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  • IN PRIMAVERA PENSIAMO AL FEGATO

    (Dott.ssa Maria Cristina Marotti Campi) Quando arriva la primavera, Yin inizia a diminuire e Yang aumenta. Oltre alla conservazione del loro equilibrio, Yin e Yang si "consumano" anche reciprocamente. Quando uno aumenta, l'altro deve diminuire. Ad esempio, se il clima diventa eccessivamente caldo (Yang), l'acqua (Yin) nel terreno si secca. Nella Medicina Cinese lo scopo è avvicinarsi il più possibile all’equilibrio tra Yin e Yang e molto spesso la prevenzione è la terapia migliore.  La primavera corrisponde all’elemento Legno. Nella pratica clinica, è molto comune che uno squilibrio del Fegato si aggravi in ​​primavera. Ciò è probabilmente dovuto al fatto che l'energia del Fegato fluisce verso l'alto ed è molto attiva: in primavera, lo Yang sale e l'energia crescente esplode in avanti e può quindi aggravare uno squilibrio del Fegato e causare un aumento eccessivo del Qi del Fegato.  La primavera è anche caratterizzata da venti orientali che influenzano facilmente il Fegato. Il vento infatti è il fattore climatico associato al Legno. Nella pratica clinica in medicina umana, alcuni pazienti che soffrono di mal di testa cronici o di dolori al collo a volte noteranno di avere mal di testa ogni volta che soffia un vento orientale. In veterinaria gli animali potrebbero mostrare irrequietudine, atteggiamenti inusuali, paura del vento. Inoltre, sappiamo che il Vento è il principale dei patogeni esterni e se l’organismo non è forte abbastanza da proteggersi potrà penetrare nei vari livelli e il Fegato è anche coinvolto nella   circolazione e rigenerazione della Wei Qi. Il colore della primavera è il Verde. La natura germoglia, il grano verde primeggia nei campi. In medicina umana spesso si nota un colore verdastro del viso (1). Il Fegato è nutrito da molte erbe di colore verde come gli spinaci e le biete. Il sapore associato al Legno è l’Acido. Sul piano della forma è tonificato dal sapore Acido moderato (ad esempio un cucchiaino di aceto di mele nella pappa), disperso dall’Acido eccessivo e dal Piccante. Dal punto di vista energetico, l’Acido nutre la forma del Fegato, che però ama la dispersione, assicurata dal Piccante, che dunque ne tonifica il Qi. Se invece l’organo è in sofferenza perché compresso, il Dolce esercita un’azione armonizzante e rilassante. (2) Il Fegato inumidisce e nutre gli occhi, che sono anche specchio dello Shen, e regola il sonno (il suo orario energetico è tra l’una e tre di notte, prima che l’energia si riporti al Polmone per un altro ciclo).  Come tessuto il Fegato inumidisce e nutre anche i tendini, vitali per il giusto fluire dei movimenti (crampi muscolari, rigidità, tremori).  La rabbia è l'emozione che è collegata al Legno. Soggetti in cui energia del Fegato ristagna o si ribella verso l'alto, possono essere inclini a crisi di rabbia, così come il suono associato è “ rabbioso ” ossia un paziente che soffre di disarmonia del Fegato sarà incline a urlare. (1) Il Fegato è il “generale d’armata”, che accumula e regola il giusto fluire del Qi (e delle emozioni) e del Sangue, importantissimo anche per Ren Mai e Chong Mai (organi sessuali, riproduzione e cicli) (3). Il Vento primaverile contribuisce alla dispersione dei semi di molte piante. Per queste ragioni, in Primavera dobbiamo pensare al Fegato.  Il Fegato può soffrire di problemi di Vuoto come: Vuoto di Xue di Fegato, Vuoto di Yin di Fegato, Vuoto sia di Xue che di Yin, oppure problemi di Pieno come: Stagnazione di Qi di Fegato, Fuoco/Calore e Umidità di Fegato, Freddo o Freddo-Umidità, Vento Interno con Flegma. Importante è come sempre la diagnosi, se vogliamo aiutare il nostro paziente, prevendo l’insorgere di problemi che potrebbero essere rimasti latenti in inverno. Per riequilibrare il Fegato, in particolare nei soggetti che abbiamo individuato essere di costituzione prevalentemente Legno, possiamo pensare ad alcune erbe.  Molte erbe con tropismo per il Fegato, sebbene il suo sapore sia l’Acido, in realtà hanno sapore Amaro, che è comunque un sapore definito Yin in quanto porta verso l’interno e condensa, azioni necessarie per prevenire l’eccessiva espansione dell’energia Yang. Inoltre l’Amaro, in particolare dato per bocca, ad esempio con tisane, promuove la digestione, il fluire dei succhi gastrici e della bile (4) e favorisce dunque il giusto assorbimento dei nutrienti, aiutando il lavoro della Milza. In primavera, dunque, possiamo pensare intanto a disintossicare il Fegato con una  “ TISANA DETOX ” (5) così composta: Si può prendere la miscela così composta presso un’Erboristeria o Farmacia di fiducia e poi preparare l’infuso aggiungendo un cucchiaio di erbe miscelate in 500 ml di acqua bollente (o 1 cucchiaino in 250 ml di acqua), si lascia coperto per 8-10 minuti e, dopo aver filtrato e fatto raffreddare a temperatura ambiente, si somministra all’animale gentilmente con una siringa senza ago alla dose di 1 ml/5kg, o aggiungendola nel cibo. Si può somministrare una volta al giorno per circa una settimana, massimo due settimane.  Esistono anche prodotti simili in commercio, che in particolare contengono il Silybum marianum (cardo mariano), un’altra erba che, come il carciofo, ha azione disintossicante per il Fegato.  Se il nostro animale già mostra segni di irrequietezza si può pensare di aggiungere: Si può somministrare la tisana la sera per favorire un riposo tranquillo, aggiustando le percentuali delle erbe in questo modo: Tarassaco 20%, Carciofo 25%, Betulla 20%, Cardamomo 10%, Passiflora 25% Siccome è una tisana che “muove” e “rinfresca” potrebbero verificarsi episodi di scariche intestinali, che nei soggetti Yang potrebbero significare drenaggio di Calore in eccesso (feci maleodoranti), mentre è da usare con cautela in soggetti già deboli di Milza/Intestino o con carenza di Yang, per i quali si consiglia di utilizzare prima un tonico.  Bibiografia The Foundation of Chinese Medicine-Giovanni Maciocia (Elsevier 2015) Farmacologia cinese, La Fitoterapia – Lucio Sotte (l’altra medicina studio 31, 1992) Dispense Movimento Legno-Roberta Pozzi (SIAV) Veterinary Herbal Medicine-Wynn e Fougere (Mosby Elsevier 2007) Gudi Mayr Boninsegna SIAV

  • SHIATSU ROBERTA POZZI, DVM – S.I.A.V.

    Lo Shiatsu (in giapponese shi = dita,  atsu = pressione) nasce in Giappone agli inizi di questo secolo come elaborazione di un altro tipo di trattamento manuale “l’Anma” il quale a sua volta deriva probabilmente dall’Anfà,  una delle tecniche del Massaggio Tradizionale Cinese (Tuina). Il Tuina costituisce una delle branche della MTC  il cui primo testo risale circa al 200 a.c. La pratica dello Shiatsu comprende e si avvale dell’utilizzo di 3 fattori: Il cuore  per consentire di entrare in contatto con l’animale per aiutarlo Il corpo  attraverso l’apprendimento di tecniche manuali specifiche La mente  per comprendere la natura delle disarmonie e favorirne il riequilibrio energetico Lo Shiatsu non è un massaggio, ma viene definito trattamento. È la capacità di aiutare l’altro attraverso un contatto fisico tra shiatsuca  e paziente che permette di far incontrare gli spiriti, lo Shen . La Domanda più frequente è  “ma lo Shiatsu a cosa serve? Che cosa cura? Per quali malattie è efficace?”. Di per sé la risposta risulterebbe difficile, ma se si analizza l’etimologia della parola “curare”  è “prendersi cura di”, allora la domanda diventerebbe “di chi o di che cosa si prende cura lo Shiatsu?” ; allora la risposta risulta più facile e più semplice: lo Shiatsu si prende cura dell’essere umano/animale. Lo Shiatsu come tutte le medicine energetiche vede l’essere vivente nella sua globalità e interezza che interagisce con le altre unità e con l’ambiente naturale e sociale che lo circonda, e non come una macchina composta da varie parti che debbano funzionare individualmente, separatamente. L’oggetto dello studio dello Shiatsu e “l’armonia dell’essere vivente”  che si esprime con uno stato di salute psico-fisica. Il nostro termine di riferimento è l’animale sano dove l’energia circola in modo fluido, nutrendolo e vivificandolo. Questa energia si esprime all’esterno attraverso la “salute”. La malattia viene definita pertanto uno stato di “non salute”, contrariamente a quello che noi siamo stati educati a pensare, e cioè che sia la salute uno stato di non malattia. Lo Shiatsu è prezioso ma è solo un aiuto che non può svolgersi senza la collaborazione di chi lo riceve. Se l’animale su cui si deve intervenire non è predisposto ad accettare il nostro aiuto, il nostro trattamento può essere vano. Quando facciamo un trattamento ci prendiamo cura, diamo la spinta giusta al momento giusto e le cose cominciano a cambiare. Il nostro atteggiamento deve essere senza presunzione, ma con attenzione. Non per niente in seguito ad un ciclo di trattamenti energetici oltre a far scomparire il sintomo specifico si riacquista più energia, c’è un cambiamento di umore, di comportamento, gli animali vogliono uscire e muoversi di più, riprendono ad abbaiare. La malattia è una disarmonia tra micro e macrocosmo che con i trattamenti viene risolta ricreando armonia e equilibrio. Per cui si parte dal sintomo che è solo il mezzo, il punto di partenza che ci viene offerto per far che questo animale si rimetta in contatto con sé stesso, con ciò che in lui non funziona e che attraverso l’aiuto dato, può rimuovere l’ostruzione e gli sia permesso di riprendere i meccanismi generali dell’equilibrio energetico. In Cina esiste il detto “se dai ad un uomo un pesce lo sfami per un giorno, se gli insegni a pescare lo sfami per tutta una vita” . Con lo Shiatsu non si vuole solo sfamare per un giorno, ma insegnare a pescare dentro di sé. Si parte dal sintomo, poi dall’entità globale dell’animale facendo un’accurata diagnosi energetica. Scopo di un’accurata diagnosi energetica è l’individuazione delle caratteristiche uniche specifiche ed irripetibili che caratterizzano la turba energetica di un singolo individuo in un determinato momento. La diagnosi non deve essere un’ossessione. Lo Shiatsu prima di tutto è un lavoro di riequilibrio Energetico dove il Cuore in vuoto conduce le mani, che in un certo senso si muovono da sole facendo nello stesso tempo diagnosi e terapia. Ovviamente la capacità di ascolto e la manualità si affinano con il tempo e la pratica. Le basi teoriche di diagnosi e trattamento sono indispensabili, ma non sufficienti per poter comprendere e aiutare un essere vivente. È la nostra predisposizione al trattamento, come ci poniamo di fronte a chi ci chiede di aiutarlo; è la predisposizione, l’essere lì in quei momenti nel qui e ora, con la mente e il cuore in vuoto per poter vedere ciò che è nell’altro per aiutarlo. Contatto In un trattamento manuale sia esso Shiatsu o altro, si instaura un profondo rapporto con l’altro attraverso il contatto fisico. Le mani diventano dei sensori, antenne, veicoli di messaggi che si muovono da noi verso l’altro, instaurando una comunicazione non- verbale e non mentale che per questo risulta essere estremamente profonda e diretta. Lo Shiatsu è un trattamento energetico che si basa su delle pressioni statiche, mantenute e costanti su dei punti definiti tsubo  ( corrispondenti ai punti dell’agopuntura) eseguite con varie parti del corpo quali palmo, i pollici ed altre dita della mano, i gomiti, e le ginocchia. Ciò che differenzia lo Shiatsu dalle altre discipline energetiche che utilizzano le mani, è la pressione statica che viene effettuata secondo le seguenti 4 regole. Uso del peso : si usa il peso del proprio corpo e non la forza fisica, bilanciamento fra mano madre e mano che lavora. Portando l’energia quindi la pressione dal dan dien  inferiore verso il paziente. Usare il peso è andare verso il paziente non solo fisicamente ma anche come atteggiamento mentale (non si combatte il disturbo, ma si aiuta il paziente andando verso di lui) Staticità : pressione mantenuta costante. Una volta raggiunta l’intensità,desiderata ci si sofferma sul punto per un tempo variabile affinché riesca il punto a parlarci e non devono esserci variazioni di intensità. Viene definita “pressione ferma” Perpendicolarità : affinché si possa raggiungere il centro anatomico ed energetico della zona trattata Profondità : è una conseguenza delle tre precedenti. Se si lavora con uso del peso corretto con pressioni mantenute e costanti si raggiunge quella profondità adeguata di stimolazione energetica. Quando il punto sboccia sotto la nostra pressione si crea un vortice che attira maggiormente la nostra pressione. Nello Shiatsu si possono usare i piedi, i gomiti, le ginocchia, ma soprattutto la mano. La mano in MTC  è abbinata alla primavera (piedi legati all’autunno considerati come forte scarica di energia come uno scarico verso la terra), e quindi ad un’energia molto potente l’espansione del germoglio. Energia estremamente potente e vitalizzante. Si può usare tutta la mano con un’azione avvolgente per ampie zone. Tenar ipotenar per masse muscolari imponenti come le gambe zona paravertebrale. Pollice (il polpastrello) più usato preciso per punti, molto sensibile. Altre dita singole o due tre per addome faccia Il lavoro si svolge a due mani dove il peso del corpo è bilanciato. Una mano madre che sta ferma e una che lavora; il peso si sposta tra le due mani bilanciandosi senza usare la forza muscolare. L’aspetto Yang  è la mano che lavora, l’ Yin  e’ la mano madre che da sostegno Il mio stile segue la scuola “ Shiatsu xin ” di Franco Bottalo- Milano. A lui e a tutto il suo staff devo le mie umili conoscenze.   Xin  sta per cuore, è la capacità di “apertura del Cuore” intesa come capacità di aprirsi all’altro, accettando e rispettando i limiti che, l’altro pone al nostro intervento, accogliendo la sua richiesta di aiuto. Tutto l’insieme di tecnica, capacità di ascolto, conoscenze teoriche dell’ MTC  sono le basi essenziali per un trattamento Shiatsu. Solo allora potremmo lasciarci andare ad ascoltare (attraverso le nostre mani) ciò che si percepisce con il contatto. In quel momento le nostre mani ci condurranno nel trattamento sotto i dettami del cuore. Bibliografia : Insegnanti della scuola Xin a cura di Franco Bottalo" Il grande libro dello Shiatsu" Xenia Edizioni, Milano, 2003  Appunti del Corso triennale professionale di Shiatsu presso la scuola   "Shiatsu Xin Milano" di Franco Bottalo anno accademico 2003-2005

  • Il triplice riscaldatore in MTCV - Paderno Dugnano 1 Marzo 2025

    CONSULTA IL PROGRAMMA: materiale di archivio

  • Cannabis terapeutica in MTC: agopuntura e sistema endocannabinoide

    La Canapa: pianta millenaria storia e utilizzi L’ utilizzo della cannabis come pianta medicinale e non solo, è una pratica molto antica. La migrazione dei popoli dopo l’ultima era glaciale, ha favorito la diffusione dei suoi semi e la sua coltivazione. E’ interessante notare come nei diversi idiomi europei e asiatici, le parole che descrivono la pianta o parti di essa, sono tutte etimologicamente correlate. Ad esempio la parola canapa in inglese “hamp”  e  in tedesco “hanf”  sono etimologicamente affini alla parola greca “κάνναβις”,  al latino “cannabis”,  all’italiano “canpa”,  al russo  “konoplja”. Anche lingue non indoeuropee hanno parole simili come “qunnab” in arabo, “kendir”  in turco e “kanap'is ”  in georgiano, una lingua caucasica. La canapa fu ampiamente utilizzata per la sua fibra resistente, per produrre carta, tessuti, cibo per animali. In tutta Europa durante le Repubbliche Marinare, erano ricercate le vele e le corde per navi fabbricate in Italia, dove si coltivava la canapa migliore grazie al clima mediterraneo. Era altresì utilizzata come alimento e dalla spremitura dei semi si otteneva un olio per svariati utilizzi. Nonostante questa pianta fosse una materia prima così importante, la colonizzazione dell’India favorì l’introduzione del cotone e della juta come fibre che presto la sostituirono.  Ma è soprattutto dopo la Prima Guerra Mondiale con il progredire dell’industria di sostanze sintetiche che la canapa è andata in contro al suo declino. Nonostante ciò, rimase un prodotto versatile e interessante. Il padre dell’industria automobilistica Henry Ford, costruì un prototipo di auto costruito con fibra di canapa il cui motore era in grado di funzionare con  l’olio estratto dai semi di questa pianta. Non si fermò del tutto nemmeno lo studio e il suo utilizzo come medicinale. Negli anni Trenta il medico irlandese di nome William Brooke O’Shaughnessy , si ritrovò in India a studiare gli utilizzi terapeutici di questa pianta e ne rimase così affascinato da redigere il primo manuale medico europeo dedicato ai cannabinoidi.  Nello stesso periodo lo psichiatra Jacques Moreau trovò così incoraggianti i risultati ottenuti dall’utilizzo della cannabis per alcuni suoi pazienti, da sentire la necessità di portare un saggio alla comunità scientifica europea di allora. Nell’ Enciclopedia analitica di medicina pratica del 1924, vi è riportata una sezione che descrive l’utilizzo  dei cannabinoidi per trattare diverse patologie quali: i nsonnia, melanconia, delirium tremens, tubercolosi polmonare, morbo di Parkinson, ulcera gastrica, neuropatie, infiammazione cronica. Il vero e proprio declino dell’uso della cannabis avviene verso la fine degli anni Trenta soprattutto con l’avanzare del proibizionismo  per mano di William Randolph Hearst magnate dell’editoria con importanti interessi a favorire l’uso della cellulosa a discapito della canapa per produrre carta; anche Lammont Du Pont dell’ industria chimica ebbe forti interessi a proibire questa pianta per favorire i derivati del petrolio (Nylon, Licra, Naflon) che divennero i principali ingredienti per la produzione di oggetti di uso comune come calze, imballaggi, cordame etc. Volantino propaganda proibizionista. La Canapa e l’antica Cina la Cina è considerata uno degli epicentri più antichi del mondo della coltivazione della canapa. La cannabis sativa è stata coltivata in Cina per millenni per essere utilizzata come fibra, cibo e medicina. Nella letteratura cinese classica, comprese molte famose opere di filosofia, poesia, agricoltura e medicina sono descritti i biotipi di cannabis ricchi di fibre che erano ampiamente utilizzati per l'abbigliamento e la produzione di carta, corde e reti da pesca. Cesto (sinistra) e scodella di legno (centro) contenenti resti di canapa (destra) in una tomba di Yanghai, Cina, 2500 a.C. Il più antico testo di medicina del mondo , il Pen-ts’ao Ching, conserva la prima testimonianza dell’uso terapeutico della cannabis. Molto diffuso in Cina durante la tarda dinastia Han, nel II secolo d.C., questo antico libro descrive l’utilizzo della canapa per oltre 100 disturbi, studiati dall’ imperatore Shen-Nung , il padre della medicina cinese che visse  intorno al 2000 a.C. In questo libro è descritta la preparazione di un decotto con i fiori per i dolori reumatici, costipazione, disturbi ginecologici, vomito, diarrea ; una preparazione oleosa invece era ritenuta curativa per patologie della pelle, ulcere, ferite .  Le infiorescenze erano utilizzate anche per la preparazione di anestetici tant’è che ancora oggi, in cinese la parola anestesia   (麻 醉) è composta dal simbolo “cannabis” (麻) e “intossicazione” (醉). A partire dal I e II secolo d.C, in diversi testi tra cui il Shen Nong Ben Cao Jing,  note di medici famosi (Ming Yi, Bie Lu) descrivono così la cannabis: Sapore acre ed equilibrato. Avvantaggia i cinque visceri e discende il sangue e il freddo Qi (interpretata dall'autore Yang Huating   come vivifica il sangue). Il consumo eccessivo fa vedere 15 fantasmi e correre freneticamente. Il consumo prolungato libera lo spirito leggero e alleggerisce il corpo. E’ in grado di rompere gli accumuli, alleviare l'impedimento e  disperdere il pus. Nella Great Encyclopedia of Chinese Medicinals si afferma che il mafen (nome antico del fiore di cannabis) ha le seguenti capacità curative: Dissipa il vento. Allevia il dolore e calma la tetania. Tratta la gotta. Tratta l’insonnia e la tosse. Nell’ Illustrated Classic of Materia Medica ( Tu Jing Ben Cao ) del 1070 d.C è descritta una preparazione di cannabis per il trattamento del “vento tossico che invade il midollo” , un forte dolore che inibisce il movimento.  Cannabis: fitocannabinoidi e sistema endocannabinoide  La canapa è una pianta a ciclo annuale con un’altezza variabile tra 1,5 e i 5 metri. La pianta femminile è quella prediletta per la sua capacità di produrre un alto contenuto di cannabinoidi. Infatti, completato il processo di maturazione, il fiore si ricopre di tricomi ghiandolari dove si concentrano cannabinoidi e terpeni. Con il termine cannabinoidi si fa riferimento ad un gruppo di composti terpenofenolici contenuti nella Cannabis sativa. Essi sono idrocarburi aromatici con natura lipofila. Le diverse varietà genetiche di cannabis possono contenere percentuali molto diverse di cannabinoidi, in particolare THC e CBD (da < 0,5 % a >20%). Tra i costituenti non cannabinoidi vi sono i terpeni , idrocarburi aromatici responsabili del profumo, del colore  e del sapore caratteristico di ogni pianta. Se ne contano più di centoquaranta e hanno una vasta gamma di attività biologiche tra le quali la funzione di modulazione (potenziamento o mitigazione) degli effetti dei fitocannabinoidi. Negli ultimi anni sono state loro riconosciute proprietà antimicrobica, antifungina, antivirale, antiparassitaria, analgesica, antinfiammatoria, antitumorale. Nei mammiferi, uccelli, anfibi, pesci, nei ricci di mare, nei molluschi e nelle sanguisughe è stato identificato un sistema deputato al mantenimento dell’omeostasi dell’organismo definito Sistema Endocannabinoide. Un sistema vecchio di milioni di anni dato dall’insieme dei recettori per i cannabinoidi della pianta e per i cannabinoidi prodotti dall’organismo; da enzimi deputati alla loro sintesi e al loro catabolismo nonché di geni che li codificano. Gli endocannabinoidi  sono sostanze prodotte dall’organismo derivanti da acidi grassi polinsaturi. Il primo ad essere stato scoperto è AEA (anandamide) il quale agisce come agonista parziale   dei recettori CB1 e CB2. Il più noto però è la PEA (palmitoiletanolamide)  che possiede una debole affinità per i recettori cannabinoidi ma ha un ruolo importante definito “entourage”. La sua funzione principale è quella di inibire l’enzima responsabile della degradazione degli endocannabinoidi. In questo modo permette di aumentare sia livelli endogeni di AEA  sia l’azione di quest’ultimo con i recettori CB1 e CB2. Tali recettori sono localizzati sia a livello del sistema nervoso centrale (CB1) sia nel sistema nervoso periferico (bulbo olfattivo, ippocampo, cervelletto, gangli della base, corteccia cerebrale, amigdala, ipotalamo, talamo, tronco encefalico, sostanza grigia, midollo). I CB2 risultano localizzati soprattutto nel sistema immunitario e solo in misura minore nel sistema nervoso. Proprio l’affinità dei composti (THC e CBD) della cannabis per questi recettori, ha reso questa pianta un medicinale per diverse patologie: Trattamento del dolore neuropatico. Il THC deprime l’allodinia meccanica e termica (studio su roditori). Epilessia. Dolore osteoarticolare. Stomatite cronica del gatto. Nausea, vomito e regolazione dell’appetito. La cannabis è anche in grado di inibire la proliferazione delle cellule tumorali, stimolando l’autofagia e l’apoptosi. Ansia, stress, comportamenti compulsivi. Osteoartrosi (E’ stato dimostrato che i recettori per i cannabinoidi sono espressi nei sinoviociti, condrociti, cellule ossee e cellule infiammatorie suggerendo un ruolo immunomodulatore e autoprotettivo da parte del sistema endocannabinoide nelle patologie articolari ). Agopuntura e sistema endocannabinoide Agopuntura e sistema endocannabinoide sono profondamente connessi tra loro e si influenzano a vicenda. Molti sono gli studi su modelli animali nei quali l’elettroagopuntura  in determinati punti, scelti secondo la medicina tradizionale cinese per trattare nello specifico alcune patologie, ha influenzato l’espressione dei recettori CB1 e/o CB2 dei cannabinoidi. L’agopuntura quindi agisce stimolando il sistema endocannabinoide il quale a sua volta modula la risposta antinfiammatoria e antidolorifica dell’organismo. Tra i vari studi pubblicati, di particolare interesse quello in cui si è utilizzata l'EA nel trattamento di ratti con ischemia cerebrale. In questo studio è emerso che l’EA conferisce neuroprotezione perché stimola la mobilizzazione di endocannabinoidi nel cervello attivando i recettori CB1. In uno studio sull’ emicrania è emerso che il pretrattamento con EA sovraregola l'espressione del recettore CB1 con un effetto antinfiammatorio. In uno studio sull’’ endotossemia, il pretrattamento con EA di ST36 (Zusanli) ha indotto la liberazione di citochine e aumentata l’espressione del recettore CB2. Ancora, nello studio dell’ artrite, l’uso dell’EA in LI4 (Binao), LI11 (Quchi), ST36 (Zusanli), ST44 (Neiting) ha prodotto un effetto antinfiammatorio e anti nocicettivo aumentando inoltre l’espressione genica dei recettori CB1 e CB2. Per quanto riguarda lo studio dell’EA nella dermatite allergica, il trattamento di ST36 (Zusanli)  ha aumentato l'espressione dei recettori CB2 nei mastociti. Citando altri studi interessanti, l'uso dell'EA sui ratti con iperalgesia da artrite su ST36 (Zusanli) e BL60 (Kunlun) ha portato marcati miglioramenti sul dolore e ha indotto un aumento dell'espressione dei recettori CB1. Interessante notare che in questo studio è stato anche utilizzato un inibitore di questi recettori che ha causato un peggioramento dell'efficacia dell’EA. Anche nello studio dell’ IBD si è visto che l'utilizzo dell'EA su BL25 (Dachangshu) ha ridotto l'espressione dei macrofagi e aumentato l'espressione dei recettori CB2 nei tessuti del colon infiammati. Inoltre il blocco dei recettori CB2 ha causato una riduzione dell'azione antinocicettiva e antinfiammatoria dell'EA. Concludendo, se l'agopuntura è in grado di aumentare l'espressione dei recettori per i cannabinoidi, essa potrebbe favorire l'efficacia di un trattamento terapeutico a base di fitocannabinoidi nelle patologie per cui è già nota la loro efficacia. Questa considerazione seppur teorica crea un presupposto che apre alla ricerca e alla necessità di futura sperimentazione dell’uso sinergico di cannabinoidi e medicina tradizionale cinese come risposta al crescente bisogno di un approccio medico multimodale soprattutto nelle patologie croniche in medicina veterinaria. Bibliografia La canapa nella medicina cinese, una pianta dalle radici millenarie. (2022, aprile/giugno). Be Leaf magazine , p. 44-45. Delane Viana Gondim, J. C. (2012). CB1 and CB2 contribute to antinociceptive and anti-inflammatory effects of electroacupuncture on experimental arthritis of the rat temporomandibular joint. Canadian Journal of Physiology and Pharmacology . E. Joseph Brand, Z. Z. (2017). Cannabis in Chinese Medicine: Are Some Traditional Indications Referenced in Ancient Literature Related to Cannabinoids? Frontiers in Pharmacology . Fabio Firenzuoli, F. E. (2015). Cannabis Erba Medica.  Edra. He Zhu, H.-C. X.-P.-X.-F.-Y.-Y.-Q. (2019). Inhibition of GABAergic Neurons and Excitation of Glutamatergic Neurons in the Ventrolateral Periaqueductal Gray Participate in Electroacupuncture Analgesia Mediated by Cannabinoid Receptor. Sec. Perception Science . Hong Zhang, W. H.-F.-Z.-M.-Q.-Y.-Y.-S.-H.-L.-L. (2022). Electroacupuncture Reduces Visceral Pain Via Cannabinoid CB2 Receptors in a Mouse Model of Inflammatory Bowel Disease. Fronties in Pharmacology . LinChen, J. F.-h.-L. (2009). Endogenous Anandamide and Cannabinoid Receptor-2 Contribute to Electroacupuncture Analgesia in Rats. The Journal of Pain , 732-739. Rocca, G. d. (2019). Sistema endocannabinoide e cannabis terapeutica.  Poletto Editore. Tao Chen, Y. X. (2018). Electro-acupuncture Pretreatment at Zusanli (ST36) Acupoint Attenuates Lipopolysaccharide-Induced Inflammation in Rats by Inhibiting Ca2+ Influx Associated with Cannabinoid CB2 Receptors. Inflammation . Yin Shou, Y. Y.-S.-Q.-B.-M. (2013). Electroacupuncture Inhibition of Hyperalgesia in Rats with Adjuvant Arthritis: Involvement of Cannabinoid Receptor 1 and Dopamine Receptor Subtypes in Striatum. Biological Values of Acupuncture and Chinese Herbal Medicine: Impact on the Life Science Zhigang Wang, M. L. (2019). Electroacupuncture inhibits mast cell degranulation via cannabinoid CB2 receptors in a rat model of allergic contact dermatitis. Acupuncture in Medicine , 348–355.

  • XXVI GIORNATA STUDIO DI AGOPUNTURA VETERINARIA S.I.A.V.Barzanò (LC) – 2 Marzo 2024 (Italia)

    IL GROSSO INTESTINO IN MTCV Materiale post incontro: Il grosso intestino in MTCV (Relazione di G. Brambila ) L'attivazione energetica dell'intestino crasso (Relazione di Monica Merlini ) Funghi medicinali Aoategno del grosso intestino (Relazione di Claudia Pislor ) Video parte 1 Video parte 2 Video parte 3

  • Ghemi

    Tratamientos holístico-integrativos de las enfermedades del aparato urinario ¿Porqué se enferma del Aparato Urinario? Relación de posibles tratamientos holisticos para procesos respiratorios AVEPA Casos Clínicos GTA 2010 GHEMI Cauda Equina-Gus Como Abordar las Patologías en Dermatologia Con Medicina Holistica Integrativa Esencias Florales y su uso en Veterinaria Feng Shui para los veterinarios Introducción a la Homotoxicologia en Veterinaria Medicina Integrativa Usos de la Oligoterapia en veterinaria Tratamientos holisticos integrativos para enfermedades dermatologicos

  • Convegno Veterinario S.I.A.V. GHEOS

    22 GIUGNO 2024 WINTER GARDEN, HOTEL VIA PADERGNONE 52 – 24050 GRASSOBBIO (BG)

  • Serata di Discussione Caso Clinico

    S.I.A.V. ha pensato di organizzare una serie di incontri su Zoom per discutere tra noi i casi clinici che affrontiamo nella nostra attività di agopuntori. Spesso di fronte ad una mancata risoluzione del problema, ci domandiamo se stiamo trattando nel modo corretto l’animale o se ci siano altre metodiche da utilizzare che non abbiamo considerato, anche un fitoterapico da introdurre o un cambio di dieta magari … si sa che dall’unione di più menti e dalla riflessione collettiva nascono sempre spunti nuovi e interessanti, pertanto vi proponiamo di unirvi a questa iniziativa che abbiamo voluto chiamare “ Agopuntori in Cerchio ” e che vedrà tutti voi partecipi in prima persona nel dibattito che si svolgerà nel corso della presentazione del caso e vi darà modo di sottoporre voi stessi, se vorrete, il vostro caso clinico irrisolto! Gli incontri si svolgeranno ogni terzo lunedi del mese per un costo di 10 euro , per chi si è iscritto alla SIAV entro il 13-01-2024 la partecipazione è gratuita per tutto l’anno! L’iscrizione per 6 incontri costa € 50,00 CLICCA QUI per iscriverti Chi volesse proporre il proprio caso clinico non dovrà pagare nulla. Comunicate il vostro caso clinico alla segreteria: siavsegreteria@gmail.com , vi aspettiamo numerosi! Il corpo docenti S.I.A.V.

  • Caso studio: trattamento dell’incontinenza urinaria post sterilizzazione in una cagna

    (Giulia Carlotta Arborio, DVM Diplomata S.I.A.V.) Segnalamento cane da caccia Münsterländer, femmina sterilizzata, 7 aa, 18 Kg, ”Emy” Anamnesi Viene adottata da un allevamento a tre mesi di vita, inserita in un contesto di appartamento come unico animale.Gode di buona salute fin da subito, nessun problema apparente.La proprietaria è amante della razza, decide di farla accoppiare prima della eventuale sterilizzazione.Emy ha una cucciolata a due anni di vita, la proprietaria riferisce che l’accoppiamento per lei è stato traumatico.Emy ha un carattere mansueto e molto devoto, tende a somatizzare le situazioni “scomode”.Dalla sua unica cucciolata nascono quattro cucciole e un cucciolo maschio, tutti in buona salute, la proprietaria decide di adottare una delle figlie, Bea.Bea è estremamente vivace ed espansiva, fin da piccola molto richiedente nei confronti della madre e della famiglia, definita come “il cane pazzo” tra le due. Dopo meno di un anno Emy viene sterilizzata e pochi mesi dopo diventa incontinente urinaria. Viene sottoposta all’iter diagnostico e terapeutico allopatico.Essendo la sua problematica su base ormonale e anatomica, il veterinario curante ricorre all’impiego quotidiano di Efedrina per trattare il disturbo.Nonostante la risposta al farmaco sia ottimale, Emy rimane incontinente con episodi di perdite urinarie saltuari. La proprietaria decide di ricorrere all’agopuntura per diminuire la dose di farmaco e utilizzare una tecnica non invasiva. Visita Cinese Tipologia: Metallo Tinta: bianco/nero, Odore: nessuno, Mantello: pelo folto, untuoso, secco in corrispondenza del ramo dorsale di vescica Forma e peso : maggior sviluppo parte anteriore, BCS 5 (sovrappeso)Alimentazione: alimentazione secca commerciale,vorace con il cibo, beve moltoCarattere: timorosa e cauta, molto devota alla proprietaria nonostante il poco tempo passato assieme durante la settimana,tende a obbedire nonostante abbia paura del contatto con l’estraneo, cerca contatto fisico con i conoscenti, non si rivolta mai nei confronti della figlia anche se viene perennemente stuzzicata Polsi : celeri, vuoti, molli Lingua : molto pallida e secca, senza induito. Pack Shu : vuoto BL17 BL20 BL23sindrome interna, mista, vuoto di KD Ho ipotizzato che Emy abbia una sindrome complessa, nonostante abbia una buona costituzione e abbia goduto sempre di buona salute, l’esperienza che l’ha portata a diventare madre ha influenzato il suo assetto energetico, in particolare a livello emozionale.La paura lede l’organo Rene , associando poi la sterilizzazione quasi in contemporanea, il Vuoto a Livello renale è diventato patologico.Emy presenta anche segni di deficit di Xue e accumulo di Tan , ciò potrebbe derivare da una Milza che non lavora correttamente per scarsa comunicazione con l’organo Rene che è in deficit .La proposta terapeutica per Emy si è incentrata sul trattarla il più delicatamente possibile senza causare ulteriori traumi: ho proposto sedute a cadenza settimanale o bisettimanale per i primi cinque mesi.Il ventaglio di punti scelti comprendeva sempre punti che facessero circolare energia e tonificassero gli organi Milza, Rene e lo Xue, iniziando a muovere dapprima un’energia più superficiale (es: BL17, BL20, BL23 ), per poi passare ad utilizzare la Yuan Qi lavorando sui canali straordinari come Chong Mai ( SP4 ) a sostegno della Milza che non riesce a lavorare correttamente, associato a GV4 per tonificare il Rene )Emy ha iniziato a smettere di essere incontinente dopo circa otto settimane dall’inizio dei trattamenti, soprattutto dopo la stimolazione del ramo esterno di vescica in BL54 che tratta l’aspetto emozionale del Rene .Ho utilizzato anche come tecnica l’autoemoagopuntura nei “magnifici sei” ( BL17, BL18, BL20 ) per tonificare il sangue.Infine ho utilizzato la cromoagopuntura per trattare l’aspetto mentale di Rene e Milza associando al ramo esterno di vescica i colori giallo (elemento Terra, riscaldante,tratta l’ aspetto mentale) e il colore rosso (riscaldante, su punti di Rene Yang KD7, GV4 , tratta l’aspetto organico) Emy è stata per circa cinque mesi libera da farmaci e da incontinenza urinaria e di conseguenza la proprietaria ha voluto interrompere le sedute. Recentemente ha avuto una ricaduta clinica: l’intervallo trascorso tra la fine delle sedute e la ricaduta ha superato i tre mesi, a breve ricomincerò con una nuova fase induttiva.

  • L’Angolo del Classico – Il Huang Di Nei Jing Ling Shu

    (Dott. Antonino Catania DVM, SIAV) Origine e importanza – Il Ling Shu è uno dei più importanti testi classici di Medicina Cinese; fa parte del Huang Di Nei Jing , opera fondamentale della Medicina Classica Cinese, testo che la leggenda fa risalire a Huang Di , l’Imperatore Giallo, uno dei tre imperatori leggendari a cui vengono attribuiti diversi testi classici. L’opera era composta in origine da quattro libri, di cui oggi si conservano solo i primi due: il Su Wen e il Ling Shu . Quest’ultimo è sicuramente il più importante testo medico cinese per quanto riguarda la pratica clinica dell’agopuntura, ma allo stesso tempo, grazie alla ricchezza dei suoi contenuti, esso è stato da sempre considerato anche un testo di riferimento della filosofia cinese. La sua compilazione è avvenuta durante un lungo periodo storico che va dall’epoca degli Stati combattenti (V secolo a.C.) alla dinastia Han (III secolo a.C. – III secolo d.C.), ma il testo più antico oggi posseduto risale solamente all’XI secolo d.C. La sua importanza come testo medico è dimostrata dal fatto che molti dei testi di Medicina Cinesi dei secoli successivi alla sua stesura sono dei suoi commentari o dei testi che si richiamano ad esso. Significato del titolo – Il termine Ling Shu viene normalmente tradotto come “Perno della spiritualità” , sebbene la sua traduzione letterale sia “Perno dell’Anima”. “Anima” è infatti il termine che traduce Ling ed il suo ideogramma sta ad indicare un qualcosa che stabilisce il collegamento fra l’alto e il basso, fra il Cielo e la Terra. Shu indica esprime invece il concetto di “Perno della direzione” o “Ago della bussola”, vale a dire qualcosa che indica la via. Il significato di Ling Shu sarebbe dunque quello di un testo che serve a mostrare la via che l’anima deve seguire nella vita. Considerando che da un punto di vista medico il Ling Shu è un testo prettamente di agopuntura, Jeffrey Yuen traspone all’agopuntura il ruolo di indicatore della via da seguire, dando così ad essa una grande importanza; nelle sue parole: “l’agopuntura deve non tanto curare la malattia quanto aiutare la persona a trovare la sua strada”. Così, l’ago di agopuntura diventa come l’ago della bussola, per indicare al paziente la direzione nella vita. Contenuti filosofici – Al suo interno si ritrovano vari filoni filosofici, che si sono mescolati nei secoli dando vita ad un’opera unica. Di essi, i più importanti sono sicuramente il Naturalismo , il Confucianesimo e, soprattutto, il Taoismo . Dal Naturalismo derivano i fondamentali concetti di Yin e Yang , di Qi e dei 5 Movimenti. Altro concetto importante di tale scuola è l’idea del cambiamento ( Yi ): tutto è soggetto al cambiamento e anche ciò che sembra statico è in continua trasformazione. Molti degli insegnamenti del naturalismo, a causa della scomparsa di questa corrente filosofica, confluirono nel Taoismo . Il Confucianesimo all’interno del Ling Shu è riconoscibile nel concetto di trasmissione degli insegnamenti: gli insegnamenti in esso contenuti derivano dai tempi antichi, quando gli uomini vivevano in armonia seguendo il Dao ; e nel concetto di rispetto : il medico deve dimostrare rispetto verso i propri pazienti, guidandoli verso la guarigione, e verso se stesso, curando attentamente la propria evoluzione personale. Il Taoismo è sicuramente la scuola filosofica che più ha influito sui contenuti del Ling Shu. Oltre alla rielaborazione e allo sviluppo dei concetti ricevuti dal Naturalismo , esso ha contribuito ai contenuti di quest’opera con una delle sue idee basilari che è quella del Wu Wei , vale a dire del non-agire , cioè dell’agire senza creare disturbo al naturale fluire delle cose e dei processi. Contenuti di Medicina – Il Ling Shu è diviso in 81 capitoli, scritti sotto forma di domande e risposte fra Huang Di e Qi Bo . Come detto in precedenza, molteplici sono i temi che attraversano l’opera, ma il Ling Shu resta fondamentalmente un testo di agopuntura, tanto che nel passato esso era indicato come Zhen Jing , il “ Testo dell’agopuntura ”. Ciò è dimostrato dal fatto che il capitolo di apertura dell’opera si intitola Jiu Zhen Shi Er Yuan ( I 9 aghi e le 12 Yuan) e tratta dei 9 aghi , cioè delle 9 tipologie di aghi che possono essere usati come strumenti terapeutici e della loro tecnica di applicazione. Questi sono: l’ago a scalpello, l’ago rotondo, l’ago a cucchiaio, l’ago a lancia, l’ago a spada, l’ago sottile, l’ago a capello, l’ago lungo e l’ago grosso. Ogni tipo di ago ha un’azione energetica ben precisa ed agisce ad un diverso livello anatomico e di Qi. L’ago oggi usato in agopuntura corrisponde al sesto tipo, Yuan Li Jin , vale a dire l’ ago sottile o ago filiforme o ago a punta acuminata. Questo tipo di ago fu introdotto dal medico Dou Han Qing durante l’epoca Song (XI sec.) e ha finito per sostituire tutti gli altri tipi. Di esso si dice che è capace di afferrare il Qi perverso e di portarlo fuori dal corpo e che agisce sulla Ying qi e sul Sangue. Tale capitolo è fondamentalmente un trattato di tecnica agopunturale, argomento ripreso anche nei capitoli 7 e 78 del libro. Il capitolo 7 si intitola infatti Guan Zhen ( Applicazione degli aghi ) e in esso si trovano le regole di corretta indicazione d’uso degli aghi mediante le 9 trasformazioni e le 12 tecniche di puntura. In questo capitolo sono inoltre trattate le tecniche di puntura di ogni Organo e dei punti dei Meridiani corrispondenti. Il capitolo 78 a sua volta ha titolo Jiu Zhen Lun ( Dissertazione sui 9 aghi ) e completa il discorso collegando gli aghi alla numerologia, cioè della simbologia dei numeri dall’1 al 9. Altre importanti indicazioni terapeutiche mediante agopuntura sono sparse in diversi capitoli dell’opera. Per esempio nel capitolo 5 vengono date indicazioni per la puntura in funzione dello stato del polso. Altro importante argomento del Ling Shu , fra i molti in esso contenuti, è lo Shen e i problemi ad esso legati. Di ciò si parla in vari punti del libro, ma centrale è il capitolo 8, che è sicuramente uno dei più noti in Occidente. In esso si sottolinea l’importanza del fatto che l’agopuntura deve prestare attenzione alle qualità dello Shen del paziente. Quattro sono i temi fondamentali attribuiti allo Shen e nel considerarli si rivela la composizione filosofica multiforme del Ling Shu : il completamento , cioè il portare a termine ciò che non è stato completato, che è un tema taoista; l’ armonia , vale a dire l’abilità di allinearsi con tutte le cose, che è un tema confuciano; la libertà , cioè il libero fluire senza impedimenti, che è invece un tema tipicamente buddista; ed infine l’ evoluzione , ossia che scopo dell’esistenza è evolvere fino al proprio completamento. Sempre in relazione allo Shen, al capitolo 54 è detto: “ Perdere lo Shen è la morte, detenere lo Shen è la vita” . E a tale affermazione Huang Di chiede a Qi Bo cosa sia lo Shen; al che il saggio risponde: “ quando il Qi e lo Xue sono equilibrati, la Yin qi e la Wei qi circolano liberamente. Quando i 5 Organi sono formati, lo Shen risiede nel Cuore, lo Hun e il Po sono al completo. Tutti questi elementi contribuiscono alla formazione dell’essere umano” . Ciò a voler dire che lo Shen è l’armonia di tutte le cose all’interno del corpo e che dunque perdere quest’armonia è la morte, conservarla è invece la vita. E questa è una fra le tante lezioni di vita che il Ling Shu continua ancora oggi ad insegnare a chiunque si accosti ad esso per nutrirsi della sua profonda saggezza. Bibliografia : IL LING SHU – Le Lezioni di Jeffrey Yuen Volume XVII bis seconda edizione, a cura di Emilio Simoncini e Leda Bultrini, Xinshu edizioni, 2012 HUANG DI NEI JING LING SHU, a cura di Giorgia Tonchia e Luca Frangipane, 2020 Dal “HUANG DI NEI JING LING SHU” La Psiche nella Tradizione Cinese, a cura di Claude Larre ed Elisabeth Rochat De La Vallée, Jaca Book, 2017

  • L’Angolo del Classico – Il Huang Di Nei Jing Su Wen

    (Dott. Antonino Catania DVM, SIAV) Il Su Wen è il più conosciuto tra i classici di medicina cinese. Esso fa parte del Huang Di Nei Jing o più semplicemente Nei Jing , che rappresenta il testo fondamentale della Medicina Cinese. Il Nei Jing era originariamente costituito da quattro libri: il Su Wen , il Ling Shu , il Tai Su e il Ming Tong . Di questi quattro, solo i primi due sono ancora esistenti oggigiorno, mentre degli altri due ci sono pervenuti solo frammenti sparsi. Nel Nei Jing si trovano i fondamenti della medicina cinese e la sua importanza storica è dimostrata dal fatto che esso è il terzo testo di medicina più commentato, dopo lo Shang Han Lun e il Nan Jing ; di esso il Su Wen è stato maggiormente commentato rispetto al Ling Shu . Huang Di Nei Jing significa ‘’Canone di Medicina Interna dell’Imperatore Giallo’’. Il termine Nei vuol dire infatti ‘’Medicina Interna’’, mentre Jing significa ‘’Classico’’, ‘’Libro canonico’’, ‘’Canone’’ ed è un termine applicato a solo nove testi di Medicina Cinese. Huang Di è invece l’Imperatore Giallo, uno dei tre imperatori leggendari, ritenuti fondatori dell’arte medica cinese (gli altri due sono Fu Zi e Shen Nong ). Su Wen significa invece ‘’Domande semplici’’. Su infatti è la seta grezza, non tinta, naturale e dunque per estensione il naturale, il fondamentale, il ‘’semplice’’. Wen significa invece ‘’domande’’. Il testo è infatti strutturato come una serie di domande che l’Imperatore Giallo, Huang Di , pone a Qi Bo , il Maestro Celeste. La redazione del Nei Jing copre un lungo periodo di tempo a partire dall’epoca dei Regni Combattenti (453-222 a.C.), così detta perché durante tale periodo molti stati cinesi erano in guerra l’uno con l’altro, e proseguendo poi sotto la dinastia degli Han anteriori (206 a.C.- 8 d.C.) e degli Han posteriori (25-222 d.C.). Il contenuto del Su Wen è vasto e profondo. In esso l’uomo è visto come produzione del Cielo e della Terra, che in esso si incontrano e che lo pongono come intermediario fra i due. Egli dipende dal Cielo per la sua animazione e dalla Terra per il suo sostentamento e il mantenimento della sua forma corporea. In questo suo essere mediano fra Cielo e Terra, l’uomo vive le età della sua vita nello scorrere delle stagioni insieme ai cicli astrali di sole, luna, pianeti e stelle; e ad essi deve confarsi se vuole vivere secondo il Tao, onde evitare di depauperare le proprie energie finendo per ammalarsi. Nello scorrere dei suoi 81 capitoli, può essere rilevata l’influenza delle tre principali scuole filosofiche cinesi: il confucianesimo, il taoismo e il naturalismo, confluito all’interno del taoismo stesso. Il confucianesimo, per il quale l’equilibrio, sia nel corpo che nella società, può essere raggiunto attraverso l’ordine, mostra la sua influenza principalmente nei passi in cui si rivela il contrasto fra ciò che è corretto per l’organismo e ciò che non lo è, vale a dire fra le energie corrette e le energie perverse. La scuola del naturalismo si rivela nei passi fondamentali in cui compaiono le teorie filosofiche dello Yin e dello Yang e dei 5 elementi. Lo Yin e lo Yang, in costante cambiamento, si relazionano secondo i quattro principi guida: opposizione, interdipendenza, trasformazione reciproca e reciproco consumo. I 5 elementi sono l’applicazione dello Yin e dello Yang alla natura di ogni cosa. La vita non è solo il contrasto di un elemento con l’altro, ma anche il trasformarsi dell’uno nell’altro. Dalla trasformazione nasce il consumo e dal consumo la trasformazione. Il taoismo, infine, è evidente in tre principali argomenti: la cosmologia, la coltivazione di sé e il Wu Wei . La coltivazione di sé, cioè come gestire le proprie risorse, è sicuramente uno dei temi cardine del Su Wen , in cui l’attenzione è posta più sulla medicina preventiva che sulla cura delle patologie; e il terapeuta è visto soprattutto come colui che deve insegnare ad evitare le malattie più che curarle. Non per niente il testo si apre proprio con la domanda che l’Imperatore Giallo pone a Qi Bo sul perché gli uomini a lui contemporanei non vivano più fino a cento anni. La risposta del Maestro Celeste è che le persone non riescono più a mantenersi in salute perché non vivono più in armonia con il Tao; non vivono cioè al ritmo delle stagioni, né con la giusta temperanza per quanto riguarda la dieta, le emozioni e la sessualità. Il Wu Wei , tradotto generalmente come ‘’non agire’’, vuol forse più precisamente dire ‘’non infrangere (il flusso naturale delle cose)’’; è l’agire spontaneo in contrasto con l’agire secondo forme precostituite e artificiose. Da un punto di vista medico, la materia è affrontata dal Su Wen in maniera ampia, in quanto in esso si ritrovano la fisiologia, l’eziologia, la diagnostica e la terapia. La fisiologia coincide con lo studio degli Organi e dei Visceri, principalmente dei Cinque Zang che corrispondono ai Cinque elementi. Ogni Zang è un Movimento piuttosto che una massa organica anatomica: è una qualità di Qi , un’attitudine di vita, una realizzazione di una delle cinque polarità necessarie a costituire e a mantenere in vita un’esistenza, una delle modalità in cui può manifestarsi l’unità del movimento vitale. L’eziologia, come già detto, parte dal principio che l’inizio di ogni problema è il non vivere in armonia con il Tao e la natura e che il regime di vita è fondamentale nell’evitare che un fattore patogeno penetri nell’organismo e in esso si installi. Il Su Wen affronta però anche la situazione in cui il male si sia già installato nell’organismo, prescrivendo come eliminarlo, e, infine, quando la morte sia divenuta ineluttabile, come accompagnare il paziente fino alla fine del suo viaggio. La diagnostica si avvale della dettagliata presa dei polsi e della valutazione profonda e precisa del paziente nella sua complessità. La terapia, infine, fa il suo ingresso nell’opera già nel secondo capitolo, dove è già enunciato il primo e più importante principio: è meglio prevenire che curare. Il secondo fondamentale principio si trova invece nel quinto capitolo: per trattare bisogna andare fino alla radice. Se anche in una prima fase del trattamento ci si prende cura dei problemi secondari, vale a dire dei rami dell’albero, cura vera è arrivare al problema primario, vale a dire alla radice dell’albero-patologia. La radice della malattia è il Movimento che, sregolato, è l’origine delle perturbazioni; è l’Organo che, primariamente colpito, manda in disequilibrio tutto ciò che cade sotto il suo dominio (parte del corpo, organo di senso, funzione, ecc.); è lo Spirito (vale a dire uno dei Ben Shen) dell’Organo colpito che in esso non è ricevuto e radicato come deve. Andare alla radice del problema è dunque, in ultima analisi, arrivare agli Spiriti che costituiscono la radice della vita. Trattare un Organo significa, in fin dei conti, dare una stimolazione affinché gli Spiriti riprendano il controllo della vita, cosicché l’Organo e il suo Movimento riprendano il loro fisiologico fluire. Salute è dunque vivere in perfetta armonia con l’universo, in sintonia con l’ambienta naturale, con lo scorrere delle stagioni e delle età della vita, capaci di adattarsi alle perturbazioni dell’ambiente grazie al Qi che scorre fluido, senza sforzo e senza usura, secondo la ‘’Regola aurea’’ enunciata nel capitolo 3 del Su Wen : ‘’mantenere in sé l’equilibrio armonioso dello Yin e dello Yang , ad ogni livello della sua manifestazione, al fine di mantenere il proprio Spirito vitale. È così che si accede alla Lunga vita e alla Duratura visione." È questa la ricchezza enorme contenuta nel Huang Di Nei Jing Su Wen . Bibliografia: Testo classico di medicina interna dell’imperatore Giallo. Huang Ti Nei Ching Su Wen, a cura di Iilza Veith, Edizioni Mediterranee, 2006  Huangdi Neijing Suwen. Le domande semplici dell’imperatore giallo, a cura di Elisabeth Rochard de la Vallée e Claude Larre, Edizioni Jaca Book, 2020;  ll Su Wen – Le Lezioni di Jeffrey Yuen volume 11, a cura di Emilio Simoncini e Leda Bultrini Xinshu edizioni, 2012

  • L’Angolo del Classico – Focus sui Meridiani Straordinari di Seconda e Terza Generazione

    (Mariachiara Lietti, DVM, S.I.A.V.) CENNI DI EMBRIOGENESI E CIRCOLAZIONE ENERGETICA Il Soffio Originario o Yuan Qi penetra nell’uomo in un punto ben preciso (Porta del Mandato), che mette in connessione l’embrione prima e l’adulto in seguito con le forze energetiche del Cielo Anteriore, costituendo al centro dell’individuo un luogo privilegiato in cui è custodita l’eredità (Jing). Da questa zona prende origine un tronco comune da cui si dipartono i meridiani Chong Mai, Du Mai, Ren Mai. Essi, insieme al Dai Mai collegato a questa zona attraverso il Meridiano Distinto di Rene, formano i cosiddetti meridiani di prima generazione, contrapposta ai meridiani Wei e Qiao Mai, detti rispettivamente di seconda e terza generazione, che si sviluppano in una fase successiva. Infatti, dopo lo sviluppo delle linee dorsale (Du Mai) e ventrale (Ren Mai) dell’embrione e della differenziazione tra anteriore e posteriore (Dai Mai), sotto la guida del vettore centrale (Chong Mai), si manifesteranno Yin/Yang Wei e Yin/Yang Qiao Mai, che sono duplici e simmetrici, probabilmente perché nell’uomo compaiono in una fase in cui gli abbozzi degli arti sono già comparsi. In particolare, Yin e Yang Qiao Mai vanno a costituire la parte sinistra e destra, oltre alle parti mediali e laterali del corpo, e Yin e Yang Wei Mai, rispettivamente, la superficie interna ed esterna dell’ovulo embrionale. Questi ultimi meridiani hanno la funzione di correlare il campo energetico dell’embrione, espressione della manifestazione del Cielo Anteriore, con l’energia del Cielo Posteriore. In particolare, i Wei Mai organizzano il campo energetico interno Yin, separandolo dal campo energetico Yang, con i loro punti chiave o di apertura, che sono punti denominati Barriera (PC6 e TH5); i Qiao Mai, invece, fanno comunicare lo Yin e lo Yang, il Sangue e l’Energia, in modo complementare (fig.1). I meridiani di seconda e terza generazione sono in rapporto con i meridiani del Movimento Acqua (Rene e Vescica), nascendo da questi ultimi a livello del tarso. Come la maggior parte dei Meridiani Straordinari, non hanno punti propri e questo aspetto, secondo Borsanello, offre il vantaggio di assorbire automaticamente gli eccessi di Yin e di Yang nelle regioni e nei meridiani che attraversano e di colmare eventuali vuoti, come ben descritto nel Nan Jing (cap.27):“I saggi costruirono i canali di irrigazione e i bacini idrici e mantenevano aperti i corsi d’acqua in modo da essere preparati ad affrontare le situazioni in cui i livelli di acqua erano superiori alla norma. In caso di piogge intense, i canali di irrigazione e i bacini idrici si colmano…. Nel corpo umano, quando i canali sono colmi, non c’è canale ordinario che possa accogliere la piena; solo gli otto straordinari sono in grado di farlo” Nan Jing cap.27La circolazione dell’Energia Ancestrale nei Qi Mai segue un preciso andamento che va a toccare, a partire dal Chong Mai, secondo l’ordine di generazione embriologica, tutti i Meridiani Straordinari e li collega con i Meridiani Principali e con i distretti più periferici del corpo, con l’intento di portare il programma ereditario e il controllo della sua attuazione dal Ming Men a tutto l’organismo.La Yuan Qi, tramite le numerose ramificazioni di Chong Mai a livello di addome, torace e parte mediale degli arti posteriori, raggiunge i muscoli, i tessuti, gli spazi interossei. Da qui rientra poi nei Meridiani Principali al punto Ting, ne segue il tragitto ove giunge mescolata alla Wei Qi e Yong Qi. Quando arriva ai Meridiani Principali di Rene e di Vescica ai punti KI6, KI9, BL62, BL63 incontra, rispettivamente Yin Qiao, Yin Wei, Yang Qiao, Yang Wei Mai, che collaborano al recupero della Yuan Qi e al suo passaggio all’organo Rene. Da qui può raggiungere nuovamente i Meridiani Principali tramite i punti Yuan. PRINCIPI DI TRATTAMENTO Fino all’XI secolo d.C. si riteneva non fosse eticamente corretto utilizzare gli otto Meridiani Straordinari, perché contenevano il progetto sacro dell’esistenza di ogni individuo e della sua realizzazione. Fu Xu Feng nello Zhen Jin Juying (1529 d.C.) che introdusse i punti chiave o di apertura, originariamente tutti punti Luo. Durante la dinastia Ming, con Li Shi Zhen (1518-1593 d.C.), il trattamento con gli otto Meridiani Straordinari fu messo a punto ed applicato. Ma è soltanto nello Zhen Jiu Da Cheng, pubblicato nel 1601 d.C, che troviamo una descrizione sistematica e completa dei Meridiani Straordinari, degli otto punti di apertura, del loro uso da soli, accoppiati o in combinazione con altri punti.I Qi Mai possono essere utilizzati fondamentalmente in tre modi: in senso costituzionale (nella loro funzione di creazione), come meridiani di regolazione generale (quando si vuole lavorare su Yin/Yang, Xue, Qi, Jin Je) oppure per difesa (il Qi dai Meridiani Straordinari irriga lo spazio tra pelle e muscoli, in cui circola la Wei Qi).Nel primo caso, il protocollo prevede l’utilizzo del punto chiave – punto d’origine – punto di disostruzione, associati o meno ad altri punti lungo il meridiano. Nelle grandi regolazioni, invece, si tratta il punto chiave con il punto chiave del meridiano accoppiato; mentre per stimolare le funzioni di difesa si usano il punto chiave e punto di disostruzione (Tab.1). Tab.1 Punti principali dei Qi Mai. § Origine funzionale, non anatomica** Nei testi più antichi SI7± Nei testi più antichi GB37ͳ Per Lishi Zhen LV13§§ Nei testi antichi KI4 Il trattamento può essere eseguito tramite l’infissione degli aghi o attraverso metodiche manuali o l’applicazione di essenze. Per il trattamento dei Canali Straordinari sono richieste tecniche “straordinarie”: lavorare sui Qi Mai vuole dire agire sulle energie profonde dell’individuo, sulla sua costituzione più profonda. Secondo J. Yuen, in certe scuole, si tende ad utilizzare forse troppo questi meridiani, per esempio Du Mai per risolvere problemi alla schiena; non sempre questa è la strategia più appropriata, anche se può essere efficace, perché attingere eccessivamente a queste energie può portare a consumarle anzitempo. Il trattamento agopunturale codificato in campo medico umano prevede una seduta a settimana per almeno quattro settimane consecutive, poi un trattamento più dilazionato (ogni due-tre settimane) per un totale di tre mesi/cento giorni, che è il tempo di cui il corpo necessita per mobilizzare il Jing. Storicamente i punti chiave venivano utilizzati monolateralmente (per Li Shizen era irrispettoso pungerli bilateralmente). Per Sun Si Miao è possibile invece pungerli da ambo i lati, solo se il polso dei Meridiani Straordinari si percepisce bilateralmente. Indipendentemente dal protocollo utilizzato, vanno presi particolari accorgimenti: gli aghi inseriti non vanno manipolati, i punti aggiuntivi vanno trattati solo dopo aver inserito il punto accoppiato e gli aghi vanno rimossi in ordine inverso all’introduzione. Quando i punti chiave sono anche punti Luo, per far comprendere al corpo che vogliamo utilizzarli come punti di apertura di un Meridiano Straordinario, va’ utilizzata la tecnica della vibrazione o dello scuotimento al momento dell’inserzione. Tecnica vibratoria: una volta posizionato l’ago si imprime una vibrazione all’impugnatura dell’ago; tale vibrazione può essere ottenuta poggiando il palmo della mano sulla testa dell’ago o agendo con il pollice e l’indice che impugnano l’ago. Ha lo scopo di creare sottili cerchi profondi nel denso e vasto mare del Jing e, se effettuata in modo corretto, crea una sottile sensazione di ronzio che attraversa il corpo del paziente. Se la tecnica vibratoria risulta troppo complessa è possibile applicare piccole scosse all’ago (metodo dello scuotimento), imprimendo un impulso circolare più ampio. In ogni caso è importante raggiungere il De Qi una volta posizionato l’ago; è inoltre consigliabile prima pungere a livello profondo (livello prenatale) e successivamente portare l’ago a un livello più superficiale (postnatale). Per quanto riguarda, invece, l’applicazione di tecniche manuali occorre tenere presente che i Canali Straordinari veicolano energie molto profonde e dense che, per questa ragione, si muovono lentamente: quindi è bene che anche il loro trattamento sia lento e profondo. Il protocollo di trattamento con le mani prevede la stimolazione contemporanea a coppie dei punti di apertura (ogni punto è premuto per almeno 8 secondi per otto volte), secondo la sequenza del ciclo di generazione a ritroso, a partire dai Canali Yang. La sequenza è quindi: Yang Qiao Mai e Du Mai, Dai Mai e Yang Wei Mai, Yin Qiao Mai e Ren Mai, Chong Mai e Yin Wei Mai. Dopodiché si prosegue trattando il decorso dei singoli meridiani, soffermandosi nei punti di snodo, come l’anca, la base del collo o la nuca, a seconda del tragitto. Una particolare attenzione deve essere messa nel trattamento del singolo punto: nei Testi Classici, infatti, è scritto che conta anche l’intenzione con cui si stimola il punto al fine di attivarne una sua particolare funzione. Questo principio è valido soprattutto per le tecniche manuali, che sono in grado di trasmettere l’intenzione in modo più diretto e potente di quanto non avvenga con uno strumento (ago, moxa, coppetta, ecc.). Un altro modo efficace di trattare i Qi Mai è l’utilizzo degli olii essenziali, che hanno una profonda azione sulla Yuan Qi e possono essere impiegati per stimolare i punti al posto degli aghi o all’interno di un protocollo sinergico. Secondo J. Yuen, per aprire i meridiani straordinari, è molto più efficace applicare sui punti chiave una goccia di olio essenziale piuttosto che pungerli! Nello specifico per i meridiani di seconda e terza generazione sono consigliate le seguenti essenze: PC6 (Yin Wei Mai) – salvia o miscela di vetiver, oppure incenso e vaniglia oppure rosa e melissa TH5 (Yang Wei Mai) – tea tre oil e rosmarino oppure rosmarino e citronella KI6 (Yin Qiao Mai) – gelsomino e nariciso oppure gelsomino e ginepro BL62 (Yang Qiao Mai) – foglie di cannella eventualmente associate a basilico. Gli olii essenziali vengono miscelati in un olio vettore e poi, tramite un piccolo bastoncino di legno, viene messa una goccia del preparato sui punti da trattare. BIBLIOGRAFIA •    Bottalo F. (2017) Manuale di Qi Shu: teoria e trattamento dei Canali Straordinari Pavia: Xenia Edizioni. Di Stanislao C. e Brotzu R. (2021) I Meridiani Straordinari Dispensa Ed. Xin Shu. Rostagno M. (2022) Embriologia energetica e Meridiani Straordinari Lezione del 2° anno XV Corso Triennale di Agopuntura Veterinaria SIAV Milano I Meridiani straordinari o curiosi Qi Jing Ba Mai www.consulenza.agopunturapuglia.com Lomuscio A. I meridiani straordinari Qi Jing Ba Mai www.sowen.it

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