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"Proposta Normativa per l'AV"
(F. Longo - Il Progresso Veterinario
n. 17 - 30 settembre 2000, Torino.
info@ilprogressoveterinariofnovi.it
www.ilprogressoveterinario.it)


Nello Huai Nan Tzu (testo taoista del 175 a.C. circa) è scritto :
"La legge non è dal cielo che cade; non è dalla terra che è generata; essa nasce tra gli uomini", e questo è un chiaro invito affinché gli uomini stessi regolamentino e disciplinino le loro azioni.

In Italia, a tutt'oggi manca la benché minima regolamentazione in materia di Medicine non Convenzionali (MNC) veterinarie, e questa assenza crea confusioni, disagio, incertezze che alimentano ulteriore diffidenza verso chi pratica seriamente queste discipline mediche, anzi favoriscono millantatori e venditori di fumo!

In Italia manca una 'legge' che si occupi seriamente delle MNC, che ne favorisca l'integrazione con la medicina convenzionale, che salvaguardi la dignità professionale dei medici veterinari che operano in tale ambito, e che dia assicurazioni ai proprietari degli animali che vogliono sottoporre i loro beniamini alle cure cosiddette 'dolci'.

La S.I.A.V., Società Italiana Agopuntura Veterinaria, ha elaborato una "Proposta Normativa per l'AV" che serva da base di discussione e confronto per tutti i rappresentanti delle MNC veterinarie e per tutte le istituzioni coinvolte nella salute animale.
Copie di tale Proposta sono state inviate alla Presidenza della F.N.O.V.I. ed al gruppo veterinario della F.I.A.M.O. per sollecitarne l'interesse e la partecipazione attiva.

La Proposta nasce come momento di riflessione e di sintesi da parte di chi già da diversi anni si occupa di AV, e quindi essa ha carattere eminentemente pratico ed affronta problematiche professionali dirette.
Taluni punti della stessa sono mutuati da quanto si è verificato per l'agopuntura nella medicina dell'uomo.
La Proposta è suddivisa in tre sezioni, ciascuna delle quali affronta uno degli aspetti legati alla pratica, alla diffusione ed alla formazione in AV.


AMBITO PROFESSIONALE


La W.H.O. ha decretato che l'agopuntura è un efficace rimedio terapeutico ed una procedura clinica di considerevole valore, ed ha specificato numerose patologie in cui essa è impiegabile.
La Corte di Cassazione, con una sentenza del 1982, ha dichiarato che l'agopuntura (per l'uomo) è da considerarsi atto medico.

Sulla base di queste indicazioni, e per analogia, appare ovvio che a praticare l'AV siano solo i medici veterinari, regolarmente iscritti presso un albo professionale degli Ordini Provinciali.
Appare altresì necessario che chi pratichi tale disciplina sia in possesso di una certificazione attestante la partecipazione ad un corso di formazione specialistica in AV (le cui caratteristiche verranno discusse più avanti).

Premessi questi requisiti, il passo successivo è che, nell'ambito degli Albi professionali, si istituisca una sezione dedicata esclusivamente ai medici veterinari che operano nel settore delle MNC, sezione consultabile dai proprietari degli animali per la scelta del terapeuta voluto.

Nasce, in parallelo a quanto detto sopra, la necessità di poter pubblicizzare ed evidenziare la propria attività di medico veterinario 'non convenzionale' tramite l'impiego di un'opportuna diciture, ad esempio "AGOPUNTURA VETERINARIA" (e mi permetto di suggerire quella di 'Omeopatia Veterinaria' e di 'Fitoterapia Veterinaria' Ai colleghi impegnati in questi settori).

La possibilità di impiegare la dicitura "AGOPUNTURA VETERINARIA" su biglietti da visita, carta intestata, ricettari, targhe esposte al di fuori di studi, ambulatori, cliniche veterinarie, nella stessa pubblicità professionale (pagine gialle, etc), legittima il medico veterinario agopuntore nell'ambito della sua professionalità, ed è una forma di correttezza nei confronti dei proprietari degli animali che vengono così edotti e rassicurati che quel medico o che in quella struttura veterinaria si pratica questa arte medica con 'scienza e coscienza'!

La S.I.A.V. ha messo a punto anche una brochure di presentazione dell'AV e dei principi su cui essa si basa, e che viene fornita ai proprietari degli animali, distribuita nelle sale d'attesa degli ambulatori, così da facilitare la comprensione di quanto viene svolto attraverso la MTC.
Infine anche nelle strutture del S.S.N. ed in quelle universitarie è bene che ad operare nell'ambito delle MNC siano medici veterinari in possesso dei requisiti suddetti.


AMBITO CULTURALE

La S.I.A.V. ritiene utile la costituzione di un 'Coordinamento nazionale delle MNC Veterinarie' composto dai rappresentanti di ciascuna disciplina e società culturale al fini di lavorare in sintonia per promuovere il riconoscimento ufficiale delle MNC per animali.
In quest'ottica, ed al fine di favorire l'integrazione delle diverse medicine, convenzionale e non, diviene opportuno approntare seminari divulgativi delle MNC nell'ambito degli Ordini professionali.

Spesso, proprio per mancanza di una corretta comunicazione tra medici veterinari 'convenzionali' ed 'alternativi' si sono verificati spiacevoli episodi, come l'inviare il paziente ormai cadavere dall'agopuntore ("proviamo con l'agopuntura…"!), o diagnosticare la causa dell'aggravamento del soggetto in seguito a seduta agopunturale ("non vi è dubbio: è colpa dell'agopuntura…"!).

Non sarà mai troppo ripetere che il fine fondamentale è quello di raggiungere un modello di MEDICINA INTEGRATA che affianchi tra loro tutte le possibilità diagnostiche e terapeutiche delle diverse arti mediche, escludendo qualsiasi atteggiamento di concorrenza, di sfiducia e persino di denigrazione verso l'una o l'altra forma di intervento medico.
Una tale integrazione passa necessariamente attraverso la validazione scientifica dell'AV.

Proprio quest'anno è stata istituita la 'Commissione di Studio sulle MNC' che ha il compito di valutare l'efficacia delle stesse.
Per la prima volta in Italia s'iniziano studi sugli effetti dell'agopuntura (valutati su topi) e dell'omeopatia (valutati su 900 pecore), ricerche coordinate dall'Istituto Superiore di Sanità.
E' auspicabile che una tale iniziativa investa anche il settore delle MNC veterinarie, considerando anche che i test vengono effettuati sui pazienti di noi veterinari!

Intanto possiamo soltanto sollecitare le strutture universitarie e quelle del S.S.N. a considerare piani specifici di ricerca e valutazione per le MNC.
D'altra parte non possiamo tacere che sino a poco tempo fa, proprio queste strutture hanno mostrato ostilità o derisione per quanto appariva nuovo e desueto, o contrario ai dogmi immutabili del sapere convenzionale, piuttosto che impegnarsi in una valutazione seria ed accurata e soprattutto priva di pregiudizi.

Uno studio accurato è perciò essenziale e questa è l'esortazione di Mao Tze Tung che sosteneva in un suo discorso sulle possibilità della medicina tradizionale nell'ambito del sistema sanitario cinese: "La medicina e la farmacologia cinesi rappresentano un vero tesoro; per esplorarle e portarle ad un più alto livello devono essere compiuti ulteriori sforzi".

Positivo è l'interesse mostrato dalla Facoltà di Medicina Veterinaria di Udine per le Medicine Energetiche in veterinaria, e dalla Facoltà di Medicina Veterinaria di Milano.
Lavori di più ridotte dimensioni vengono effettuati dai singoli veterinari agopuntori, come dosaggi ormonali, screening ematico, valutazioni anticorpali, e così via, per suffragare il loro operato e tradurlo in termini 'occidentali' per i colleghi e per i proprietari degli animali.

E' chiaro che piani di ricerca più ampi necessitano di fondi che né i singoli professionisti, né le singole società culturali possiedono.
In fondo si ha a che fare con un'arte medica molto antica i cui presupposti di base sono più facilmente spiegabili attraverso la fisica della relatività e dei quanti, piuttosto che con i soliti modelli sperimentali biochimici: è molto più corretto parlare di biofisica, di medicina vibrazionale, di energia.


AMBITO FORMATIVO

Il requisito 'sine qua non' perché si possa praticare l'AV con 'Scienza e coscienza' è in un corso di studi a carattere specialistico.
La S.I.A.V., nel novembre dello scorso anno, ha attivato il I Corso di AV.
Il corso è impostato secondo le dottrine classiche della Medicina Veterinaria Tradizionale Cinese, ma con numerosi riferimenti all'evoluzione di questa disciplina in Occidente.

Il fine è quello di formare 'medici veterinari agopuntori' che siano in grado di affiancare le possibilità diagnostiche e terapeutiche della MTC alla loro pratica quotidiana 'occidentale', creandone una proficua integrazione.
Durante il corso vengono fornite ampie nozioni di farmacologia cinese, massaggio terapeutico, elementi di alimentazione e nutrizione animale, elementi di tecnica di allevamento ed allenamento.

Il corso è tenuto esclusivamente da insegnanti medici veterinari agopuntori.
Le esercitazioni pratiche sono distinte per settori: cavalli, animali da reddito, piccoli animali, così da rispondere meglio e più specificatamente alle esigenze dei colleghi veterinari che affrontano questo tipo di studi.
Il corso ha durata triennale, e prevede 360 ore di lezioni teorico-pratiche.
In specifico, minimo 90 ore annuali di lezioni teoriche, minimo 30 ore annuali di esercitazioni pratiche.
Al fine di ogni anno, gli iscritti devono superare un esame teorico - pratico, ed a fine corso redigere una tesi di natura teorica o pratico - sperimentale.

Il corso S.I.A.V., per quanto non tenuto nell'ambito di alcuna facoltà di Medicina Veterinaria, ha tutte le caratteristiche di un corso di specializzazione post-laurea, e tiene anche conto di quelli che sono gli argomenti dei corsi di AV che si tengono all'estero; soprattutto vi è specularità nelle materie insegnate nei corsi I.V.A.S. (International Veterinary Acupuncture Society).

Un tale corso impostato secondo programmi internazionali e con profilo specialistico è in netto contrasto con 'corsetti' di poche ore, quasi del tutto privi di esercitazioni pratiche, che diventano solo una fonte di sicuro guadagno per gli organizzatori, a danno di quei colleghi che ingenuamente credono di ottenere "un'arma in più" in così povere condizioni.

Da questi dati di fatto nasce la proposta della S.I.A.V. di creare una 'Commissione delle Scuole di AV' che si occupi di vagliare i programmi impostati da ciascuna scuola o società culturale.
Sarebbe importante che nella stessa Commissione fosse presente un membro della F.N.O.V.I.

Tutto questo porta al problema più scottante: riconoscere l'attestato di partecipazione a questi corsi come valido affinché i veterinari, che tanto si sono impegnati nel seguire tali corsi e che si sono seriamente preparati, possano iscriversi nella sezione dedicata alle MNC veterinarie dell'Albo professionale.
Formalmente sembra corretto che al momento della discussione della tesi di fine corso, nella commissione esaminatrice, sia presente anche un rappresentante inviato dall'Ordine provinciale.

In ultimo vorrei esprimere qualche riflessione su quanto affermato da altri. Non vorrei sembrare come colui che vuole disquisire sul famoso paradosso di Kung-su Lung: "Un cavallo bianco non è un cavallo", ma al di là di sofismi e retorica, 'cultore della materia' ed 'agopuntore' non cambiano molto di valore.
Ad entrambi i termini si possono dare significati ampi e reconditi, o, viceversa, ristretti e superficiali.
Personalmente preferisco il termine 'agopuntore', nel senso più pratico e di più colloquiale impostazione.

'Cultore della materia', se letto con una certa accezione, potrebbe definirsi chiunque abbia letto o si sia interessato per motivi personali alla medicina tradizionale cinese, come molti proprietari che oltre a sottoporre i loro animali alle cure agopunturali, sono essi stessi pazienti di un 'agopuntore di umana', e molto conoscono di questa medicina.
Spesso gli stessi proprietari ci chiedono alla prima seduta di AV: "ma come si dice: agopuntore o agopunturista?", mentre il termine di 'cultore' dà l'idea di un erudito chiuso nella sua torre d'avorio.
Non a caso, nella sua Proposta Normativa per l'AV, la S.I.A.V. suggerisce l'impiego del generico "Agopuntura Veterinaria" nella pubblicità professionale, piuttosto che dello specialistico "Agopuntore".

Tuttavia e sino a quando non sarà stabilita una terminologia giuridica precisa, il termine "Agopuntore", usato come sintesi di "medico veterinario che ha studiato AV e che esercita la medicina tradizionale cinese sugli animali", a mio giudizio resta il più appropriato.
Di sicuro nessuno, pena l'usurpazione di titolo, può usare il titolo "Specialista in Agopuntura" non essendoci alcuna scuola di specializzazione legalmente riconosciuta in Italia.

Ritorniamo al problema precedente: che fine fanno (o farannno) coloro che hanno atteso ai corsi di AV, seriamente impostati e condotti, nelle Scuole private?
Sarà necessaria un'equiparazione del titolo?
E chi già da anni pratica (e magari insegna anche AV) rimarrà ugualmente 'clandestino' solo perché ha iniziato prima che l'Università decidesse in favore della AV?

Con queste premesse è assolutamente necessario cominciare ad affrontare il problema ed a mettere ordine nel settore.
Altri parlano anche di corsi di AV 'a pagamento': credo che sia una precisazione superflua in quanto tutti i corsi post-laurea, sia delle scuole private, sia delle Facoltà di MV sono 'a pagamento'!
Il pagamento è giustificato dai costi per gli insegnanti, dal materiale didattico, dall'approntamento delle esercitazioni, dalle spese di gestione della struttura in cui si svolgono le lezioni teoriche.
Semmai è importante ribadire il concetto 'costo/qualità' del corso!

Infine vorrei rassicurare altri sull'operato della S.I.A.V.: la Società sta ottemperando ai suoi fini statutari, e seppure essa è operativa da un solo anno, non sono mancati i riscontri positivi.
La S.I.A.V. vanta come suoi membri onorari, in considerazione dei loro meriti scientifici di studio e divulgazione dell'AV, il Dr. Kevin James May (Stati Uniti) ed il Dr. Are Simeon Thoresen (Norvegia).
Approvazione ed incoraggiamento sono pervenuti dal noto buiatra agopuntore Dr. Oswald Kothbauer (Austria), dal sinologo padre Claude Larre (Direttore del prestigioso Istituto Ricci di Parigi), dal Prof. Jen Hsou Lin (Presidente della Chinese Society of Traditional Veterinary Science - Cina), dal Prof. Shigeo Hara (Presidente della Japanese Society of Veterinary Acupuncture and Moxibustion - Giappone).

Rapporti di reciproca collaborazione sono stati rinsaldati con la Belgian Veterinary Acupuncture Society, di cui la S.I.A.V. ha ospitato il suo Presidente, il Dr. Emiel van den Bosch, in occasione del I Seminario Internazionale S.I.A.V., tenutosi a Pisa lo scorso giugno.

L'attuale Consiglio Direttivo della S.I.A.V. (l'autonomina di cui altri parlano è in realtà una normale prassi burocratica espletata dai soci fondatori di fronte al notaio all'atto della costituzione della Società stessa, e senza che ciò minacci la 'democrazia' all'interno della Società), considerando che negli ultimi incontri con i Soci Ordinari ha avuto piena approvazione da questi ed incoraggiamento a proseguire lungo questa strada, può ritenersi soddisfatto del lavoro svolto sinora.

Tutte le medicine convenzionali e non, non possono non transitare attraverso un corretto sistema che le regoli e le integri le une con le altre, tenendo ben a mente quanto scritto da Lao Tzu (III secolo a.C.) nel Tao Te Ching: "(…) produrre ma non appropriarsi, agire senza vantare diritti, far crescere ma non dirigere, questo è il Tao misterioso".


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