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La terapia neurale: basi neurofisiologiche

Francesca Parisi, DVM, SIAV.

La terapia neurale è un metodo terapeutico e diagnostico che si basa sulla regolazione del sistema nervoso autonomo (SNA) ottenuta tramite l’iniezione di anestetici locali in particolari zone del corpo che possono essere cicatrici, gangli nervosi, punti di agopuntura, ghiandole, trigger point etc. Nasce in Germania all’inizio del ‘900 dagli studi di due medici, i fratelli Walter e Ferdinand Huneke che per primi utilizzarono la procaina somministrata per via endovenosa.

La storia narra che la prima somministrazione di Procaina per via endovenosa effettuata dai fratelli Huneke sia stata occasionale. La sorella dei due medici, infatti, soffriva di una grave forma di emicrania cronica non responsiva a nessun trattamento. Nel 1925 un anziano collega di Ferdinad Huneke suggerì di provare con l’atophanil un antireumatico che nella formulazione intramuscolare conteneva procaina, per rendere indolore l’iniezione locale. Accidentalmente Huneke iniettò alla sorella questa formulazione intramuscolare per via endovenosa durante un attacco di emicrania. In pochi minuti tutti i sintomi dell’emicrania scomparvero e l’effetto si mantenne per diverso tempo. Da questi primi risultati nacque l’intuizione che il merito del miglioramento repentino della paziente fosse dovuto alla procaina contenuta nella soluzione. Cominciarono così i primi studi e le pubblicazioni relative all’effetto di regolazione della procaina sull’intero sistema nervoso autonomo. Ad oggi in letteratura si trovano centinaia di articoli validanti la terapia neurale in medicina umana. In Germania, Spagna e diversi stati del Sud America la terapia neurale è riconosciuta dal governo e insegnata nelle università.

Per ben comprendere la terapia neurale è necessario partire da un presupposto fondamentale: l’organismo si autoregola a diversi livelli e con diverse modalità. Uno dei più importanti sistemi di regolazione è il sistema nervoso autonomo (SNA, sistema simpatico e para-simpatico) che controlla e regola le funzioni vitali di ogni organo. Un organo denervato infatti non sviluppa infiammazione: è stato dimostrato che l’attivazione e il mantenimento dei processi infiammatori (acuti o cronici) sono funzioni peculiari del sistema nervoso autonomo. L’infiammazione è neuromodulata, nel senso che è innescata o mantenuta dal Sistema Ortosimpatico, e frenata dal Parasimpatico. Questo controllo può deragliare, a causa di traumi, sovraccarichi o focus irritativi cronici. Un trauma o una lesione di qualsiasi tipo, infatti, crea uno stato di interferenza che si ripercuote su tutto l’organismo attraverso vie neuronali, fasciali e matriciali. L’unità funzionale di questo processo è il metamero, ovvero il segmento di organismo collegato da neuroni sensitivi e motori che, connettendo aree anche lontane dell’organismo, rendono possibili i riflessi cuti-viscerali e viscero-cutanei. (Fig. 1)

Possiamo quindi introdurre il concetto di “spina irritativa” (o focus irritativo o campo di interferenza) come un qualsiasi fattore che agisce con carattere di continuità mantenendo una determinata condizione patologica o esacerbandola periodicamente. I tessuti traumatizzati possono diventare spine irritative poiché sono caratterizzati da depolarizzazione permanente delle membrane cellulari ed inviano segnali di eccitazione irregolari e caotici all’intero sistema. (Fig. 2)

E’ proprio a livello delle spina irritativa che lavora la terapia neurale. Dunque come identificare l’originaria spina irritativa causa del problema?

Troviamo qui un importante punto d’incontro tra terapia neurale ed agopuntura: l’anamnesi dettagliata del paziente, l’ispezione e la palpazione. In terapia neurale così come in agopuntura ogni paziente è unico e ogni parte del suo organismo è collegata. Qualsiasi input impartiamo al paziente avrà ripercussioni su tutto il sistema nella sua interezza. Questo concetto ci permette di curare patologie croniche di difficile risoluzione perché i farmaci comunemente utilizzati non arrivano all’origine del problema e dunque non ne trattano la reale causa, ovvero la depolarizzazione. Gli anestetici locali permettono di correggere la depolarizzazione, azzerare i segnali disturbanti, spegnere i foci irritativi. Con apposite iniezioni di procaina diluita in soluzione fisiologica nel punto specifico della spina irritativa si può resettare la membrana cellulare e attraverso una iperpolarizzazione riportare la cellula al plateau fisiologico. (Fig. 3)

Si agisce quindi su punti dolenti, zone dermalgiche, emergenze nervose, trigger points, gangli, cicatrici, aree traumatizzate, in generale sui campi di interferenza che posso avere molte origini differenti (ferite, ustioni, corpi estranei, denti, viti, impianti, materiali chirurgici etc..).

Il campo di applicazione della terapia neurale è molto ampio, spazia dalla ginecologia alla cardiologia, dalla gastroenterologia alla reumatologia, dalla neurologia alla chirurgia, alla odontoiatria. Qualunque sia la patologia, se è presente la compartecipazione del Sistema Nervoso Autonomo c’è la possibilità di intervenire con la Terapia Neurale.

In medicina umana gli studi e le pubblicazioni relativi all’efficacia della terapia neurale sono ormai moltissimi. L’applicazione di questa terapia sugli animali è invece piuttosto recente in medicina veterinaria. In Italia è possibile specializzarsi nella materia frequentando la scuola Neuralia che organizza corsi per medici e veterinari (www.neuralia.eu). Il campo è dunque aperto e i primi risultati sono molto incoraggianti.

Bibliografia:

  • BASES PARA LA TERAPIA NEURAL EN CANINOS Y FELINOS. Roberto A. Castro, Editorial Dunken, 2016.

  • TEXTBOOK AND ATLAS OF NEURAL THERAPY: DIAGNOSIS AND THERAPY WITH LOCAL ANESTHETICS. Hans Barop, Thieme publishing group, 2017.
  • LEZIONI DI TERAPIA NEURALE. Scuola Neuralia, 2021.


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