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Prefazione del
SEMINARIO S.I.A.V. DI MEDICINA INTERNA


Leggendo i testi taoisti sui più differenti argomenti, colpisce sempre l’elasticità del linguaggio, la capacità di intendere i passi in senso medico, anche se ufficialmente parlano di altro, le analogie di un pensiero filosofico che si adatta come l’Acqua proprio a tutto.

È il caso delle arti mediche e delle arti marziali: per molti aspetti esse sono parallele, per entrambe è importante capire l’essenziale che è la chiave per risolvere il problema.

Un’antica storia racconta: “Un sovrano chiese al suo medico personale, che proveniva da una famiglia di guaritori, chi fosse il più bravo fra loro.
Il medico rispose che il primo fratello ‘vede lo spirito della malattia e lo rimuove prima che prenda forma; per questo egli è noto solo in famiglia’.
Il secondo fratello ‘cura la malattia quando è all’inizio; per questo egli è noto nel vicinato’.
In quanto a lui, egli ‘pratica l’agopuntura, prescrive farmaci, massaggia il corpo; per questo è noto a tutti’
“.

Tanto nel combattimento quanto in medicina meno si fa, meglio è!
In perfetto accordo con le regole del Wu Wei, dell’azione senza intenzione, della non - azione, il medico è solo un ordinatore della salute, aspetta il momento opportuno per trattare il paziente, tocca appena il corpo!

Si vince senza lottare e si ottiene il massimo del risultato con il minimo sforzo: “Il saggio non fa mai niente di grande, e così può compiere il grande” sostiene il capitolo 63 del Tao Tê Ching.
In un testo di strategia marziale, il Sun-tzu ping-fa (V - III sec. a.C.) si trovano numerosi consigli utili anche per i medici, in quanto la vittoria più grande si ottiene senza combattere.

Agisci soltanto dopo attenta valutazione”, il punto di partenza è sempre un’accurata diagnosi che non tralascia nulla, soprattutto è utile esaminare “la via, il tempo, il terreno”, cioè valutare le modalità terapeutiche (aghi, moxa, fior di pruno, streatching, farmaci allopatici, chirurgia!), il momento più adatto al trattamento (ora del giorno, stagione, clima), la tipologia del paziente (età, sesso, attitudini, comportamento, valutazione energetica del soggetto).

Chi in sede valutativa è certo della vittoria prima ancora di dare battaglia, ha dalla sua i fattori strategici più vantaggiosi. (…). Chi ha dalla sua molti fattori strategici vantaggiosi, vince”, è proprio così: la conoscenza dei meccanismi patologici e delle modalità di terapia (funzioni energetiche e scelta degli agopunti, modalità di applicazione della terapia) non può che riportare l’armonia e ristabilire l’equilibrio, promuovendo la salute.

Guerra protratta a lungo: le tue forze scemeranno e la tua spada perderà il filo” vuol dire attenersi ad un programma terapeutico in sé semplice, ma efficace, soprattutto mirato all’essenziale, considerando i reali progressi ed evitando l’accanimento contro il sintomo: semmai concedere tempo, inserire una pausa energetica tra i cicli di sedute, ma senza perdere di vista che “l’imperativo è sgominare tutti gli avversari con una vittoria definitiva”!

D’altra parte non dobbiamo scordare che: “Il comandante più abile attacca mentre il meno abile è ancora impegnato a stendere i suoi piani”: meglio fare subito LI4 e ST36, che arrovellarsi il cervello di ragionamenti: abbandonate la tecnica e la conoscenza sterile e fidatevi di più dell’intuizione assecondando la vibrazione energetica che percepite dal soggetto o quell’elemento diagnostico che può sembrare secondario e che è, invece, la chiave per risolvere tutto il problema.

Non esistono formule fisse e regole rigide, piuttosto “la forza non ha schieramento costante, l’acqua non ha forma costante. La capacità di assicurarsi la vittoria cambiando e adeguandosi al nemico è chiamata genialità”.

Ne consegue che “Chi non è pienamente consapevole degli svantaggi dell’impiego delle armi, non potrà essere pienamente consapevole dei vantaggi”.

Non è assolutamente vero che le MNC siano prive di effetti collaterali: essi sono presenti, ma si estrinsecano in tempi più lunghi e con modalità più subdole!

L’energia è molto dinamica: guai a volerla ingabbiare! E poi, sempre dobbiamo valutare le possibili alternative: è compito del medico veterinario discriminare tra utilità, vantaggio e reale beneficio nel ricorso consapevole alle MNC.

Il buon guerriero ricerca l’efficacia in battaglia nella forza dell’impeto comune, non nei singoli”: la Medicina è una sola, ma costituita da diverse discipline che integrandosi fra loro assicurano il benessere degli animali e promuovono la salute dei pazienti.
Integrazione sì, integralismo no!

Abbi cura della salute degli uomini e scegli luoghi ricchi di risorse. Un esercito in salute è detto invincibile”: lavorare con l’energia presuppone che il medico sia egli stesso vigoroso, in ottima salute: solo in così valide condizioni è possibile indirizzare il ‘vettore salute’ del paziente e schermarsi da influenze perturbanti.

In medicina il principio fondamentale è lo stesso che nell’arte marziale ed in tutte le arti: “Impercettibile, quasi senza forma; misterioso, quasi senza rumore: così sei padrone del destino del nemico”.

Anche nel più famoso testo giapponese di arte marziale (GRAZIE MARTA!!), l’Hagakure scritto da Yamamoto Tsunetomo nel 1671 circa, si legge: “Il nostro corpo riceve la vita dal profondo del nulla. Esistere dove non vi è nulla è il significato della frase: ‘la Forma è Vuoto’. Il fatto che tutte le cose traggano sostentamento dal nulla è il senso del motto: ‘il Vuoto è la Forma’. Sarebbe errato pensare che si tratta di due concetti distinti”.

Bologna 19 - 20 Ottobre 2002

(F. Longo, Prefazione, Atti del Seminario S.I.A.V., Ottobre 2002, Torino)

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