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Storico

LARGO ALL’AGOPUNTURA

La dichiarazione della F.N.O.M.Ce.O. secondo la quale “l’esercizio delle medicine non convenzionali è da ritenersi a tutti gli effetti un atto medico” impone una seria riflessione anche in campo veterinario.
Ben otto delle discipline riconosciute dalla F.N.O.M.Ce.O. trovano applicazione anche in medicina veterinaria: Agopuntura, Medicina Tradizionale Cinese, Ayurveda, Fitoterapia, Omeopatia, Omotossicologia, Osteopatia, Chiropratica.

Anzi, proprio i brillanti risultati ottenuti applicando tali terapie negli animali hanno apportato ulteriori conferme alla validità di esse.
Inoltre alcuni di questi sistemi medici hanno una storia millenaria e, seppure in parallelo con quella dell’uomo, hanno avuto un’evoluzione autonoma nel campo veterinario; un esempio valga per tutti: già nel 974 a.C. in Cina Zao Fu applicava gli aghi nella cura delle patologie del cavallo.

E’ positivo che quanto sta avvenendo nel campo della medicina dell’uomo abbia stimolato l’interesse anche nel settore veterinario.
In passato non erano mancate le iniziative e le proposte da parte di diverse associazioni di medicina veterinaria non convenzionale, ma con scarsa o nulla risposta da parte degli organi della medicina ufficiale.

Tra esse ricordiamo la PROPOSTA NORMATIVA per l’AGOPUNTURA VETERINARIA redatta dalla S.I.A.V., Società Italiana Agopuntura Veterinaria, e datata 10 Agosto 1999 (vedi: ‘Così il veterinario userà le cure dolci’; “SALUTE REPUBBLICA” n. 223 - 13 Aprile 2000).
Tale documento avrebbe dovuto servire come base di iniziale discussione sulla regolamentazione delle MNC in veterinaria, avviare un dibattito coinvolgendo la F.N.O.V.I. (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani) e le società culturali di medicina veterinaria convenzionale e non.

La PROPOSTA nasceva come momento di riflessione e di sintesi da parte di chi già da diversi anni si occupava di Agopuntura Veterinaria (AV) e quindi essa ha carattere eminentemente pratico ed affronta problematiche professionali dirette.
La PROPOSTA, tuttora valida e rispondente alle attuali esigenze, è suddivisa in tre sezioni fondamentali:

AMBITO PROFESSIONALE
Per analogia a quanto è avvenuto per la medicina dell’uomo, appare ovvio che a praticare l’AV (e per estensione tutte le altre MNC) siano i medici veterinari, regolarmente iscritti presso uno degli Ordini Provinciali.

Appare altresì necessario che chi pratichi tale disciplina sia in possesso di una certificazione attestante la partecipazione ad un corso di formazione specialistica in AV (le cui caratteristiche verranno discusse più avanti).

Premessi questi requisiti, il passo successivo è che, nell’ambito degli albi professionali, si istituisca una sezione dedicata esclusivamente ai medici veterinari che operano nel settore delle MNC, sezione consultabile dai proprietari degli animali per la scelta della terapia voluta.

Nasce, in parallelo a quanto detto sopra, la necessità di poter pubblicizzare ed evidenziare la propria attività di medico veterinario ‘non convenzionale’ tramite l’impiego di un’opportuna dicitura, ad esempio “AGOPUNTURA VETERINARIA” (ed ‘Omeopatia Veterinaria’, ‘Fitoterapia Veterinaria’, e così via).

La possibilità di impiegare la dicitura “AGOPUNTURA VETERINARIA” su biglietti da visita, carta intestata, ricettari, targhe esposte al di fuori di studi, ambulatori, cliniche veterinarie, nella stessa pubblicità professionale (pagine gialle, etc), legittima il medico veterinario agopuntore nell’ambito della sua professionalità, ed è una forma di correttezza nei confronti dei proprietari degli animali che vengono così edotti e rassicurati che quel medico o che in quella struttura veterinaria si pratica questa arte medica con ‘scienza e coscienza’!

Infine anche nelle strutture del S.S.N. ed in quelle universitarie è bene che ad operare nell’ambito delle MNC siano medici veterinari in possesso dei requisiti suddetti.

AMBITO CULTURALE
Diviene necessaria la costituzione di un ‘Coordinamento nazionale delle MNC Veterinarie’ composto dai rappresentanti di ciascuna disciplina e società culturale al fine di lavorare in sintonia per promuovere il riconoscimento ufficiale delle MNC per animali.
In quest’ottica, ed al fine di favorire l’integrazione delle diverse medicine, convenzionale e non, diviene opportuno approntare seminari divulgativi delle MNC nell’ambito degli Ordini professionali.
Spesso, proprio per mancanza di una corretta comunicazione tra medici veterinari ‘convenzionali’ ed ‘alternativi’ si sono verificati spiacevoli episodi,

Non sarà mai troppo ripetere che il fine fondamentale è quello di raggiungere un modello di MEDICINA INTEGRATA che affianchi tra loro tutte le possibilità diagnostiche e terapeutiche delle diverse arti mediche, escludendo qualsiasi atteggiamento di concorrenza, di sfiducia e persino di denigrazione verso l’una o l’altra forma di intervento medico.

Una tale integrazione passa necessariamente attraverso la validazione scientifica dell’AV.
E quindi dovrebbe essere possibile sollecitare le strutture universitarie e quelle del S.S.N. a considerare piani specifici di ricerca e valutazione per le MNC.

Del resto è positivo l’interesse mostrato da alcune Facoltà di Medicina Veterinaria in cui si cominciano a discutere le prime tesi di laurea in AV (Bologna, Milano, Padova), né si può tacere dell’innovativo Master universitario di II livello in “Medicine Energetiche in Veterinaria”, organizzato per l’anno accademico 2000 - 2001 dalla Facoltà di Medicina Veterinaria di Udine che ha riscosso notevoli consensi in Italia ed in Europa.

AMBITO FORMATIVO
Il requisito ‘sine qua non’ perché si possa praticare l’AV con ‘scienza e coscienza’ è in un corso di studi a carattere specialistico.
Il fine è quello di formare ‘medici veterinari agopuntori’ che siano in grado di affiancare le possibilità diagnostiche e terapeutiche della Medicina Tradizionale Cinese alla loro pratica quotidiana ‘occidentale’, creandone una proficua integrazione.

Il corso, di durata triennale, deve essere tenuto esclusivamente da insegnanti medici veterinari agopuntori, e deve prevedere lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche distinte per settori: cavalli, animali da reddito, piccoli animali, così da rispondere meglio e più specificatamente alle esigenze dei veterinari che affrontano questo tipo di studi.

Non dobbiamo dimenticare che proprio le MNC appaiono le terapie d’elezione per gli animali da reddito adibiti all’allevamento biologico.
E sempre in tema di formazione, sarà anche necessario approntare programmi di aggiornamento professionale in MNC al pari di quanto avviene per gli E.C.M. in medicina allopatica.

Da questi dati nasce l’idea di creare una ‘Commissione delle Scuole di AV’ che si occupi di vagliare i programmi impostati da ciascuna scuola o società culturale.
Sarebbe importante che nella stessa Commissione fosse presente una rappresentanza della F.N.O.V.I.

Tutto questo porta al problema più scottante: riconoscere l’attestato di partecipazione a questi corsi come valido affinché i veterinari, che tanto si sono impegnati nel seguire tali corsi e che si sono seriamente preparati, possano iscriversi nella sezione dedicata alle MNC veterinarie dell’Albo professionale.

Da quanto detto si può ritenere che la ‘questione’ delle MNC in veterinaria vada affrontata per stadi successivi:
Istituzione di una Commissione di M.V.N.C. di cui facciano parte i rappresentanti di tutte le società culturali di medicina veterinaria non convenzionale che, andando al di là dei singoli particolarismi, sia in grado di produrre un documento unitario di Proposta Normativa per le M.V.N.C.

Istituzione di una Conferenza di medicina veterinaria di cui facciano parte i rappresentanti di tutte le società culturali di medicina veterinaria convenzionale e non che rediga un documento di Medicina Veterinaria Integrata.
Coinvolgere la F.N.O.V.I. al fine di riconoscere e regolamentare le MNC in veterinaria.

La base su cui si poggia il processo di legittimazione delle M.V.N.C. è che la Medicina è una sola, ma costituita da diverse discipline le quali, integrandosi tra loro, assicurino il benessere degli animali, promuovano la condizione di salute dei pazienti, nel pieno rispetto del pluralismo scientifico e della libertà di scelta terapeutica.

“Largo all’Agopuntura” (F. Longo); Repubblica Salute n. 330 - 19 settembre 2002; Roma.

 

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