Impiego dell’Elettroagopuntura in Anestesia Veterinaria

di Eliana Amorosi, DVM, S.I.A.V. (Società Italiana Agopuntura Veterinaria)

L’effetto più noto e dimostrato scientificamente dell’agopuntura è sicuramente quello antidolorifico sia nell’uomo che negli animali (1). La possibilità di ottenere un effetto antalgico senza somministrare farmaci all’animale, ma semplicemente stimolando determinati punti del corpo, detti agopunti, tramite aghi sottilissimi (Fig. 1) è stata poi sfruttata anche in campo anestesiologico.
L’agopuntura può essere utilizzata in anestesia veterinaria in primo luogo per ridurre il dosaggio dei farmaci impiegati, in particolare degli antidolorifici (2), ma presenta anche una serie di altri vantaggi.

La procedura è semplice e ben tollerata dall’animale: a seconda del tipo di intervento e del paziente, si selezionano i punti da stimolare e, dopo o contemporaneamente alla premedicazione, si inseriscono gli aghi negli agopunti scelti. Successivamente si applicano dei morsetti agli aghi e si collegano ad un elettrostimolatore (Fig.3), che permette di ottenere durante tutto l’intervento una stimolazione con le intensità, frequenza e tipo di onda desiderate al fine di ottenere il massimo effetto analgesico.

L’elettroagopuntura (EA), rispetto alla normale agopuntura è più indicata in campo anestesiologico, proprio perché consente una liberazione massiva di endorfine ed altre sostanze ad azione antidolorifica da parte dell’organismo e il blocco della percezione del dolore. La stimolazione degli agopunti provoca effetti non solo locali nell’area di inserimento, ma anche a distanza, con il coinvolgimento del sistema nervoso centrale a quattro livelli: segmentario-spinale, mesencefalico, diencefalico e corticale. A livello di corteccia cerebrale si è visto che, in seguito alla stimolazione agopunturale, si verifica l’attivazione delle stesse aree attivate dal dolore acuto e cronico, con conseguente messa in atto da parte dell’organismo di tutti quei meccanismi di controllo e soppressione del dolore, anche in assenza di stimolo dolorifico. È come se l’agopuntura “ingannasse” i centri nervosi coinvolti nell’elaborazione dei segnali nocicettivi, facendoli reagire come se fossero in presenza di un forte dolore (4) e quindi inducendo la liberazione di vari mediatori ad azione antidolorifica. Tra le molecole più studiate vi sono le beta-endorfine, oppioidi endogeni che vengono prodotti in gran quantità e immessi nel torrente circolatorio e nel liquido

cefalorachidiano a seguito della stimolazione degli agopunti. Alcuni studi sull’elettroagopuntura hanno mostrato come, in base alla frequenza impiegata, vengono prodotti differenti tipi di neuropeptidi: con 2 Hz si accelera il rilascio di enkefalina, β-endorfina ed endomorfina, mentre con 100 Hz aumenta il rilascio di dinorfina (Fig.1). La combinazione delle due frequenze produce la liberazione simultanea dei vari peptidi oppioidi, risultando nel massimo effetto terapeutico (5).

 

 

Figura 2. Effetto tranquillante di GV20 (Bai Hui) in un cane sottoposto ad orchiectomia

I vantaggi nell’utilizzo dell’agopuntura in anestesia sono molteplici:

  • Consente una riduzione del dosaggio degli anestetici impiegati
  • Contrasta alcuni effetti secondari degli anestetici come depressione respiratoria e cardiaca, ipotensione/ipertensione ematica (6)
  • Favorisce una migliore e più rapida guarigione della ferita chirurgica e un minor sanguinamento intraoperatorio
  • Migliora il risveglio dall’anestesia (Fig.2) e riduce gli effetti collaterali gastroenterici (nausea, vomito e diarrea) nel postoperatorio
  • Fornisce un’analgesia protratta nel postoperatorio, permettendo spesso di evitare la somministrazione di ulteriori antidolorifici dopo l’intervento (7)
  • Non presenta effetti collaterali, mentre è utile nel contrastare quelli dei farmaci utilizzati per l’anestesia

L’elettroagopuntura impiegata in combinazione con l’anestesia farmacologica è quindi un’opzione interessante in particolare nei pazienti a rischio anestesiologico per cardiopatie, insufficienza renale, disfunzioni epatiche, età avanzata, patologie debilitanti o in cui sono note allergie agli anestetici.
Può essere comunque utilizzata anche in animali che non rientrano in queste categorie allo scopo di migliorare l’anestesia, rendere più tranquillo il risveglio e ridurre la somministrazione di farmaci.

Figura 3. Elettroagopuntura effettuata in un cane durante la preparazione all’intervento di ovariectomia

Bibliografia
1. Bonnie D. Wright: “Acupuncture for the Treatment of Animal Pain” Vet Clin North Am Small Anim Pract 2019).
2. Groppetti et al.: “Effectiveness of electroacupuncture analgesia compared with opioid administration in a dog model” British J. Anaesth. 2011
3. Zhang-Jin Zhang et al.: “Neural Acupuncture Unit: A New Concept for Interpreting Effects and Mechanisms of Acupuncture”. Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, 2012
4. G.Biella et al.: “Acupuncture produces central activations in pain regions”. NeuroImage 14, 2001
5. Ji-Sheng Han: “Acupuncture and endorphins”. Neuroscience letters 361, 2004
6. Jen-Hsou Lin et al.:“Acupuncture Effects on Cardiac Functions Measured by Cardiac Magnetic Resonance Imaging in a Feline Model”. Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine 2010

7. Nascimento FF et al.: “Analgesic efficacy of laseracupuncture and electroacupuncture in cats undergoing ovariohysterectomy”J Vet Med Sci, 2019