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MEDICINE NON CONVENZIONALI
AD UN PUNTO DI SVOLTA?
Dopo due anni dall'ultima inchiesta di Professione veterinaria (medicine
non convenzionali: tra scienza e mito), abbiamo ritenuto doveroso,
oltre che interessante per tutto il settore veterinario, fare il punto
sullo stato dell'arte delle cosiddette medicine non convenzionali (MNC),
con particolare riguardo alle applicazioni pratiche in ambito veterinario.
In tale campo d'applicazione, la MNC si articola in discipline quali l'agopuntura,
la fitoterapia, la medicina tradizionale cinese, l'omeopatia e l'omotossicologia.
Nonostante il forte sviluppo ed interesse che tali materie stanno ottenendo
in tutto il mondo occidentale, nel nostro Paese, pur prevedendo e riconoscendo
l'impiego delle MNC, non esiste una precisa normativa che ufficializzi
e regolamenti le figure professionali veterinarie che di fatto operano
secondo i principi che stanno alla base della più corretta medicina
veterinaria non convenzionale.

La stessa esigenza si avverte anche per quanto concerne gli aspetti che
conseguono sia la tutela della salubrità degli Alimenti di Origine
animale, sia il Benessere Animale, nel rispetto della libera scelta terapeutica
del proprietario degli animali oggetto (o meglio soggetto) delle cure.
Tuttavia, la MNC è ormai diventata come un fiume in piena, tanto
che la stessa Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi
e degli Odontoiatri ha approvato un documento che riconosce come "atto
medico" l'esercizio delle MNC e che le stesse vengano esercitate
in via esclusiva da un medico o da un veterinario iscritto al rispettivo
albo professionale.
Non solo, ma anche le istituzioni stanno legiferando a questo proposito:
in particolare molte pratiche mediche non convenzionali vengono riconosciute
e regolamentate nella bozza di un progetto di legge che vede come primo
firmatario l'On. Lucchese.
Lo stesso Ministero della Salute, la Commissione Unica del Farmaco e la
FNOVI, stanno muovendosi per regolamentare e riconoscere ufficialmente
un settore professionale che ormai è una realtà, indipendentemente
da come ognuno di noi può pensarla in merito.
Dalla voce dei protagonisti più illustri ed appassionati, nonché
da alcuni colleghi che da anni utilizzano con buoni risultati la MVNC,
il punto della situazione e le aspettative da parte di chi opera in questo
settore con passione e convinzione.
F. Pancini. Nel
documento approvato dalla Federazione Nazionale Ordini Medici Chirurghi
e Odontoiatri, sostenuto anche dalla Federazione Italiana Associazioni
Medici Omeopati, dalla Società Italiana Agopuntura Veterinaria
e dalla Società Italiana Medicina Veterinaria Non Convenzionale,
i punti qualificanti sono dati dal riconoscimento che l'esercizio delle
medicine non convenzionali sia definito "atto medico" a tutti
gli effetti e che tali pratiche siano esercitabili esclusivamente da un
medico veterinario iscritto all'albo professionale. Sotto il profilo giuridico
- istituzionale a che punto siamo in proposito?
F. Longo.
Sia la Proposta Normativa
per l'Agopuntura Veterinaria (redatta da S.I.A.V. in data 10 Agosto
1999), sia le Linee
Guida in Agopuntura Veterinaria (redatte da S.I.A.V. in data 4 Ottobre
2002), ed anche la sezione riguardante l'Agopuntura Veterinaria del Documento
di Bologna (redatto da F.I.A.M.O., S.I.A.V., S.I.M.Ve.N.Co., in data
28 Settembre 2002), prendevano spunto dalle dichiarazioni proprie della
medicina dell'uomo e più precisamente:
- La World Health
Organization (W.H.O.), nella sua 101ma seduta del Gennaio 1998, per
tramite dell'Executive Board, ha decretato che l'Agopuntura è
un efficace rimedio terapeutico ed una procedura clinica di considerevole
valore, specificando, in un elenco, le patologie in cui è sicuramente
auspicabile il suo impiego;
- A conferma di quanto
sopra, nel 2001 la stessa W.H.O. ha redatto un libro dedicato alle linee
guida da seguire nella prassi applicativa dell'Agopuntura;
- La Sentenza n.500
della Corte di Cassazione che già nel 1982 dichiarava che l'Agopuntura
è 'atto medico' e come tale presuppone che chi la eserciti sia
in possesso di laurea e di abilitazione professionale;
- Anche il National
Institute of Health e la Food and Drug Administration hanno ribadito
l'efficacia dell'Agopuntura;
- Nella Risoluzione
del Parlamento Europeo del 29 Maggio 1997 e nella Risoluzione del Consiglio
d'Europa n.1206 del 1999 si fa riferimento alle terapie non convenzionali
e si auspica un approccio coordinato nei vari Stati membri;
- La dichiarazione
della F.N.O.M.Ce.O. riguardante la legittimazione delle MNC;
- Infine proprio
nella scorsa primavera, la Corte di Cassazione ha condannato un infermiere
e massoterapista per aver esercitato l'Agopuntura senza essere in possesso
di laurea in Medicina e Chirurgia; la Corte Suprema ha infatti spiegato
che: "L'Agopuntura è ormai materia di insegnamento nelle
università, è patrimonio della medicina convenzionale,
inoltre essa si esplica mediante atti propri della professione medica
oltre che per la scelta terapeutica della malattia, anche per i suoi
intrinseci metodi applicativi che possono definirsi clinici".
Nel settore veterinario
è da segnalare la Direttiva CEE n.1804 del 1999 che, regolando
la normativa sulla zootecnia biologica, prevede l'applicazione preferenziale
delle MNC.
Quindi ragionando
per analogia quanto riportato dovrebbe valere anche per il settore
veterinario con le ovvie modifiche.
Di fatto non sembra esserci al momento nulla riguardante l'Agopuntura
Veterinaria, tranne le norme previste dalla proposta di legge dell'Onorevole
Lucchese.
F. Pancini. Agopuntura, fitoterapia, omeopatia, omotossicologia,
medicina antroposofica, medicina tradizionale cinese, ayurveda, ecc
sono tra le specialità riconosciute e regolamentate nella bozza
del progetto di legge che vede come primo firmatario l'On. Lucchese. Puoi
spiegare meglio di cosa si tratta e quali tra queste specialità
è già utilizzata in veterinaria e su quali patologie?
F. Longo.
La Proposta di Testo Unificato dell'Onorevole Lucchese è una sorta
di 'summa' delle precedenti 14 proposte di legge che si sono succedute
nel tempo, e soprattutto ricalca le linee fondamentali della proposta
dell'Onorevole Galletti.
Questo Testo Unificato
ha in sé un elemento di grande instabilità nell'accomunare
pratiche mediche e terapie praticate dagli operatori non laureati.
Di fatto si tratta di due realtà molto differenti che hanno problematiche
peculiari, quindi sarebbe stato meglio scindere i due settori.
Un elemento per tutti
fa la differenza: DIAGNOSI! Solo chi è regolarmente laureato e
pratica medicina o medicina veterinaria è in grado di fare diagnosi
e scegliere la più opportuna terapia consequenziale. Per gli operatori
si tratta solo di applicare tecniche terapeutiche.
Altro punto debole
del Testo di Lucchese è il grande numero di commissioni e sottocommissioni
che dovrebbero gestire tutta la materia: sicuramente si poteva snellire
questa parte creando un minor numero di organi di lavoro.
Di fatto in veterinaria
sono più frequentemente applicate: Omeopatia, Omotossicologia,
Agopuntura, Chiropratica, Osteopatia, Fitoterapia, Medicina Tradizionale
Cinese, Medicina Antroposofica.
Quasi nella maggioranza dei casi esse sono applicate da medici veterinari;
gli operatori non laureati si occupano soprattutto di chiropratica ed
osteopatia, e prevalentemente nel settore dell'ippiatria; molto meno frequenti
i non laureati che si occupano di MNC per animali, a differenza di quanto
avviene nella medicina dell'uomo in cui è massiccia la loro presenza.
In veterinaria si assiste ad un curioso atteggiamento: sono numerosi i
medici veterinari che, pur non avendo una preparazione specifica in materia,
si spacciano per esperti di MNC!
Questi, ricorrendo a banali prontuari di omeopatia o di agopuntura, instaurano
delle terapie assolutamente inadeguate creando problemi al paziente e
gettando discredito su arti mediche validissime!
F. Pancini. Presso
il Ministero della Salute è prevista l'istituzione di una "Commissione
permanente per le medicine e le pratiche non convenzionali". Tra
i compiti della commissione anche quello di esprimere pareri sulle materie
d'insegnamento nei corsi di laurea e sull'accreditamento di nuove società
e organizzazioni. Il gruppo di esperti, inoltre, dovrebbe provvedere al
riconoscimento dei titoli di studio conseguiti all'estero nonché
alle equiparazioni di quelli conseguiti in Italia. Come si collocherà
il settore veterinario in questa commissione e quali iniziative intende
prendere?
F. Longo.
La 'Commissione Permanente per le MNC' previste dal Testo di Lucchese
prevede nel suo organico un solo rappresentante della F.N.O.V.I.: considerando
i numeri e le problematiche della nostra categoria forse sarebbe stato
meglio avere due membri, come per i medici di umana.
E' auspicabile che questo membro sia però supportato nel suo lavoro
da colleghi veterinari esperti nelle diverse discipline, anche perché
è prevista l'istituzione di singole sottocommissioni per ogni singola
disciplina.
La Commissione infatti dovrà promuovere e coordinare ricerca, vigilanza,
divulgazione, integrazione della MNC, e queste hanno caratteristiche peculiari
differenti dalla medicina dell'uomo, e differenti le une dalle altre.
Molto delicato è poi il compito di regolamentare il settore della
formazione 'specialistica' in MNC, ed anche qui esistono differenze significative.
In realtà molte Società culturali di MNC si sono date delle
regole e portano avanti programmi di formazione precisi e ben collaudati.
Proprio su questo argomento ci sono ampi capitoli sia nella Proposta Normativa
che nelle Linee Guida per l'Agopuntura Veterinaria, redatte da S.I.A.V.
(vedi www.siav-itvas.org), sia nel
Documento di Bologna.
Di fatto questa sezione del Testo Unificato è in linea con quanto
affermato dalle Società di MNC.
Punto fondamentale è il riconoscimento dei titoli di studio (equipollenza)
che dovrebbe essere dato solo a coloro che hanno frequentato corsi di
formazione a carattere specialistico: l'adeguato percorso formativo è
la base di un giusto riconoscimento per quei colleghi che si sono seriamente
impegnati nello studio delle MNC, di garanzia di seria professionalità
per i proprietari che sottopongono i loro animali alle MNC.
Una solida formazione 'specialistica' é il requisito imprescindibile
per una corretta applicazione clinica e per realizzare una concreta "integrazione"
delle diverse discipline mediche, convenzionali e non, che vada a potenziare
l'atto medico.

In realtà esistono molte disparità nei corsi di MNC presenti
oggi in Italia: si va dai tre giorni ai tre anni di corso; spesso i corsi
sono impostati secondo la medicina dell'uomo, ma la pratica veterinaria
ha ben altre esigenze; talvolta si tratta di eventi che fanno affluire
denaro nelle casse degli organizzatori a discapito degli sprovveduti colleghi!
Altro punto nodale sarà quello dell'ingresso delle MNC in Università:
formazione e ricerca esigono personale qualificato in queste discipline
che attualmente è quasi del tutto inesistente nelle nostre Facoltà.
F. Pancini. Per
quanto riguarda i prodotti farmaceutici utilizzati nei diversi indirizzi
delle medicine non convenzionali la stessa "Commissione Unica del
Farmaco" (CUF) dovrebbe essere integrata al proprio interno con esperti
di MNC. Dovrebbero essere previsti specifici prontuari farmaceutici per
ogni specialità e norme per la farmacovigilanza. Cosa puoi dirci
in proposito?
F. Longo.
Anche su questo argomento il Testo di Lucchese sembra essere valido.
Di fatto nella Medicina Tradizionale Cinese frequentemente si fa ricorso
a prodotti propri della farmacopea cinese.
Di questa molte sostanze sono già presenti in Italia, soprattutto
per la medicina dell'uomo, ma manca una farmacopea riconosciuta a termini
di legge.
Anche in Europa i prodotti della farmacopea cinese sono diffusi, ma ancora
non c'è uniformità di vedute, soprattutto per due motivi:
- le modalità
dei farmaci prodotti in Oriente non sempre soddisfano i requisiti imposti
dalle normative vigenti in Occidente;
- alcuni princìpi
presi in sé sono potenzialmente tossici, ma in combinazione con
gli altri componenti della ricetta classica cinese essi diventano innocui
e di grande efficacia terapeutica.
F.
Pancini. Ritieni che in questi ultimi tempi sia cambiato
qualcosa sul piano del reciproco "riconoscimento" tra le associazioni
culturali veterinarie di medicina convenzionale e non convenzionale?
F.
Longo. In linea di massima c'è una maggiore 'tolleranza'
da parte delle Società culturali convenzionali nei confronti delle
MNC.
Sempre più frequenti (e più frequentati) sono gli appuntamenti
relativi alle MNC veterinarie, ed anche le Università si dedicano
alla stesura di tesi sperimentali di laurea in materia.
Un minimo di dialogo viene mantenuto attraverso le mailing list di S.C.I.V.A.C.
ed A.N.M.V.I., ma la necessità di confrontarsi in una tavola rotonda
è sempre più necessario, come già auspicato dalla
S.I.A.V. proprio attraverso le pagine di "Professione Veterinaria"
("S.I.A.V.:
la Medicina è una sola" n. 8 - Agosto 2002).
F. Pancini. La
F.N.O.V.I. cosa può fare in concreto per concorrere ad istituzionalizzare
le MNC in ambito veterinario?
Sinora la F.N.O.V.I.
è stata refrattaria ad ogni sollecitazione e richiesta di intervento.
Persino nella sua funzione ufficiale di 'rappresentante' di tutti i medici
veterinari (convenzionali e non) ha mostrato ritardi e ritrosie: anche
l'Onorevole Lucchese era sconcertato dall'atteggiamento assenteista della
F.N.O.V.I. (ben diverso l'atteggiamento di medici di umana, farmacisti,
biologi)!
In realtà la F.N.O.V.I. dovrebbe limitarsi a compiere un gesto
simile a quello fatto dalla F.N.O.M.Ce.O.: legittimare le discipline non
convenzionali quali atto medico veterinario ed appoggiarsi ad una 'Commissione
di MNC Veterinarie' (anch'essa già da molto tempo auspicata da
S.I.A.V.).
In tal modo non si perderebbe l'occasione di promuovere quelle potenzialità
presenti nella nostra categoria che gioverebbero alla stessa e che una
alquanto retriva visione blocca senza alcun valido motivo.

F. Pancini. In
quali settori è maggiormente diffusa l'Agopuntura Veterinaria e
perché ?
F.
Longo. L'Agopuntura Veterinaria trova spazio nella medicina
sportiva del cavallo in quanto è in grado di potenziarne le performance
senza essere dannosa per la salute dell'animale e senza creare quei problemi
che sono propri del doping.
L'Agopuntura si è anche molto diffusa nella clinica dei piccoli
animali perché può intervenire su diverse patologie che
spesso non trovano risoluzione con la medicina allopatica.
Infine sempre più essa viene applicata negli animali adibiti ad
allevamento biologico, ad ulteriore garanzia di assenza di residui nei
prodotti alimentari di origine animale.
Di fatto la diversa interpretazione biofisica di questa medicina,
ne permette un largo impiego sia nei programmi terapeutici misti, sia
nei programmi 'staffetta', sia come unica forma di diagnosi e terapia.

(F. Pancini: "Medicine
Non Convenzionali ad un punto di svolta?", Professione Veterinaria,
n. 7 - Luglio 2003, E.V. s.r.l. Cremona).
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