stesso vigoroso, in ottima salute: solo
in così valide condizioni è possibile indirizzare il vettore
salute del paziente e schermarsi da influenze perturbanti. In medicina il principio
fondamentale è lo stesso che nellarte marziale ed in tutte
le arti: Impercettibile, quasi senza forma; misterioso, quasi
senza rumore: così sei padrone del destino del nemico.
Anche nel più famoso testo giapponese di arte marziale (GRAZIE MARTA!!), lHagakure scritto da Yamamoto Tsunetomo nel 1671 circa, si legge: Il nostro corpo riceve la vita dal profondo del nulla. Esistere dove non vi è nulla è il significato della frase: la Forma è Vuoto. Il fatto che tutte le cose traggano sostentamento dal nulla è il senso del motto: il Vuoto è la Forma. Sarebbe errato pensare che si tratta di due concetti distinti. Bologna 19 - 20 Ottobre 2002 (F. Longo, Prefazione, Atti del Seminario S.I.A.V., Ottobre 2002, Torino) |