Gli oli essenziali in agopuntura

Si definiscono piante ad oli essenziali quelle piante che danno una resa percentuale per distillazione da 0,01% al 20%, riferito al peso della pianta fresca.
Sono vari, e frutto di molteplici esperienze secolari, i processi con cui si è cercato, nel tempo, di estrarre questi preziosi ingredienti dalle piante.
I più importanti metodi che permettono l’estrazione in purezza sono:
– la distillazione, che è un processo basato sulla trasformazione di un liquido estraente in vapore, con successiva condensazione dello stesso per mezzo di refrigeranti vari. Alla fine del processo avremo due liquidi: l’acqua di estrazione e l’olio essenziale. Questi ultimi verranno separati e raccolti. La distillazione che fornisce un olio essenziale più pregiato è quella in corrente di vapore.
-la spremitura a freddo, che viene attuata con piante che hanno cellule contenenti oli essenziali molto in superficie, come per l’epicarpo negli agrumi.
Tra le funzioni più importanti degli oli essenziali per la pianta, troviamo: l’impollinazione attraverso gli insetti, prevenire l’attacco di insetti predatori, prevenire l’attacco di funghi e batteri, riparare le lesioni subite dalle piante, contribuire alla sopravvivenza della pianta, fungere da riserva di energia e prevenire la disidratazione nei climi caldi e secchi.
Negli esseri viventi gli oli essenziali svolgono una versatilità terapeutica molto ampia tra cui l’attività antimicrobica, attività mucolitica ed espettorante, attività spasmolitica, attività diuretica, attività sul sistema nervoso (è stata dimostrata un’attività di tipo serotonico con effetti sulla depressione, sul dolore e sui recettori del GABA), attività analgesica, attività sulla cute con effetti locali quali attività antimicrobica, processi che favoriscono il tessuto di
granulazione, attività anestetica, calmante, iperemica, antipruriginosa, antinfiammatoria, antispasmodica.
Gli oli essenziali devono essere di ottima qualità e bisogna conoscerne le singole proprietà, tossicità e modi d’uso, a seconda delle singole specie, per evitare reazioni tossiche e trarne vantaggio terapeutico.
Olio essenziale di lavanda
È una delle essenze più famosa in assoluto, e per ottimi motivi.
Ha numerose attività terapeutiche, oltre che un aroma gradevole e una natura delicata. L’olio essenziale di lavanda è uno dei pochi che può essere utilizzato puro, ossia non diluito, senza correre alcun rischio.
È un ingrediente indicato per miscele destinate a curare molti disturbi comuni negli animali, tra cui patologie cutanee, con spiccate proprietà antibatteriche e antipruriginose, cicatrizzante, decontratturante ed efficace come sedativo per il sistema nervoso centrale, qualità che lo rende un noto olio calmante.
Nelle sedute di agopuntura l’olio essenziale di lavanda, o il rispettivo idrolato – acqua di estrazione, può essere utilizzato all’inizio del trattamento per praticare tecniche di Tuina e per cercare di rendere il paziente più calmo e a proprio agio.
Trova impiego anche in tecniche di digitopressione, apponendo una goccia di OE sul punto di agopuntura prescelto, affinché ne potenzi l’effetto terapeutico.
Alcuni esempi:
– BL60 per espletare la funzione antidolorifica
-GB34 con azione decontratturante su muscoli e tendini
-GV20 per calmare lo Shen, a scopo sedativo
-LU7 per placare problematiche cutanee
-Punti intorno ad una lesione cutanea (tecnica di Circondare il dragone) a scopo cicatrizzante
Bibliografia
• Paolo Bruno, Costanza Giunti, Dario Sotto Corona “Gli oli essenziali in agopuntura – basi teoriche ed esperienza terapeutica”, Ed. Tecniche Nuove, 2013
• Kristen Leigh Bell “Aromaterapia olistica per gli animali – guida completa all’impiego di oli essenziali e idrolati con cani, gatti, cavalli e altri animali”, Ed. Enea Edizioni -Macro Edizioni, 2020

Dott.ssa Chiara Cassis
Medico Veterinario diplomato SIAV