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Così il
Veterinario ‘integra’ le Terapie
Sempre più frequente in medicina veterinaria è la coesistenza
di diverse discipline mediche che, integrandosi fra loro, forniscono
un valido sistema per la sanità animale.
Accanto alla medicina convenzionale si affiancano quelle non convenzionali
(MNC) rappresentate soprattutto da agopuntura, omeopatia, omotossicologia,
fitoterapia.
Molte sono ormai le evidenze sperimentali e cliniche su queste discipline,
e sempre maggiore è l’attività di formazione e di
aggiornamento svolta da accreditate società culturali del settore
per far fronte al crescente interesse degli stessi medici veterinari.
La fondamentale prerogativa di questo processo è rappresentata
dall’integrazione: la costituzione di un sistema medico unitario
in cui ciascuna disciplina, moderna o tradizionale, possa contribuire
a creare la più valida soluzione ai problemi di prevenzione e
cura delle patologie animali.
Un importante campo di applicazione di queste medicine è rappresentato
dall’allevamento biologico, realtà ormai consolidata in
molti Paesi europei che qui in Italia stenta ancore a trovare la giusta
dimensione.
La zootecnia biologica è regolata dalla Direttiva CEE n.1804/1999
che completa il Regolamento CEE n.2092/1991, che al capitolo 5 dell’Allegato
I sottolinea come l’impiego delle medicine non convenzionali è preferibile
agli antibiotici o ai medicinali veterinari allopatici; e più avanti: è vietato
l’uso di medicinali allopatici ottenuti per sintesi chimica o di
antibiotici per trattamenti preventivi ; infine nello stesso documento
si fa riferimento ai tempi di sospensione qualora gli animali siano sottoposti
a trattamenti con farmaci tradizionali.
E’ superfluo sottolineare che tale regolamento CEE è volto
a fornire tutte quelle garanzie che rendono i prodotti alimentari di
origine animale veramente ‘biologici’ e così a salvaguardare
le scelte del consumatore.
Del resto anche alcune normative nazionali sull’alimentazione sana,
soprattutto in relazione alle mense scolastiche ed ospedaliere, si riferiscono
particolarmente ai prodotti biologici.
Ma anche nella clinica degli animali d’affezione ed in quella degli
animali sportivi le MNC trovano largo impiego e rispondono, oltre che
ad esigenze della pratica medica, anche alla libertà di scelta
terapeutica che ciascun proprietario, in quanto a termini di legge conduttore degli stessi, esercita nel salvaguardare la salute ed il benessere dei
propri animali.
A fronte di questa situazione assistiamo oggi a due atteggiamenti assolutamente
incoerenti: quello della Commissione Nazionale per la Formazione Continua
in Medicina, che solleva problemi di evidenza scientifica per le MNC,
e quello della F.N.O.V.I. (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani)
che ignora totalmente il settore delle stesse.
E’ dal 1997 che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (W.H.O.
- World Health Organization) ha dichiarato l’Agopuntura una valida
procedura clinica, tanto che la stessa ha supportato la pubblicazione
di un testo sulle linee guida in Agopuntura nel 2001; numerosi sono stati
gli studi sperimentali sulla fitoterapia occidentale e cinese, sempre
in ambito W.H.O., e di fatto il ricorso alle medicine tradizionali rappresenta
un insostituibile capitolo nei programmi sanitari dei Paesi in via di
sviluppo, tanto nella medicina dell’uomo, quanto in quella degli
animali.
Proprio sulla scorta degli ormai numerosi studi sperimentali e sulle
evidenze cliniche, il 18 Maggio 2002 la F.N.O.M.Ce.O. ha dichiarato che
dieci discipline non convenzionali sono atto medico.
Tutti gli eventi culturali relativi alle MNC che sono stati accreditati
lo scorso anno contraddicono palesemente le nuove direttive imposte dalla
Commissione per l’E.C.M. secondo cui sono “elusi dall’accreditamento
i corsi di formazione, addestramento, aggiornamento”.
Una direttiva in assoluta contro tendenza rispetto alle richieste che
arrivano da tutti quei medici veterinari che affollano proprio i corsi
di formazione specialistica in questo settore, e da tutti coloro che
frequentano molto volentieri gli eventi culturali di aggiornamento: solo
una solida preparazione di base ed un costante aggiornamento professionale
assicurano una prestazione medica di elevata qualità anche in
questo settore!
Da parte sua, la F.N.O.V.I. resta arroccata su posizioni anacronistiche
e non ha mai recepito quel concetto di potenziamento dell’atto
medico veterinario che deriva proprio dall’integrazione della medicina
allopatica con quelle non convenzionali.
Eppure non sono mancati gli stimoli e le indicazioni provenienti dalle
associazioni di settore che si sono sforzate di produrre documenti di
merito su cui impostare una regolamentazione ed una collocazione professionale
e legislativa delle stesse MNC in veterinaria.
In tal senso vanno interpretati tre documenti:
- Proposta Normativa
per l’Agopuntura Veterinaria, redatta dalla
S.I.A.V. (Società Italiana Agopuntura Veterinaria), del
10 Agosto 1999 (vedi Repubblica Salute n. 223 – 13 Aprile
2000: ”Così il
veterinario userà le cure dolci”);
- Linee Guida
per le MNC in Veterinaria, redatte da S.I.A.V., F.I.A.M.O. (Federazione
Italiana Associazioni medici Omeopati), S.I.M.Ve.N.Co.
(Società Italiana
Medicina Veterinaria Non Convenzionale) del 28 Settembre 2002;
- Linee
Guida in Agopuntura Veterinaria, redatte dalla S.I.A.V., del
4 Ottobre 2002 (vedi Repubblica Salute n.330 – 19 Settembre
2002: “Largo
all’Agopuntura”).
I concetti di base espressi nei tre testi prendono mossa dalla
legittimazione delle MNC quali atto medico, e quindi
che sia proprio del medico veterinario
il compito di discriminare tra utilità, vantaggio
e reale beneficio nel ricorso consapevole a queste
discipline.
Del resto solo il medico veterinario è la figura professionale
in grado di effettuare una corretta diagnosi e di approntare un conseguente
programma terapeutico e, nel rispetto del codice deontologico, optare
per l’impiego di una MNC, controllarne la corretta applicazione
ed eventualmente fare ricorso all’integrazione
con la medicina convenzionale.
Una regolamentazione del settore necessita per bloccare
anche tutti quei millantatori che, pur non avendo la
benché minima
preparazione in materia, applicano le MNC a puro scopo
di lucro.
La F.N.O.V.I. si è limitata a dar vita ad una Commissione per
le MNC di cui non è dato sapere nulla, né da chi sia composta,
né quali siano i programmi che intende svolgere, puro fumo negli
occhi a chi si occupa con serietà delle stesse.
Non è così che si risponde con efficacia alle esigenze
della zootecnia biologica, o a quelle della pratica clinica integrata,
non è così che si rende veramente moderna ed 'europea’ l’attività dell’intera
categoria dei medici veterinari.
Sosteneva Mao Zedong: “Gli elementi opposti nelle cose contraddittorie
sono identici, in determinate condizioni, e possono
dunque esistere l’uno
accanto all’altro, a formare un’unità, e trasformarsi
reciprocamente a vicenda”. (F. Longo: “Così il Veterinario ‘integra’ le
Terapie”; Repubblica Salute n. 389 – 22 Gennaio 2004)
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