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Storico

MEDICINE NON CONVENZIONALI VETERINARIE

L’ormai ‘storico’ documento approvato dal Consiglio Nazionale della F.N.O.M.Ce.O. il 18 maggio 2002 a Terni e relativo alla legittimazione di nove Medicine Non Convenzionali (MNC), dichiarate atto medico, ha indotto un’analoga riflessione anche in veterinaria.

La discussione in merito è stata avviata lo scorso luglio nell’ambito della medicina allopatica da Marco Eleuteri, allora Presidente della A.N.M.V.I., il quale poneva in risalto quanto avvenuto nel settore della medicina per l’uomo ed auspicava che quelle applicate agli animali fossero di esclusiva competenza del Medico Veterinario.

Durante quel periodo non sono mancate le comunicazioni fra tutte le associazioni di MNC veterinarie che hanno studiato attentamente il documento di Terni e le possibili soluzioni per il nostro settore.

Così lo scorso 28 settembre 2002, a Bologna, si sono riuniti i rappresentanti di F.I.A.M.O. (Federazione Italiana Associazioni Medici Omeopati: A. Brancalion, I. Conedera, F. Del Francia, A. Grando, M. Nuovo, F. Pisseri, G. Vivani), di S.I.A.V. (Società Italiana Agopuntura Veterinaria: F. Longo), di S.I.M.Ve.N.Co. (Società Italiana Medicina Veterinaria Non Convenzionale: R. Orsi) per discutere di questo argomento.

È subito emersa una stessa visione del problema tra i partecipanti i quali, andando al di là dei singoli particolarismi e delle ovvie differenze tra le discipline praticate, sono riusciti ad elaborare un documento analogo a quello di Terni che, seppure ne segue l’impostazione generale, è specifico per il settore veterinario.

In sintonia a quanto sta avvenendo in Europa ed al rilevante ruolo socio - economico - sanitario che le MNC svolgono, sono state individuate cinque discipline mediche che più frequentemente vengono praticate in veterinaria: Agopuntura, Fitoterapia, Medicina Tradizionale Cinese (MTC), Omeopatia, Omotossicologia, e ne è stata proposta la legittimazione ad atto medico.

Il memento nasce anche dall’attuale normativa sulla zootecnia biologica (Direttiva CEE n.1804/1999) che prevede l’impiego preferenziale delle MNC in questo settore, e dal D.L. n.110/1995 che detta le norme in materia di prodotti omeopatici ad uso veterinario.

Inoltre proprio le evidenze sperimentali condotte nella medicina dell’uomo, hanno indotto la World Health Organization (W.H.O.), nella sua 101ma seduta del gennaio 1998, per tramite dell’Executive Board, ha decretare che l’Agopuntura è un efficace rimedio terapeutico ed una procedura clinica di considerevole valore, specificando, in un elenco, le patologie in cui è sicuramente auspicabile il suo impiego.

A conferma di quanto sopra, nel 2001 la stessa W.H.O. ha redatto un libro dedicato alle linee guida da seguire nella prassi applicativa dell’Agopuntura.

E, sempre rimanendo nel campo della medicina dell’uomo, è da segnalare la Sentenza n.500 della Corte di Cassazione che già nel 1982 dichiarava che l’Agopuntura è ‘atto medico’ e come tale presuppone che chi la eserciti sia in possesso di laurea e di abilitazione professionale.

Sulla scorta di tali documenti è parso corretto individuare con chiarezza gli operatori professionali che devono applicare le MNC e che, in quanto atto medico, sono individuati nei medici veterinari il cui compito è discriminare tra utilità, vantaggio e reale beneficio nel ricorso consapevole a queste discipline.

Del resto solo il medico veterinario è la figura professionale in grado di effettuare una corretta diagnosi e di approntare un conseguente programma terapeutico e, nel rispetto del codice deontologico, può optare per l’impiego di una MNC, controllarne la corretta applicazione ed eventualmente fare ricorso all’integrazione con la medicina convenzionale.

In questa sua attività, il medico veterinario che pratica MNC deve essere tutelato da F.N.O.V.I. ed Ordini Provinciali, e deve ottenere l’appoggio culturale e scientifico da Ministero della Salute, Regioni, MURST, Società scientifiche del settore al fine di raggiungere lo sviluppo di un coerente sistema di applicazione delle stesse discipline.
Soprattutto in questa fase appare di particolare rilevanza il monitoraggio e l’informazione sull’uso appropriato, efficace e sicuro delle MNC.

Tutto ciò è sotteso ad una accurata formazione professionale, pertanto diventa necessario regolamentare i percorsi formativi, ordinare i criteri didattici, definire i requisiti per l’aggiornamento professionale.

In Italia, mancando attualmente corsi in ambito universitario, le scuole e le società culturali di MNC hanno deciso di proporsi quali organi di consulenza e collaborazione per la didattica, anche in strutture pubbliche, al fine di tamponare tale carenza ed in regime di sanatoria.

Questo documento è stato redatto sulla scorta di una concreta esperienza nel settore delle diverse MNC ed è il frutto di parecchi anni di studio sul processo di legittimazione delle stesse da parte delle diverse società culturali di MNC veterinarie.
Il passo successivo è stato quello di coinvolgere direttamente la F.N.O.V.I., a cui il documento è stato inviato, in quanto rappresenta l’organismo nazionale in cui entrano a far parte tutti i veterinari, convenzionali e ‘non’.

Inoltre il Documento di Bologna è stato presentato e discusso lo scorso 12 Ottobre 2002 presso la sede A.V.U.L.P. di Perugia.
I rappresentanti di F.I.A.M.O. (F. Del Francia, B. Rigamonti), S.I.A.V. (F. Longo, M. Rostagno, V. Rovani) e S.I.M.Ve.N.Co. (R. Orsi) hanno incontrato il Presidente dell’A.V.U.L.P. e rappresentante regionale A.N.M.V.I., Valentini.


Durante l’incontro perugino sono stati ribaditi i punti salienti del Documento di Bologna, e sono state affrontate le tematiche inerenti: l’imprescindibile concetto di integrazione, il potenziamento dell’atto medico, la necessità di rispondere ad un aumento delle richieste di prestazioni mediche non convenzionali garantendo sempre una professionalità rispettosa del codice deontologico e che operi sempre ‘in scienza e coscienza’, l’esigenza di validi percorsi formativi.

Inoltre si sono toccati anche alcuni degli argomenti previsti dalla Proposta Normativa per l’Agopuntura Veterinaria redatta dalla S.I.A.V. nel 1999.
A tutti i convenuti è parso evidente che questi obiettivi sono raggiungibili solo attraverso un iniziale ed essenziale passo: riconoscere le MNC veterinarie quali atto medico ed affidarle alla competenza esclusiva del Medico Veterinario.

Il pensiero scientifico, e quello medico in particolare, è in continuo divenire ed evolve verso traguardi innovativi ed avanzati: ogni contributo alla discussione in atto ha il merito di apportare un notevole approfondimento per meglio definirne i temi, assegnando ai sistemi medici non convenzionali un ruolo più specifico e di integrazione con la stessa medicina convenzionale.

Medicine Non Convenzionali Veterinarie” (F.Longo); Il Progresso Veterinario n. 12 - 15 dicembre 2002 Torino Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

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