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SI VUOL MANTENERE LO STATUS QUO


I due pronunciamenti, quasi di concerto, della FNOMCeO e del CNB impongono una seria riflessione sulle reali cause che hanno indotto a tanto.

Ormai tutto è chiaro: non si tratta di divergenze dottrinarie o di dispute scientifiche, bensì lo scontro della Medicina cosiddetta ufficiale (o dovremmo dire di stato?) e le MNC è tutto incentrato sul mantenimento ad oltranza di uno status quo, quello attuale che permette di mantenere in attivo un grosso giro di affari (quello che da sempre è legato alla sanità) e le royalties delle industrie farmaceutiche, e che consente di perpetuare (o dovremmo parlare di successioni) baronie di ogni sorta.

Tutto ciò fa sì che FNOMCeO e CNB neghino l’innegabile, contraddicano se stessi e le precedenti posizioni, ignorino le direttive CEE ed i pronunciamenti della W.H.O., calpestino il diritto del cittadino ( e del proprietario degli animali – conduttore -) alla libertà di scelta terapeutica, disconoscono l’autonomia del medico nella scelta consapevole alle pratiche terapeutiche (sentenza della

Corte di Cassazione n.301 – 8/2/’01), affondano il principio del pluralismo scientifico.

Cerchiamo di intenderci: la W.H.O. ha più volte ribadito che il ricorso alle MNC nei piani sanitari nazionali (sia dei paesi in via di sviluppo che di quelli progrediti) permetterebbe una notevole riduzione dei costi della spesa sanitaria annua, favorendo anche una gestione più ecologica nell’impiego dei farmaci.

Nel nostro settore parla da sola la zootecnia biologica: non solo risparmio economico, meno residui di ogni tipo in giro, ma anche alimenti più sani per il consumatore.

Ma tutto questo si scontra con interessi economici molto forti.
E poi ci sono le sedi ufficiali del sapere, carenti però di soggetti esperti nel settore non convenzionale.

Ma tutto questo si scontra con interessi di potere e predominio.
Di recente si è tanto parlato di medicina basata sull’evidenza: fondamentale è il ruolo dell’esperienza, e per alcune di queste medicine le evidenze cliniche (esperienze) sono state raccolte nel corso di alcuni millenni ed in una gran parte del globo (MTC e medicine correlate) o di almeno due secoli (Omeopatia e medicine correlate).

Il PDL Lucchese ha sicuramente delle imperfezioni, più volte segnalate anche da noi (vedi Professione Veterinaria – Luglio 2003), ma rappresenta un tentativo globalmente valido di regolamentare un settore che è molto cresciuto negli ultimi anni senza alcuna regola.

Ostacolare il percorso di questa normativa vuol dire solo proteggere quegli interessi di pochi ed alimentare ulteriori confusioni nel settore a danno dei pazienti e di chi pratica queste medicine con scienza e coscienza.

(F. Longo: “Si vuol mantenere lo status quo”; Professione Veterinaria n. 19 24 – 30 Maggio 2004; www.anmvi.it)

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