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  • Frattura facciale e riabilitazione neurologica dell’occhio di una puledra

    (D.ssa Paola Cappellin DVM Diplomata SIAV) NEMESI, puledra PSA da show di 6 mesi, ricoverata il 26 agosto 2016 presso il CCVZS di Lodi in seguito a trauma facciale (regione fronto-orbitale sinistra) provocato da impatto contro lo stipite della porta del box mentre rientrava al galoppo dal paddock. È stata sottoposta a: EOG: vigile responsiva agli stimoli, tranquilla e presentava parametri vitali nella norma EOP: presentava una escoriazione lineare dorso/ventrale di 5 cm sulla cresta facciale sinistra, tumefazione della regione orbitale e, all’osservazione frontale, una netta asimmetria facciale con significativa dislocazione ventrale dell’intera orbita sinistra RX: le immagini radiografiche mostravano fratture multiple nelle proiezioni DV e LL TC: rilevava fratture comminute coinvolgenti l’orbita sinistra, l’osso frontale, l’osso zigomatico e l’osso temporale È stata valutata una pianificazione chirurgica e si è deciso per rimozione del callo osseo, riduzione dei focolai di frattura, fissazione mediante placche e ricostruzione dell’anello orbitale sinistro. Ad una settimana dall’intervento è comparsa una paralisi della palpebra superiore sinistra e, in seguito ad una visita oftalmologica, è stata consigliata terapia con elettroagopuntura per sospetta lesione del ramo del nervo facciale che innerva la stessa. Nemesi ha iniziato i trattamenti di agopuntura il 12 ottobre: durante la prima visita sono stati usati solo punti locali per la presenza del bendaggio, senza l’elettrostimolatore, mentre in tutti i successivi trattamenti è stata impiegata l’elettroagopuntura con l’utilizzo dei seguenti punti, a bassa frequenza e bassa intensità per 15 minuti: ST 8 sx: dorsalmente alla fossa temporale a metà della cresta sagittale esterna, impiegato in caso di patologie oculari BL 1 sx: canto mediale dell’occhio, impiegato in tutte le patologie oculari e in caso di paralisi facciale TH 22 sx: bordo ventrale della fossa temporale, impiegato in paralisi facciale TH 23 sx: sulla rima esterna dell’orbita alla fine del sopracciglio, impiegato in oftalmia periodica e patologie oculari GB 1 sx: lateralmente al canto laterale dell’occhio nella depressione del processo zigomatico, impiegato per problemi oculari e paralisi facciale BL 2 sx: su arcata sopraciliare, medialmente, impiegato in patologie oftalmiche, paralisi facciale LI 4 bilaterale (solo ago): medialmente tra 2° e 3° metacarpeo, punto di comando regionale di faccia e bocca viene impiegato per problematiche di faccia e bocca KAI GUAN sx: bordo craniale del massetere, impiegato per paralisi facciale YIN TANG 3° occhio, solo ago impiegato per ottenere un effetto sedativo Le prime tre sedute sono state effettuate a intervalli di 10 e 4 giorni a causa della distanza, poi a intervalli più brevi grazie al trasferimento della cavalla in una struttura più vicina, per un totale di 14 trattamenti. Immediatamente dopo la prima seduta (12 ottobre) la cavalla ha mostrato una risposta positiva: è stato possibile apprezzare piccoli movimenti della palpebra e ad ogni seduta questi erano sempre più ampi. Dopo i primi 5 trattamenti si è stimato un recupero del 50% della tonicità e della motilità della palpebra, poi per i seguenti 3 non sembravano esserci ulteriori progressi, ripresentatisi, invece, nuovamente, dalla nona seduta, alla quale ne seguirono altre cinque che, progressivamente portarono alla completa guarigione e alla sospensione della terapia il 24 novembre. La Medicina Tradizionale Cinese considera la paralisi del nervo facciale come una patologia da Vento, da Vento esterno (cioè favorita da un’entrata di Vento-freddo) e da Vento interno (favorita da una costituzione Legno o da una situazione che favorisce la risalita dello Yang di fegato verso l’alto in maniera incontrollata). La sindrome da eccesso dovuta a Vento esterno associata all’invasione di Freddo esterno può portare a differenti situazioni: – il freddo danneggia lo Yang e la milza e i reni vengono danneggiati – il freddo congela il sangue e ne causa stasi, ritardando la circolazione – il freddo causa contrazione e rigidità Il Vento esterno, poi, interagisce col Vento interno e, sfruttando il vuoto di Qi e di sangue nei meridiani, vi penetra e causa paralisi. L’Elettroagopuntura lavora soprattutto sui deficit muscolari da lesione nervosa migliorando il microcircolo locale grazie ai suoi effetti vasoattivi (breve fase costrittiva, fase quiescente e fase vasodilatativa) e tissutali (potenziamento nocicettivo, chemiotassi e conseguente immunità locale, miglioramento perfusione locale e rilassamento cutaneo e muscolare), limitando così il danno ischemico. Favorisce, poi, la ricrescita del nervo che può arrivare a 2-3 cm al mese, migliorandone in modo significativo la velocità di conduzione e, di conseguenza, la sua riparazione funzionale. Si è inoltre scoperto che aumenta l’espressione dell’enzima acetilcolinesterasi, la cui attività è ridotta in caso di lesione nervosa, principale causa della morte delle cellule neuronali con conseguente impossibilità di riparazione del nervo. È importante, però, che la terapia con EA sia il più precoce possibile per velocizzare i tempi di recupero e minimizzare la possibile presenza di sequele: l’ideale è iniziare immediatamente. Se si interviene entro un mese dall’inizio della sintomatologia si hanno le migliori possibilità di recupero totale (il 90% dei casi si risolvono). Nelle forme che si protraggono da oltre 3-4 mesi, le possibilità di risoluzione si riducono drasticamente e il numero di applicazioni si accresce notevolmente.

  • Idropuntura: Stella, storia di sofferenza e speranza

    (Dott.ssa Tecla Siviero Medico Veterinario Agopuntore Esperta in Medicina Integrata) Stella, meticcio femmina, 7 anni, ha una lunga e difficile storia alle sue spalle ( video “Esperienza di Stella” raccontata dal TG Amici Animali ). Seguo Stella da più di 5 anni, abbiamo insieme cercato e trovato soluzioni alternative ai farmaci, in quanto la sua forma di epilessia è risultata essere scarsamente responsiva alle terapie farmacologiche. Stella è stato uno dei miei primi casi che ha sperimentato l’utilizzo della dieta chetogenica nel 2014 (Risultati preliminari presentati al congresso europeo di nutrizione (ECVN) ad Utrecth nel 2014). Dopo il primo mese di dieta chetogenica da un intervallo di 10-15 giorni senza crisi siamo passati a 60 giorni: un paradiso inaspettato.Dopo 2 anni di dieta, con questi fantastici risultati, purtroppo fegato e pancreas ci hanno presentato il conto, e per una pancreatite severa abbiamo dovuto interromperla.Dopo poche settimane, le crisi sono tornate a manifestarsi con alta frequenza.E qui entra in gioco la Medicina Cinese. A gennaio abbiamo iniziato un protocollo sperimentale di MTC (Agopuntura, Idropuntura e Tuinà) in collaborazione con la Dott.ssa Marta Rostagno S.I.A.V. Anamnesi A 7 mesi d’età viene investita da un trattore, fratture ad entrambi gli arti posteriori. I gestori non hanno più interesse di tenerla, quindi Stella viene ceduta al canile. Grazie alla sua giovane età, senza interventi ortopedici, le fratture si riparano, e Stella torna a camminare. Tutto tranquillo per qualche mese, quando un giorno improvvisamente appare la prima crisi epilettica, e pochi giorni dopo 10 crisi epilettiche nell’arco di poche ore, ricovero immediato.Inizia subito il fenobarbitale. Purtroppo le crisi continuano e pochi giorni dopo si ripresenta un grappolo seguito da uno stato convulsivo. RM e liquor, tutto negativo: epilessia idiopatica. Aumentiamo i dosaggi del fenobarbitale e aggiungiamo il bromuro di potassio. Ahimè la situazione non si modifica, Stella continua a presentare crisi a grappolo con elevata frequenza, ogni 7-10 giorni ha un grappolo di 10-15 crisi. Con buona probabilità Stella inizia a manifestare un grado elevato di refrattarietà ai farmaci. Visita Cinese Segnalamento: STELLA, cane, meticcio, femmina sterilizzata, 24 KgTipologia: acqua, Tinta: giallo, Odore: dolciastro, Mantello: pelo folto (sangue ok)Forma e peso: maggior sviluppo parte anteriore (riscaldatore superiore cuore e polmone), BCS 4 (sovrappeso, disfunzione milza)Alimentazione: mangia voracemente, lecca molto la ciotolaCarattere: molto timorosa e schiva, con i fiori di Bach è diventata giocherellona, molto più socievole, chiede coccole.Polsi: profondi, vuoti, molliLingua: leggermente violetta (lieve stasi xue), induito normale.Back Shu: 21BL e 23 BL in vuoto. 1° Trattamento eseguitoTecnica Shu-Mu di stomaco e rene 21BL 12CV 23BL 25GB + 3LR 6SP 3KDIdroagopuntura nei seguenti punti:TAI YANG DESTRO, 16 GV, 20 GV, 23 BL, 62 BL, 10 BL, 4 GV Il protocollo ha avuto una durata di 2 mesi, con trattamenti settimanali ( video trattamento )Sul sito puoi vedere le tabelle riassuntive dei trattamenti eseguiti ( epilessia refrattaria nel cane ). Risultati Tollerabilità: l’inoculazione di oro colloidale al dosaggio di 0,3 ml, nei punti sopradescritti, è stata ben tollerata, non ha dato alcuna reazione tissutale, nè fastidio durante l’inoculazione.Indicatori: numero, intensità e intervallo delle crisi, la durata della ripresa e lo stato del cane nella fase post ictale. Ascissa: data – Ordinata: n. di crisi Abbiamo raccolto tali dati per un periodo di 6 mesi, da ottobre 2018 a marzo 2019. E infine abbiamo confrontato i dati ottenuti all’interno del protocollo di sperimentazione, con i periodi precedenti e successivi.Fase 1 “pre protocollo” di 101 giorni, fase 2 protocollo di 47 giorni e fase 3 “post protocollo” di 35 giorni.Dettaglio indicatori e medie (link al sito): Conclusioni Confrontando i 3 periodi è emerso che, durante il protocollo: l’intensità delle crisi è rimasta invariata il numero delle crisi si è ridotto il numero dei grappoli (2 o più crisi in 24 ore) è diminuito i tempi di risveglio sono diminuiti l’intervallo tra le crisi è aumentato, raggiungendo un picco massimo di 27 giorni senza crisi Lo stato del cane nella fase post ictale migliorato (al risveglio il cane riconosce subito i proprietari, non ne ha timore, non scappa come invece accadeva in precedenza). Nella fase 3 (post protocollo), la maggior parte degli indicatori monitorati, ha riscontrato valori migliori rispetto alla fase 1 (pre protocollo). Questo può far presupporre che l’effetto ottenuto durante il protocollo, abbia avuto un prolungamento della sua efficacia anche nel mese successivo al termine del protocollo Cenni Bibliografici Kloster R., PÅl G. Larsson, Rasmus Lossius, Karl O. Nakken, Renate Dahl, Xue Xiu-Ling, Zhou Wen-Xin, Einar Kinge & Edna Røssberg “The effect of acupuncture in chronic intractable epilepsy” Seizure 1999; 8: 170–174 Article No. seiz.1999.0278, available online at http://www.idealibrary.com Huang T R, Shuo‐Bin Jou, Yu‐Ju Chou, Pei‐Lu Yi, Chun‐Jen Chen and Fang‐Chia Chang1”Interleukin-1 receptor (IL-1R) mediates epilepsy-induced sleep disruption” Huang et al. BMC Neurosci (2016) 17:74 DOI 10.1186/s12868-016-0309-0 Huang W Y, Shankung Lin, Hsuan-Ying Chen, Ya-Ping Chen, Ting-Yu Chen, Kuei-Sen Hsu “NADPH oxidases as potential pharmacological targets against increased seizure susceptibility after systemic inflammation” Journal of Neuroinflammation2018 15:140 – https://doi.org/10.1186/s12974-018-1186-5 Gandin G.i, “L’epilessia del cane: un moderno approccio clinico e terapeutico parte seconda: Diagnosi differenziali e terapia” Anno 29, n°1, Febbraio 2015 21 (AVPVA) Giordano C, Marchiò M, Timofeeva E, Biagini G. Neuroactive peptides as putative mediators of antiepilectic ketogenic diet – Front Neurol. 2014 Apr 29;5:63. doi: 10.3389/fneur.2014.00063. eCollection 2014. Review Giordano C., Maddalena Marchiò, Elena Timofeeva and Giuseppe Biagini “Neuroactive peptides as putative mediators of antiepileptic ketogenic diets” Front. Neurol., 29 April 2014 | https://doi.org/10.3389/fneur.2014.00063 Lin Z., Qi Si b, Zou Xiaoyi“Association between epilepsy and systemic autoimmune diseases: A meta-analysis” . Seizure October 2016 Volume 41, Pages 160–166 .2016.08.003 1059-1311/ 2016 British Epilepsy Association. http://dx.doi.org/10.1016/j Colloidal gold immunochromatographic test strip for virus detection: a review] [Article in Chinese] Xuxu Dong 1, Wei Sun 2, Pan Cao 1, Xiaodan Liu 2 Affiliations expand PMID: 36151796 DOI: 10.13345/j.cjb.220052

  • Agopuntura in dislocazione dell’abomaso

    (Patrizio Covi, DVM, SIAV) Ritengo la newsletter SIAV una formidabile occasione di confronto. Il primo argomento buiatrico che prenderei in considerazione è la dislocazione sinistra dell’abomaso. Chiarisco, per chi non mi conosce, che lavorando io su due vallate dolomitiche, seguo all’incirca 2.000 bovine da latte alimentate a fieno e mangime (disciplinare Trentingrana). Ne consegue che posso vedere due dislocazioni in un mese ma poi non averne per un anno. Comunque le ultime che ci sono capitate, sono in produzione senza averle operate (né chirurgia invasiva, né fissazione transcutanea). Le domande su cui confrontarci sono: Quanto è determinante l’agopuntura per condizionare la risoluzione della dislocazione? Quanto possiamo noi agopuntori incidere per rendere inutile quel barbaro intervento di cui fissazione transcutanea dell’abomaso? La mia esperienza: Sfruttare al massimo la precocità dell’intervento sulle bovine dislocate. Terapia medica; 200 g calcio, 50 g magnesio, 50 g fosforilcolamina e 30 g cianocobalamina, diluiti in 10-20 litri di ringer lattato endovena con n.2 ago G12. E finalmente scegliete i vostri punti: GV8 BL49 (ramo esterno del BL20) PC6 dx, ST36 dx, LR3 sx, TH5 sx (mi sono ispirato al Balance Method) CV12 + Moxa SP21 Dall’accesso venoso in giugulare aspiro 60 ml di sangue che inietto in BL48 e BL47. Finita l’infusione endovenosa è passato anche il tempo della seduta di agopuntura. Assicuro al bovino il massimo comfort in paglia e fibra lunga alimentare. Rivaluto la situazione la mattina successiva e se la torsione è risolta stabilizzo la reidratazione, la dilatazione ruminale, e di conseguenza la posizione dell’abomaso, con sonda naso-ruminale di 50-70 l di acqua con lieviti, carbone o altri, a seconda della qualità delle feci. Solo in un caso ho dovuto praticare la riduzione della torsione, che non si era risolta spontaneamente, con il metodo del rotolamento (senza praticare fissazione transcutanea) e ripetere lo stesso protocollo di terapia medica e non; agopuntura. Quindi, sarò breve, confrontiamoci . Bibliografia Steiner A. Surgical treatment of the left displacement of the abomasum: an update. 24e World Buiatrics, Nice. 2006:  https://www.ivis.org/proceedings/wbc/wbc2006/steiner.pdf?LA=1 Constable PD, Miller GY, Hoffsis GF et coll. Risk factors for abomasal volvulus and left abomasal displacement in cattle. Am. J. Vet. 1992; vol. 53: pp. 1184-1192. Ruegg PL, Carpenter TE. Decision-tree analysis of treatment alternatives for left displaced abomasum. J. Am. Vet. Med. Assoc. 1989; vol. 195, n. 4: pp. 464-467. G. Tolasi et al. Riduzione della dislocazione abomasale sinistra (LDA) con tecnica laparoscopica “one-step”. Esperienza di campo. Large Animal Review 2015; 21: 155-161.

  • Agopuntura per cani e gatti? Promossa da uno studio su 119 casi

    Malgrado sia ormai adottata comunemente, e in crescente diffusione, l’ agopuntura veterinaria e i suoi benefici non sempre vengono percepiti in modo unanime. Per questa ragione diventa estremamente prezioso poter osservare delle fonti documentate, studi compiuti sul campo finalizzati a fornire dlele dimostrazioni scientifiche e accertate. Un esempio in tal senso ci viene fornito dai risultati di una ricerca compiuta dalla Facoltà di Medicina Veterinaria e Scienza Animale dell’Università di San Paolo, in Brasile . Introduzione Pubblicata nel 2005 a seguito di un lavoro congiunto iniziato cinque anni prima, la ricerca si è posta come obiettivo la valutazione qualitativa di 119 casi, per verificare l’effettiva utilità dei trattamenti praticati. L’equìpe composta da Ana Laura Angeli , Jean Guilherme Fernandes Joaquim , Eduardo Diniz Da Gama e Stelio Pacca Louireiro Luna ha dunque osservato la risposta da parte dei pazienti, prendendo nota degli esiti riscontrati. Il gruppo preso in esame si componeva sia di casi di sesso femminile (55) che maschile (64) , con un’età media attorno ai 6 anni. Ciò che distingueva particolarmente le singole situazioni, tuttavia, era la natura delle singole patologie: sono stati riscontrati casistiche di origine neurologica , muscoloscheletrica, ma anche legata alla salute della pelle e alle funzioni gastrointestinali. Una serie di situazioni differenti che ha reso necessairo impiegare più metodologie di intervento. Tipologie di trattamento Oltre ad essere impiegata l’agopuntura, sono stati impiegati altri trattamenti quali l’ elettroagopuntura e la moxibustione , nonchè le proprietà di erbe e piante officinali della medicina tradizionale cinese. Un approccio olistico e completo che ha portato a risultati sorprendenti, se si tiene conto del fatto che complessivamente quasi nel 65% dei pazienti ha raggiunto la totale guarigione. Un percorso riabilitativo osservato nel corso di 7 settimane , attraverso una sessione di terapia a settimana della durata di 20 minuti. Un risultato tuttavia che si presta ad un’indagine più approfondita, considerando la diversità delle patologie e dei disturbi riscontrati. Valutazioni e Risultati I pazienti affetti da problemi di natura muscoscheletrica ad esempio, si sono ristabiliti totalmente nel 75% dei casi , una percentuale che raggiunge quasi l’80% se si tratta di casi interessati da problematiche sia neurologiche che muscoloscheletriche. Il fatto che ci sia una prevalenza di casistiche simili non stupisce e, anzi, sono piuttosto comuni quando si parla di cani e gatti. Mediante l’ agopuntura per animali tuttavia, sono stati evidenziati dei progressi significativi su due aspetti differenti. Da un lato, agendo sulla manifestazione del dolore inducendo un effetto analgesico e aiutando a gestirlo, dall’altro, incrementando non solo il numero di endorfine ma anche la vasodilatazione lofcale. Questo ha consentito di ottenere una risposta antinfiammatoria , così da attutire le regidità e restituire un sollievo generale al paziente. Prendendo invece in esame solamente i casi di natura neurologica, è importante sottolineare svolta dagli aghi anche in questo contesto. Il team di ricerca ha infatti riscontrato come l’ agopuntura veterinaria sia stata in grado di lavorare positivamente sugli impulsi e la loro trasmissione, portando ad un recupero del 65,8% dei pazienti affetti da disturbi di questo genere. Conclusione e Approfondimenti All’interno dello studio dell’ Università di San Paolo pubblicato sul sito AGRIS FAO è possibile approfondire ulteriormente le metologie e gli strumenti impiegati, mostrando anche in grafici i dati evidenziati. Una testimonianza che attesta nuovamente come l’agoipuntura possa rivelarsi un’alternativa ricca di benefici e di vantaggi, a fronte di un’assenza di effetti collaterali, se paragonati ad altri rimedi e altri interventi. Una testimonianza che testimoni a come possiamo prenderci cura dei nostri amici “ a quattro zampe ” e proteggerli in modo sempre più efficace.

  • Serata di Discussione Caso Clinico

    S.I.A.V. ha pensato di organizzare una serie di incontri su Zoom per discutere tra noi i casi clinici che affrontiamo nella nostra attività di agopuntori. Spesso di fronte ad una mancata risoluzione del problema, ci domandiamo se stiamo trattando nel modo corretto l’animale o se ci siano altre metodiche da utilizzare che non abbiamo considerato, anche un fitoterapico da introdurre o un cambio di dieta magari … si sa che dall’unione di più menti e dalla riflessione collettiva nascono sempre spunti nuovi e interessanti, pertanto vi proponiamo di unirvi a questa iniziativa che abbiamo voluto chiamare “ Agopuntori in Cerchio ” e che vedrà tutti voi partecipi in prima persona nel dibattito che si svolgerà nel corso della presentazione del caso e vi darà modo di sottoporre voi stessi, se vorrete, il vostro caso clinico irrisolto! Gli incontri si svolgeranno ogni terzo lunedi del mese per un costo di 10 euro , per chi si è iscritto alla SIAV entro il 13-01-2024 la partecipazione è gratuita per tutto l’anno! L’iscrizione per 6 incontri costa € 50,00 Chi volesse proporre il proprio caso clinico non dovrà pagare nulla. Comunicate il vostro caso clinico alla segreteria: siavsegreteria@gmail.com , vi aspettiamo numerosi! Il corpo docenti S.I.A.V.

  • Gli oli essenziali in agopuntura

    (Dott.ssa Chiara Cassis Medico Veterinario diplomato SIAV) Si definiscono piante ad oli essenziali quelle piante che danno una resa percentuale per distillazione da 0,01% al 20%, riferito al peso della pianta fresca. Sono vari, e frutto di molteplici esperienze secolari, i processi con cui si è cercato, nel tempo, di estrarre questi preziosi ingredienti dalle piante. I più importanti metodi che permettono l’estrazione in purezza sono: La distillazione, che è un processo basato sulla trasformazione di un liquido estraente in vapore, con successiva condensazione dello stesso per mezzo di refrigeranti vari. Alla fine del processo avremo due liquidi: l’acqua di estrazione e l’olio essenziale. Questi ultimi verranno separati e raccolti. La distillazione che fornisce un olio essenziale più pregiato è quella in corrente di vapore. La spremitura a freddo, che viene attuata con piante che hanno cellule contenenti oli essenziali molto in superficie, come per l’epicarpo negli agrumi. Tra le funzioni più importanti degli oli essenziali per la pianta, troviamo: l’impollinazione attraverso gli insetti, prevenire l’attacco di insetti predatori, prevenire l’attacco di funghi e batteri, riparare le lesioni subite dalle piante, contribuire alla sopravvivenza della pianta, fungere da riserva di energia e prevenire la disidratazione nei climi caldi e secchi. Negli esseri viventi gli oli essenziali svolgono una versatilità terapeutica molto ampia tra cui l’attività antimicrobica, attività mucolitica ed espettorante, attività spasmolitica, attività diuretica, attività sul sistema nervoso (è stata dimostrata un’attività di tipo serotonico con effetti sulla depressione, sul dolore e sui recettori del GABA), attività analgesica, attività sulla cute con effetti locali quali attività antimicrobica, processi che favoriscono il tessuto di granulazione, attività anestetica, calmante, iperemica, antipruriginosa, antinfiammatoria, antispasmodica. Gli oli essenziali devono essere di ottima qualità e bisogna conoscerne le singole proprietà, tossicità e modi d’uso, a seconda delle singole specie, per evitare reazioni tossiche e trarne vantaggio terapeutico. Olio essenziale di lavanda È una delle essenze più famosa in assoluto, e per ottimi motivi. Ha numerose attività terapeutiche, oltre che un aroma gradevole e una natura delicata. L’olio essenziale di lavanda è uno dei pochi che può essere utilizzato puro, ossia non diluito, senza correre alcun rischio. È un ingrediente indicato per miscele destinate a curare molti disturbi comuni negli animali, tra cui patologie cutanee, con spiccate proprietà antibatteriche e antipruriginose, cicatrizzante, decontratturante ed efficace come sedativo per il sistema nervoso centrale, qualità che lo rende un noto olio calmante. Nelle sedute di agopuntura l’olio essenziale di lavanda, o il rispettivo idrolato – acqua di estrazione, può essere utilizzato all’inizio del trattamento per praticare tecniche di Tuina e per cercare di rendere il paziente più calmo e a proprio agio. Trova impiego anche in tecniche di digitopressione, apponendo una goccia di OE sul punto di agopuntura prescelto, affinché ne potenzi l’effetto terapeutico. Alcuni esempi: BL60 per espletare la funzione antidolorifica GB34 con azione decontratturante su muscoli e tendini GV20 per calmare lo Shen, a scopo sedativo LU7 per placare problematiche cutanee Punti intorno ad una lesione cutanea (tecnica di Circondare il dragone) a scopo cicatrizzante Bibliografia Paolo Bruno, Costanza Giunti, Dario Sotto Corona “Gli oli essenziali in agopuntura – basi teoriche ed esperienza terapeutica”, Ed. Tecniche Nuove, 2013 Kristen Leigh Bell “Aromaterapia olistica per gli animali – guida completa all’impiego di oli essenziali e idrolati con cani, gatti, cavalli e altri animali”, Ed. Enea Edizioni -Macro Edizioni, 2020

  • Crataegus Oxyacantha – L’Angelo Custode del Cuore

    (di Gudi Mayr-Boninsegna) In questi giorni di caldo torrido, la nostra circolazione e naturalmente quella dei nostri animali è molto sollecitata. Soprattutto gli animali più anziani e quelli già stressati soffrono molto il caldo estivo. In MTC l’estate è associata all’elemento Fuoco. Gli animali che hanno molte caratteristiche di questo elemento o squilibri degli Zang Fu del Fuoco soffrono naturalmente in modo particolare il Calore. Naturalmente, i proprietari di cani e i cavalieri sensibili non esporranno i loro animali a un calore eccessivo e li faranno esercitare solo nelle ore mattutine e serali. Tuttavia, la MTC può fornire un supporto per rendere più facile per gli animali affrontare le temperature calde. Da tempo lavoro con le erbe europee, ma vengono utilizzate secondo la diagnosi della MTC. Ogni erba è descritta secondo suo sapore, sua temperatura, suo trofismo e poi ha ulteriori proprietà ed indicazioni. Tutti noi abbiamo sentito parlare del biancospino. È ampiamente utilizzato sia in fitoterapia che in omeopatia. Già nel I secolo d.C. Dioscoride aveva descritto il biancospino come erba per la terapia del cuore. In generale, è considerata un’erba utilizzata come calmante del sistema cardiaco, nervoso e circolatorio. L’effetto è positivamente inotropo e cardioprotettivo e non vi sono controindicazioni. Secondo la  MTC, il biancospino si trova nel gruppo delle erbe calmanti dello Shen, con riferimento a Cuore, Milza, Stomaco e Fegato. Dal punto di vista energetico, questa pianta ha un effetto rinfrescante e agrodolce e quindi tonifica e sostiene il Qi del Cuore, muovendolo e stabilizzandolo. Inoltre, muove lo Xue e calma il Fuoco Vuoto nel Cuore. Le indicazioni cliniche sono l’insufficienza cardiaca, l’affaticamento e le palpitazioni in caso di lieve sforzo e la protezione del cuore in caso di febbre. Soprattutto nei pazienti anziani che soffrono particolarmente il caldo, una combinazione di ortica e biancospino offre un buon aiuto in estate. Il biancospino si trova trasformato in alcuni preparati già pronti. Personalmente, mi piace utilizzare SENIOR FIT dell’azienda EWALIA. ( www.ewalia.com ) Ma può essere utilizzata anche come farmaco singolo. Per i cani uso la tisana, per i cavalli la tintura e per i gatti preparati omeopatici a bassa potenza. BIBLIOGAFIA : Virginia Poetzsch – SMS – Western Herbs and TCM – 7/8 11 20 – (german edition) Susanne Kirsten – Western Herbs and TCM – Course 2020-22 (german edition) H. Magel W.Prinz S.v.Luijk – 180 westliche Kräuter in der cinesischen Medizin – Thieme Verlag

  • Gli oli essenziali nell’animale anziano

    (Dott.ssa Chiara Cassis, Medico Veterinario diplomato SIAV) I nostri animali possono godere di una vita sempre più lunga, perché conducono una vita sempre più sana e rispettosa delle loro esigenze. Sempre più spesso i proprietari di animali sono attenti alle loro esigenze, rispettando una sana e corretta alimentazione e facendo fare attività specifiche per età, specie e razza.Come abbiamo già avuto modo di vedere, gli oli essenziali grazie alle loro proprietà, possono essere utilizzati, con le dovute cautele, in ambito veterinario. Ricordo che gli animali sono più sensibili all’utilizzo degli oli rispetto all’uomo e che alcuni risultano tossici, anche in maniera differente tra cane e gatto, motivo per cui è bene studiarne le proprietà prima dell’utilizzo. Un’altra accortezza è valutare se l’animale assume farmaci per evitare eventuali interazioni. Tra le modalità di utilizzo più comuni troviamo la diffusione nell’ambiente, l’assorbimento per via orale e l’utilizzo topico.Tra le problematiche più comuni nell’animale anziano troviamo sicuramente i problemi articolari e i disturbi cognitivi. PROBLEMI ARTICOLARI In questo caso gli oli possono ridurre il dolore, l’infiammazione e la rigidità. Possono essere utilizzati olio di lavanda e camomilla (1-2 gocce ciascuno diluite in olio puro di cocco inodore) per una tecnica di massaggio Tuina, stretching o massaggio fisioterapico.In agopuntura 1-2 gocce di lavanda e camomilla possono essere utilizzate in digitopressione su punti specifici come ad esempio BL60, SI3 o BL23 o altri punti a seconda del comparto osseo coinvolto.Si consiglia sempre la diluizione per uso topico (ad esempio in olio di cocco inodore), a maggior ragione nel gatto, specie in cui la tossicità per gli oli essenziali è più elevata. È inoltre utile prima di applicare l’olio verificare che l’animale non manifesti segni di disagio, facendolo annusare preventivamente. DISTURBI COGNITIVI Negli animali anziani si può sviluppare una demenza senile che si manifesta con stato confusionale, alterazioni sonno-veglia, deambulazione senza meta in casa. In questi casi si potrebbe diffondere nell’ambiente una miscela rilassante composta da 5 gocce di olio di lavanda e 3 gocce di olio di camomilla in 100 ml di acqua, tre volte al giorno. La diffusione deve avvenire tramite diffusori ad ultrasuoni, in una stanza o nel Kennel, verificando precedentemente che l’animale non abbia manifestato disagio all’olfattazione dell’olio proponendo la boccetta aperta.La prima volta la diffusione dovrebbe durare circa 10 minuti, per verificare il comportamento dell’animale.Si possono in alternativa, diffondere arancia e lavanda per favorire il sonno.In agopuntura topicamente con 1-2 gocce di arancia e lavanda in digitopressione su PC6 e GV20.Durante il giorno si possono applicare 1-2 gocce di olio di Incenso (utile per disturbi neurologici) su GV20. Bibliografia Autori vari, “Modern Essentials Manuale”, 11a edizione casa editrice Aromatools Paolo Bruno, Costanza Giunti, Dario Sotto Corona “Gli oli essenziali in agopuntura – basi teoriche ed esperienza terapeutica”, Ed. Tecniche Nuove, 2013 Kristen Leigh Bell “Aromaterapia olistica per gli animali – guida completa all’impiego di oli essenziali e idrolati con cani, gatti, cavalli e altri animali”, Ed. Enea Edizioni – Macro Edizioni, 2020

  • Il Tè come strumento curativo nella MTC

    (di Eleonora Murdaca) In origine il tè fu medicina.La storia di questa incredibile pianta è infatti indissolubilmente legata a quella della medicina tradizionale cinese, e affonda le sue antiche radici nel mito e nella leggenda. Inizialmente le sue foglie venivano mangiate a scopo curativo, ma con il passare dei secoli il tè divenne una bevanda e si sviluppò la complessa cultura medica, formale, estetica e sociale che ancora oggi lo caratterizza. Gli antichi guaritori cinesi credevano che l’essenza e lo spirito della Grande Madre fluissero dal centro della terra nei minerali e nelle piante, e che quelli con i colori più vividi possedessero il maggior quantitativo di energia vitale, e fossero quindi più indicati a mantenere e ripristinare la salute.La giada ad esempio era considerata molto potente grazie alle sue accese sfumature di verde. Fu forse il colore verde brillante delle giovani e tenere foglie di tè ad attrarre i guaritori, ed è probabilmente questa la ragione per cui il tè in Cina è da sempre paragonato a giada liquida. Sappiamo che il tè iniziò ad essere usato in Cina molti secoli prima di Cristo a scopo medicinale.La leggenda narra che il tè fu scoperto nel 2737 a.C. dal mitico imperatore Shen Nong, un eroe leggendario, considerato inoltre il padre dell’agricoltura e della medicina cinesi e l’inventore dell’agopuntura.Sheng Nong provò su di sé ogni tipo di pianta e prodotto medicinale, e ne venne intossicato molte volte, ma ogni volta riuscì a rimettersi in buona salute grazie alla pianta del tè.Nelle opere delle dinastie Ming e Qing era scritto “Sheng Nong sperimentò centinaia di erbe e un giorno venne intossicato da 72 sostanze tossiche, che furono tutte curate con il tè”.Ma come scoprì le proprietà benefiche di questa incredibile pianta? Si racconta che un giorno stava bollendo dell’acqua per uno dei suoi molti esperimenti, quando delle foglie di un albero vicino caddero nell’acqua. Incuriosito l’imperatore assaggiò, dichiarando: “da ciò che il Cielo ci invia scaturisce in noi l’armonia”. A partire dalle sue origini mitiche il tè diventò sempre più importante nella pratica medica e nella cultura cinesi, al punto da essere considerato una delle 7 necessità quotidiane e un pilastro imprescindibile della longevità. Cheng Cangqi, un grande esperto di medicina della dinastia Tang, nel suo testo Bencao Shiyi (Supplemento alla materia medica), arriva ad una conclusione incisiva circa le proprietà curative del tè: “Il tè è la cura delle 10000 malattie”. La ricerca scientifica contemporanea ha confermato l’antica saggezza cinese, dimostrando i numerosi e variegati effetti benefici del tè, dovuti alla sua straordinaria biochimica, capace di declinarsi in modo unico per ogni categoria cromatica e per ogni tipologia di tè. Sulla base dei principi della MTC è possibile classificare le varietà di tè secondo i loro effetti e utilizzarle in maniera mirata, applicando i concetti di Yin/Yang e la dinamica dei 5 elementi/sapori. I diversi tipi di pianta e i differenti metodi di lavorazione hanno portato, in Cina, alla classificazione in 6 categorie in base al colore del liquore in tazza, ognuna delle quali può essere ricondotta ai concetti di Yin e Yang (azione rinfrescante o riscaldante): Tè Verde – YinTè Bianco – YinTè Giallo – YinTè Rosso – YangTè Nero (fermentato, Pu’Ehr) – YangTè Wu Long (Oolong) – Yang Inoltre, secondo la teoria dei 5 sapori è ulteriormente possibile valutare ogni tipo di tè in base alla sua azione su specifici organi e patologie.In Cina si dice che ci siano più tè sulla terra che stelle nel cielo, ed è quindi certo che ognuno possa trovare la varietà più adatta alla propria costituzione e alle necessità del momento. Oltre alla capacità di ristabilire e mantenere la salute grazie alle proprietà del suo infuso, non dimentichiamo però anche l’importante funzione armonizzante che la preparazione stessa di una tazza di tè può avere nel nostro quotidiano. L’ideogramma cinese per indicare il tè è 茶 e si pronuncia cha.E’ composto da 3 parti: La parte superiore significa erba, piantaLa parte centrale rappresenta una persona, un essere umanoLa parte inferiore significa legno, albero, o “essere radicati, avere radici”. Quindi il vero significato del termine cha è “la pianta che dà agli esseri umani un senso di radicamento o equilibrio”, o più semplicemente “armonia dell’uomo con la natura”. Esiste un detto in Cina che esplicita il significato nascosto nell’ideogramma e recita: “Il tè porta la natura nella società degli uomini” . Si tratta quindi di una pianta in grado di creare un armonioso collegamento fra macrocosmo e microcosmo, non solo grazie alle sue proprietà benefiche, ma anche grazie al rituale della sua preparazione.Ogni tazza, per quanto frugale sia, ricrea il grande nel piccolo, e viene preparata ricercando l’armonia dei 5 elementi:Metallo: il bollitore per l’acquaTerra: la teiera (che in Cina è considerata il padre del tè)Acqua: l’acqua per l’infusione (che in Cina è considerata la madre del tè)Legno: le foglie di tèFuoco: il fuoco/calore per scaldare l’acqua Ecco quindi che ancora oggi, dopo migliaia di anni, il tè rimane un prezioso supporto terapeutico a disposizione di tutti noi, una cura per il corpo e un balsamo per l’anima, un momento di armonia, quiete e ricalibramento delle nostre energie. E poi, ultimo ma non meno importante, il tè è buono e appaga i nostri sensi ad ogni sorso!Avete forse bisogno di altro per correre a prepararvi una buona tazza di tè? BIBLIOGRAFIA E.Minelli, “La dietetica nella Medicina Tradizionale Cinese”, Jaca Book Solala Towler, “Cha Dao – The way of tea, tea as a way of life”, Singing Dragon James A.Benn, “Tea in China – A religious and cultural history”, University of Hawai’i Press Ling Yun, “Tao of Chinese tea – A cultural and practical guide”, Reader’s Digest Runjin Wu, Erica Alice Haase, “Il benessere con il tè – Yin-Yang e i cinque elementi nell’utilizzo terapeutico del tè”, Tecniche Nuove

  • Conservare gli Oli Essenziali: Consigli e Suggerimenti

    Gli oli essenziali sono impiegati regolarmente nei trattamenti di agopuntura veterinaria, ed è importante sapere come conservarli al meglio, al fine di preservarne virtù e benefici. Spesso, infatti, si rischia di rovinare i composti di essenze a seguito di mancata attenzione, trascuratezza verso piccoli dettagli a cui non viene attribuita la dovuta importanza. Composizione degli Oli Essenziali In ambito fitoterapico è largamente condiviso come l’utilizzo di un olio essenziale , possa rivelarsi estremamente utile per i pazienti. Questo accade perché le gocce concentrate agiscono in maniera tempestiva, con una risposta quasi immediata al contatto con le mucose e con l’epidermide, e le molecole vengono immesse nel flusso sanguigno altrettanto velocemente. Resteranno all’interno dell’organismo per circa sei ore, dopodichè verranno eliminate naturalmente. Il liquido alla base degli oli essenziali, infatti, possiede una grande volatilità una volta esposto all’ambiente, ma non bisogna cadere in facili generalizzazioni. La composizione, la scelta degli ingredienti, può presentare delle peculiarità a seconda del singolo caso. Ragion per cui malgrado la maggior parte degli olii essenziali presenti proprietà antisettiche e antibatteriche, non è detto che il deterioramento interessi ogni olio allo stesso modo. Vale però come regola generale che ogni composto, se opportunamente conservato, può mantenere la propria azione invariata per 12 mesi circa . Tipologia e Conservazione Si tratta tuttavia di una misura certamente molto indicativa.Nel caso di essenze derivanti da agrumi , come nel caso del bergamotto , la durata non si discosta da quanto detto finora. Diversamente ci sono però anche casi come quello del sandalo o del patchouli , entrambi in grado di preservarsi fino ad un periodo di 6 anni ; una durata di preservazione ancora differente rispetto a quella della salvia o della valeriana , il cui periodo raggiungere i 4 anni e mezzo di conservazione . Per quanto riguarda invece alcune essenze molto diffuse, come gelsomino , lavanda e timo , gli oli essenziali presentano un deterioramento dopo i 3 anni e mezzo circa . Chiaramente questi sono soltanto alcuni consigli utili, accorgimenti preziosi per conservare gli oli essenziali nel miglior modo possibile. Si raccomanda comunque di prendere sempre visione di quanto indicato sulla confezione, qualora venissero indicate delle istruzioni specifiche, così da chiarire qualsiasi dubbio in proposito. Contenitore e Materiali Il contenitore dev’essere in grado di conservare gli olii essenziali senza cambiarne in alcun modo le caratteristiche.Per questa ragione dei flaconi in plastica o in altri materiali, come ad esempio il legno, rischierebbero di entrare in contatto con il contenuto. Il flacone in vetro invece, non entra in alcun modo in reazione con le molecole, mantenendolo inalterato.Normalmente si trovano in commercio flaconi idonei già costituiti in vetro , e solitamente si presentano in una gradazione più scura . Si tratta di un accorgimento necessario, studiato per evitare che gli ingredienti fotosensibili vengano intaccati da fonti luminose artificiali o dal sole . Anche nel caso in cui i flaconi siano effettivamente in vetro scuro, è sempre bene cercare di evitare l’esposizione diretta, riponendoli in un luogo il più possibile scuro. Idoneità dell’Ambiente Conservare gli oli essenziali in contenitori specifici rischia di rivelarsi insufficiente, tuttavia, qualora venga scelto un l’ambiente privo delle giuste caratteristiche. Solitamente si consiglia sempre di prediligere spazi riparati, freschi, dove l’umidità presente non sia particolarmente sentita. La temperatura dopotutto è uno dei fattori più importanti da tenere in considerazione: se gli oli essenziali venissero esposti a d un calore superiore ai 31°C o se al contrario riposti in ambiente troppo freddo ( meno di 6°C ), le proprietà del composto ne uscirebbero alterate. Meglio quindi optare per una posizione che non sia né troppo vicina ad una fonte esterna (come ad esempi vicino alle porte o agli infissi), né tantomeno all’interno di mobili, armadi o ripiani che siano in corrispondenza di termosifoni, caminetti o altre fonti di calore . Può apparire quasi superfluo sottolineare questo aspetto, ma il nemico principale di una corretta conservazione degli oli essenziali è dato proprio dall’aria stessa . Se i contenitori venissero lasciati aperti troppo a lungo, il liquido vedrebbe le proprie caratteristiche rovinate a causa dell’ossidazione. Per questa ragione, al fine di evitare che l’olio essenziale scelto diventi inservibile, si rimanda sempre ad una chiusura accurata. Sigillando opportunamente il flacone dopo ogni utilizzo, come illustrato precedentemente,  l’olio potrà essere utilizzato ancora a lungo, mantenendo le sue proprietà ancora efficaci .

  • La dieta per l'autunno 秋

    di (Eliana Amorosi, DVM, SIAV) Siamo in autunno ( Qiu ): lo testimoniano le foglie sugli alberi che assumono in questa stagione varie tonalità di giallo, arancione, rosso, marrone e cadendo a terra formano il caratteristico “foliage”. Secondo la Medicina Tradizionale Cinese questo periodo dell’anno è correlato all’elemento Metallo . È il momento in cui l’energia viene riportata verso l’interno, dallo Yang allo Yin, dopo il periodo estivo dominato dal dinamismo dell’elemento Fuoco. Polmone ( Fèi ) e Grosso Intestino ( Da Chang ) fanno parte del movimento Metallo e sopportano male la secchezza, che rappresenta la loro energia cosmopatogena, ovvero l’aspetto climatico che può ledere l’equilibrio dei due organi. Talvolta anche l’umidità può danneggiare il Polmone e dunque può essere necessario contrastarla nei soggetti in cui c’è la tendenza ad accumularla. Secchezza e talvolta umidità sono le energie patogene che ci troviamo a combattere nella stagione autunnale e che possono causare problematiche respiratorie di forma diversa, caratterizzate dalla secchezza piuttosto che dalla formazione di catarri. Vediamo allora come possiamo aiutare, tramite la dietetica cinese, il Polmone dei nostri animali ad affrontare al meglio la stagione autunnale. Il sapore amaro Innanzitutto il passaggio dallo Yang dell’estate allo Yin dell’autunno, è agevolato dal sapore amaro ( ku ) , perché questo dirige l’energia verso il basso e verso l’interno, rispecchiando la tendenza dell’elemento rappresentante la stagione ed è utile per restare in sintonia con le energie proprie della stagione stessa. Fig.1: per favorire il movimento di interiorizzazione tipico del Metallo è utile assumere il sapore AMARO che in quantità moderata: 1. dirige in basso e all’interno e armonizza il Qi del Polmone 2. tonifica lo Xing del Cuore, disperso durante l’estate 3. previene la formazione di catarri in quanto disseccante. Un po’ di amaro aiuta il Qi del Polmone nella sua azione, contrastando un eventuale Qi controcorrente che si manifesta con sintomi come la tosse e previene la formazione di catarri. Inoltre, essendo l’amaro il sapore associato al movimento Fuoco, tonifica l’energia del Cuore, che può essersi dispersa dopo il periodo estivo. Ritroviamo l’amaro in cibi come cavolo nero, cicoria, tarassaco, radicchio, timo, salvia, sedano, quinoa e segale . Naturalmente l’amaro non piace troppo all’animale (e spesso neanche a noi!), ma è sufficiente introdurre una piccola quantità di un alimento di sapore amaro, mescolandolo bene al resto, per stemperarne il sapore e ottenere l’effetto ricercato. Il sapore piccante Secondo la dietetica cinese, inoltre, il sapore correlato al Metallo è il piccante ( xin ) : questo perchè tale sapore è utile per contrastare la tendenza, propria del movimento, a interiorizzare e chiudersi in sè stesso. Imprimendo attraverso il piccante una direzione verso l’esterno all’energia del corpo (e della mente…) evitiamo che il nostro Polmone esageri nella sua naturale interiorizzazione, che nella stagione in cui è più attivo potrebbe risultare eccessiva e compromettere l’equilibrio dell’organismo. Ed ecco quindi che in autunno sono di stagione verdure come finocchi, cavolfiore, broccoli, cavolo nero , che avendo sapore piccante aiutano in questo senso il soggetto ad aprirsi verso l’esterno, a portare fuori eventuali patogeni come il freddo, che in questo periodo possono penetrare all’interno del corpo. Non solo: visto che in medicina cinese corpo e mente sono strettamente legati, il piccante può aiutare anche a liberarsi di emozioni e sentimenti trattenuti e bloccati , dal momento che è un sapore con una tendenza Yang che fa circolare il Qi e pertanto agevola l’eliminazione di stasi energetiche, fisiche e psichiche! Attenzione però a non esagerare con il piccante: nella medicina cinese vige sempre la regola della moderazione e, di conseguenza, se si assume troppo piccante si finisce per disperdere proprio l’energia del Polmone. Negli alimenti ritroviamo il sapore piccante, oltre che nei cavoli e nel finocchio precedentemente citati, ad esempio in tutte le spezie e le erbe aromatiche, che possono essere aggiunte in piccola quantità alla ciotola , ancora meglio se sono del nostro orto o crescono sul nostro terrazzo. Basta una punta di cucchiaino di rosmarino, timo, maggiorana, menta, basilico, aneto, origano o quello che il vostro animale preferisce, per imprimere alla loro ciotola il giusto dinamismo energetico, senza bisogno di mettere il peperoncino che sarebbe un piccante eccessivo! Il colore bianco Anche il colore ha la sua valenza nella dietetica cinese e allora in questa stagione assumeremo qualche alimento bianco visto che il bianco è il colore associato per analogia al Polmone: cavolfiore, finocchio, ravanello, pera, riso bianco, yogurt, tofu sono tutti alimenti utili per tonificare il Qi del Polmone, grazie alla loro caratteristica cromatica. I semi come tonico del Jing Fig.3: tutti i semi sono associati al Rene e tonificano il Jing, ma i semi di girasole lavorano anche sulla Yuan Qi del Polmone. Infine se vogliamo agire sull’energia più profonda dell’organo Polmone, in questa stagione possiamo aggiungere alla ciotola qualche seme di girasole: tutti i semi aiutano a tonificare il Rene e il Jing , ma ogni seme ha un tropismo per un particolare organo e nel caso del Polmone si tratta dei semi di girasole . Ricordatevi però di sminuzzarli o ancora meglio di pestarli prima di aggiungerli agli altri alimenti per permettere che vengano assimilati in maniera corretta dall’animale. La natura  o capacità termogenetica Visto che siamo nel periodo Yin dell’anno e quindi il freddo inizia a farsi sentire, attenzione anche alla natura (o capacità termogenetica) degli alimenti: favoriamo alimenti di natura neutra-tiepida e prediligiamo le tecniche di cottura alle preparazioni crude. Possibilmente prediligeremo cibi che crescono e maturano dove viviamo e nella stagione in corso, perchè questo li rende più ricchi di Jing e più in sintonia con la nostra energia. Bibliografia: Fabrizia Berera, Gabriela Crescini, Emilio Minelli: “LE CINQUE VIE DELLA DIETETICA CINESE” (EDIZIONI red!) Franco Bottalo- Annarita Aiuto: “ALIMENTAZIONE TAOISTA IN MEDICINA CINESE” (XENIA EDIZIONI) Lucio Sotte, Massimo Muccioli et al.: “DIETETICA CINESE” (EDIZIONI CEA)

  • Dietetica Cinese per Piccoli Animali: Una Via Percorribile per il Loro Benessere

    Prendersi cura di piccoli animali domestici non significa intervenire solamente nel momento del bisogno. Avvalersi dei giusti rimedi, come dimostrano i trattamenti di agopuntura, è una scelta consigliabile, ma non si deve trascurare il discorso della prevenzione. Curare l’aspetto alimentare, ne è un esempio . Anche in ambito veterinario . Soprattutto se si sceglie di far combaciare i vantaggi di un corretto regime alimentare, con le proprietà e le virtù tipiche della dietetica cinese. Ed è proprio questa la direzione in cui si è sviluppata la tesi della Dottoressa Fabrizia Cantaluppi . Un invito a considerare la dietetica cinese e la filosofia orientale alle sue origini , come una soluzione di continuità dove l’attenzione per la medicina, incontra gli strumenti e le metodologie più moderne, restituendo un caso di studio da prendere come riferimento. Scopi del Lavoro e Metodologie La tesi si è focalizzata sullo studio di otto pazienti. In ognuno dei casi analizzati è stato seguito un percorso strutturato sulla base della dietetica cinese, a partire dai valori nutrizionali e a seconda del contesto specifico . Attenersi alle regole della medicina cinese significa tuttavia anche tenere conto delle stagioni e dei requisiti a livello energetico , un insieme di fattori che ha portato al calcolo preciso delle razioni da integrare per ogni paziente. Un progetto, dunque, che si pone come obiettivo quello di riportare l’importanza della nutrizione e della dietetica cinese nella cura dei propri animali domestici, ma non solo. Rappresenta anche un’occasione per approfondire conoscenze già maturate sull’argomento, adottando una prospettiva differente . Dopo i primi capitoli iniziali, volti a consolidare gli elementi di base inerenti la filosofia dietetica, passa in rassegna anche le informazioni rese accessibili dagli studi della dietetica occidentale. Una panoramica necessaria per poter comprendere al meglio gli obiettivi e soprattutto, le informazioni necessarie affinchè vengano applicati correttamente i princìpi della dietetica cinese. Conclusioni   La riconferma delle premesse iniziali, si traduce in una serie di considerazioni finali, in cui la Dr.ssa Cantaluppi evidenzia le singole peculiarità di ogni paziente, tutti però accomunati da un recupero positivo in termini di condizione energetica. Un motivo in più per approfondire la lettura e scoprire tutte le proposte a livello di ricette . Si tratta di una raccolta di schede dettagliate, in cui sono riportate diverse considerazioni, sulla base delle proprietà e degli effetti correlati. Un insieme di accorgimenti utili che si mantengono anche a livello pratico, su come procedere con i vari passaggi, in modo da ottenere gli stessi risultati , per tutti coloro che desiderano cimentarsi a loro volta. Approfondimenti Potete approfondire la lettura de “ La Via della Dietetica Cinese nei Piccoli Animali ”, della Dr.ssa Fabrizia Cantalupp i , mentre per tutte le altre informazioni, relative ai corsi, alle iscrizioni e alle modalità di partecipazione si invita a prendere visione della Brochure, oppure contattare S.I.A.V attraverso l’indirizzo siavsegreteria@gmail.com

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