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- I prodotti naturali
(Maria Cristina Marotti Campi, DVM.) In preparazione all’uso di tutti i prodotti naturali che la natura ci offre e che noi Veterinari esperti in Medicina Tradizionale Cinese possiamo sfruttare ampiamente grazie a tutte le caratteristiche aggiuntive rispetto alla sola componente chimica, è bene anche sapere qualche regola. In Italia da qualche anno, vista la crescente richiesta di erbe aromatiche, erbe officinali e erbe medicinali e i loro relativi prodotti come gli oli essenziali, oleoliti ecc, si è molto sviluppata la coltura di varie specie. Molte erbe che usiamo comunemente in cucina già sono presenti da tanto nel nostro territorio mediterraneo come il basilico, l’origano, l’alloro, il timo e il rosmarino; altre stanno emergendo visti i loro svariati impieghi. Noi veterinari spesso ignoriamo la filiera produttiva e tendiamo a cercare prodotti già finiti prodotti industrialmente. In realtà la filiera dal produttore al consumatore è ricca di leggi complesse che al giorno d’oggi sono Europee (non solo Italiane) che mirano a controllare la qualità del prodotto finale. Il contadino deve essere proprietario di un’ Azienda Agricola (dettaglio banale ma, oltre allo sgravo fiscale, permette determinate procedure) e può coltivare tutte le erbe officinali presenti nella lista del Ministero della Salute (per quelle psicotrope come cannabinoidi e oppio ci sono procedure a parte) previa registrazione con apposito codice ATECO. Può raccogliere l’erba e venderla alle industrie o laboratori specializzati; se vuole essiccarla deve avere a disposizione un locale adibito e che rispetta standard minimi di GMP (Buone Pratiche di Fabbricazione) o, se per uso alimentare, anche di HACCP (lavabile, con aria che circola, isolato da altre zone…) con un responsabile laureato (anche in veterinaria) che lo certifichi. L’agricoltore NON può vendere l’erba essiccata per uso alimentare direttamente se non ha un laboratorio adibito al confezionamento. Fanno eccezione i banchetti che si vedono per strada dove il produttore vende direttamente al consumatore poche quantità e saltuariamente. L’integratore alimentare a base di erbe, in forma di estratti, tinture, compresse, opercoli, sciroppi e tisane, segue procedure simili ai farmaci e deve essere confezionato in stabilimenti autorizzati dal Ministero della Salute. Dal momento che vengono confezionati, si parla di trasformazione e questa deve seguire una serie di procedure per essere certificata: deve appartenere alle erbe autorizzate dall’Unione Europea, deve essere seguito da una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) con verifica e si deve avere un tecnico laureato che segua la procedura di confezionamento secondo l’HACCP. Stesso discorso vale per gli Oli Essenziali per i quali ci sono diverse trasformazioni, che quindi richiedono laboratori e macchinari autorizzati, soprattutto se per uso come integratore alimentare. Molto importante è anche l’ etichettatura, per cui si può incorrere in gravi sanzioni se non corretta. Per quanto riguarda infatti i prodotti a base di erbe dobbiamo sempre fare attenzione che siano prodotti destinati all’alimentazione nel momento in cui li vogliamo prescrivere. Ci sono moltissimi oli o estratti, che possono essere usati in cosmesi o come prodotti per la casa o biocidi, che non seguono le stesse procedure di controllo dal produttore al consumatore. L’erborista è autorizzato a vendere il prodotto tal quale, ma non può confezionarlo se non in sacchetti sfusi, proprio perché subirebbe una cosiddetta “trasformazione” e quindi dovrebbe seguire tutti i processi di certificazione ed etichettatura. Il farmacista può fare preparazioni galeniche da prodotti già confezionati. Questo ci fa dedurre che noi, come veterinari , non possiamo “trasformare” né vendere alcun prodotto che non sia etichettato, mentre possiamo prescrivere preparazioni galeniche o prodotti finiti da altre aziende e dare istruzioni sull’uso visto che, soprattutto per gli integratori alimentari e le erbe in erboristeria, non sempre viene indicato il dosaggio. È anche nostra responsabilità spiegare gli eventuali effetti collaterali, tossicità o interazioni con altri farmaci. Da notare, inoltre, che se l’etichetta è corretta, negli integratori alimentari o tisane o oli essenziali non si può far riferimento alla cura di nessuna patologia in particolare (dicitura che spetta ai farmaci) ma si può far riferimento solo all’azione benefica su un determinato apparato o sindrome in senso lato (ad esempio “aiuta alla digestione” o “benefica per forme respiratorie” …). Se infatti chiediamo al farmacista di etichettare la nostra formula di una tintura (l’erborista non lo farà generalmente) è bene suggerire un nome che richiami ad una patologia ma non la specifichi, ad esempio “Tintura per Pluto in estate” oppure “Tintura per calmare Silvestro” invece di specificare “per diarrea, per colpi di calore, per ansia da separazione”. Non dobbiamo avere paura di prescrivere prodotti naturali, ma dobbiamo essere coscienti di quello che prescriviamo ed assicurarci di non dare in mano a proprietari prodotti nocivi o di scarsa qualità e inoltre avvertirli di tutti gli eventuali effetti collaterali. Almeno noi dobbiamo sapere che “naturale” non significa sempre innocuo , soprattutto perché studiamo le incredibili proprietà che questi prodotti possono avere. Tratto da YouTube: “Seminario:Aspetti regolatori della produzione di piante officinali in filiera corta” (UNIMONT)
- Una tisana con erbe occidentali per i cambi repentini di temperatura stagionali
(Maria Cristina Marotti Campi, DVM, S.I.A.V.) Con questo clima bizzarro dove si passa da venticinque gradi a dieci gradi in poche ore, noi, come i nostri animali, fatichiamo ad adattarci e i più sensibili potrebbero soffrire dell’attacco del VENTO-FREDDO come Xie Qi (patogeno esterno) se il loro corpo non è pronto.Come sappiamo, il macrocosmo e quindi anche il clima non può prescindere dalla nostra visita e sicuramente da quando pratichiamo Medicina Cinese ci facciamo caso analizzando i nostri pazienti.In animali senza particolari problemi apparenti, ma che tendono a soffrire il freddo, soprattutto in questa stagione di cambiamenti dove magari non hanno fatto in tempo a mettere una folta pelliccia, potrebbe capitare di avere scolo dal naso chiaro e trasparente o ipermotilità intestinale che può sfociare in feci non formate o addirittura diarrea da freddo (non formata e non con forte odore). Come diagnosi secondo la medicina cinese il nostro paziente si potrebbe presentare con uno Shen leggermente abbattuto o più irrequieto del solito, scarso appetito (o rifiuto di mangiare per quelli più sensibili), lingua sottile o gonfia (a seconda della causa sottostante), con probabile presenza di induito biancastro, di solito di colore chiaro o violaceo, polsi lenti e a volte a corda se presenti dolori addominali, ricerca del calore, atteggiamento rannicchiato su superfici morbide e calde, poca propensione ad essere palpato. Alcuni animali potrebbero presentare scolo chiaro, starnuti (o starnuto inverso senza scolo in alcune razze), dolori addominali lievi (stiramenti frequenti).In generale di solito alla base in questi pazienti c’è probabilmente un vuoto di QI o Yang o addirittura Jing di KD con un Vuoto di Qi di LU-LI ma la ricetta che proporrò sarà per la fase acuta del problema, quindi in una manifestazione di Pieno , e per un benessere quasi immediato del paziente.Per prescrivere delle erbe è molto importante avere chiara una diagnosi visto che il preparato verrà ingerito e dobbiamo essere sicuri di non sbagliare soprattutto le temperature delle nostre erbe. Una tisana di facile reperibilità in erboristeria (dove l’esperto erborista bilancia il mix) potrebbe essere così composta: FINOCCHIO, ANGELICA ARCHANGELICA, TIMO e ZENZERO oltre alla CANNELLA che va chiesta a parte. La CANNELLA preferisco metterla a parte in quanto si mettono solo un paio di pezzettini alla volta e si potrebbe omettere in caso di dubbio di un Calore-Vuoto nel nostro paziente; inoltre è consigliabile usarla solo per un paio di giorni al massimo in questi casi. La tisana si prepara come una tisana per noi, con un cucchiaio da minestra di mix in 500 ml di acqua bollente, lasciato in infuso per 8-10 minuti . Una volta raffreddata la tisana si può somministrare al paziente in siringa senz’ago in misura di circa 0,5 ml/kg direttamente in bocca per un immediato effetto. Il resto della tisana si può conservare in frigorifero un paio di giorni o bere noi stessi magari con un po’ di miele. Potrebbe portare a una scarica di diarrea repentina o urina lunga per espellere il Freddo, ma il sollievo dovrebbe essere immediato, così come il ritorno dell’appetito e la remissione dei sintomi colici. Per il muco potrebbero essere necessarie fino a tre-quattro somministrazioni SID (la Cannella solo per un paio di giorni). Il trattamento è ad effetto e, volendo trattare un Pieno, il risultato deve essere quasi immediato, altrimenti se il Patogeno Esterno penetra all’Interno si dovrà ricorrere ad altri trattamenti. Questo è un rimedio che uso sempre in questo periodo per il mio cane, che non sopporta l’arrivo del freddo in questa stagione. Bibliografia Maria Cristina Marotti Campi, 2022 “Introduzione alla fitoterapia con erbe occidentali secondo la medicina veterinaria cinese” (tesi SIAV, XIV corso) Thomas Avery Garran, 2008 “Western Herbs according to Traditional Chinese Medicine” Aiutan Ma, 2016 “Clinical Manual of Chinese Veterinary Herbal Medicine” Carlo di Stanislao e Leonardo Paoluzzi,1990 “Phytos Piante medicinali Fitoterapia Energetica” Lucio Sotte, 1992 “Farmacologia Cinese, La Fitoterapia. Principi, Preparazioni e Uso dei Rimedi Vegetali”
- La Cromopuntura
(Dott.ssa Chiara CassisMedico Veterinario diplomato SIAV) Tutte le radiazioni luminose hanno effetti biochimici e biofisici sulla materia organica ed inorganica in rapporto alla natura ed alla lunghezza d’onda della radiazione.Il nostro corpo assorbe il colore in vari modi. In questo contesto consideriamo l’assorbimento del colore da parte di quei punti particolari che si trovano sulla cute: i punti di agopuntura.È Peter Mandel , ideatore della cromopuntura , che trasferisce il trattamento con il colore sui sistemi dei meridiani della MTC (medicina tradizionale cinese).Questa impostazione si appoggia sulle scoperte del biofisico A.Popp, il quale dimostra che la cellula (il dna nella sua fase di replicazione) emette biofotoni. Si tratta di emissioni elettromagnetiche molto deboli, messaggi inviati e ricevuti dalle cellule e da esse decodificatiin segnali biologici. Questa trasmissione avviene per risonanza. A questo punto si può dire che stimolare i punti di agopuntura con fasci di luce coloratapermette di modificare un assetto energetico disarmonico, tipico di un organismo che ha un disturbo; è come se i punti fossero dei cancelli d’entrata dove i canali energetici, meridiani, nel loro percorso, si portano verso lo strato più superficiale della cute, e dove il fascio coloratopuò entrare più facilmente ed inviare l’informazione armonizzante.Secondo la medicina tradizionale cinese ogni organismo è costituito da energie Yin e Yang , che agiscono come i poli negativi e positivi nell’elettricità, determinando un equilibrio nell’essere vivente. Qualora ci fosse uno squilibrio, la patologia potrebbe determinare uno spostamento più verso lo Yin o verso lo Yang: si può quindi agire utilizzando i colori sui punti diagopuntura. Ogni punto di agopuntura ha infatti un aspetto Yin e Yang e l’utilizzo del colore deve andare proprio in questo senso: qualora lo squilibrio energetico fosse Yin bisogna utilizzare un colore Yang e viceversa. L’apparecchiatura Nella cromopuntura si ricorre ad uno speciale attrezzo formato da un apparecchio generatore di luce, un conduttore luminoso e una lente cromatica che funge da filtro e seleziona il coloreda proiettare; la parte finale dell’apparecchiatura si presenta come un manipolo a forma dipenna, che viene impugnato dal terapeuta. La penna è corredata da 7 punte in cristalli diquarzo, ognuno del colore specifico.Esistono alcuni apparecchi che consentono, una volta stabilita la lunghezza d’onda, dicambiare anche la frequenza, ovvero il tipo di pulsazione con cui essa colpisce e stimola ilpunto. A seconda del tipo di frequenza che si sceglie, cambia l’ambito di applicazione dello stesso colore. L’applicazione La cromopuntura interviene su punti specifici dell’agopuntura cinese (altre volte si fa riferimento alla riflessologia, allo shiatsu e ai chakra della medicina ayurvedica), irradiando da un minimo di 30 secondi ad un massimo di 1 minuto le zone cutanee interessate. La durata complessiva del trattamento è di circa 50 minuti, ma può andare fino ad un’ora e anche di più. Le sedute necessarie sono da 3 a 10, possono essere fatte anche tutti i giorni, per poi farle a giorni alterni, fino a distanziarle una volta alla settimana. L’utilizzo dei colori nella MTC Rosso : Cuore e Intestino Tenue, Pericardio e Triplice Riscaldatore. Movimento Fuoco. Energia fuoco-calore. lingua (nel senso di capacità di parlare). Vasi sanguigni. Bianco : Polmone e Intestino Crasso. Movimento Metallo. Energia secchezza. Naso. Pelle Giallo : Milza/Pancreas e Stomaco. Movimento Terra. Energia Umidità. Bocca. Muscoli. Nero/Blu : Rene e Vescica Urinaria. Movimento Acqua. Energia Freddo. Organi di senso in toto e Orecchie (udito) in particolare. Ossa. Verde : Fegato e Vescica Biliare. Movimento Legno. Energia Vento. Occhi. Tendini. Bibliografia Osvaldo Sponzilli “Iniziazione alla Cromoterapia” ed. Mediterranee, 1998 Peter Mandel “Manuale pratico di Cromopuntura” ed. Tecniche Nuove, 2000 TESI X CORSO TRIENNALE S.I.A.V. DI AGOPUNTURA VETERINARIA “LA CROMOPUNTURA IN MEDICINA VETERINARIA” Dott.ssa Chiara Cassis https://www.siav-itvas.org/wp/wp-content/uploads/2018/10/tesi-Chiara-Cassis-1.pdf
- I Canali Luo Longitudinali nel trattamento di ansia, paura e panico nel cane
È noto che numerosi agopunti esercitano effetti evidenti sullo Shen e vengono utilizzati nel trattamento dell’ansia e nelle crisi di panico favorendo il ripristino di uno stato di calma e tranquillità. Un approccio particolare ai disturbi emozionali è quello proposto dal monaco taoista J.Yuen ed è basato sull’uso dei canali Luo longitudinali e sulla funzione di collegamento che questi creano fra superficie del corpo e profondità, ovvero fra Wei Qi e Xue, in pratica fra mondo esterno ed essere vivente. I disturbi a carico di questi canali riflettono il modo in cui l’individuo metabolizza l’ambiente e le sue imposizioni. Il loro trattamento consente di modificare la visione degli accadimenti esterni e di accettarli con maggiore equilibrio e consapevolezza. La sequenza dei Luo longitudinali ricalca quella dei canali principali, soprattutto rispetto alla circolazione energetica nutritiva nel corso delle 24 ore e descrive una parabola che ripercorre le principali tappe evolutive dell’essere vivente. Ne deriva che ogni canale Luo longitudinale si “incarica” di un particolare momento della vita psichica dell’individuo e se in squilibrio favorisce l’insorgere di disordini del comportamento. Secondo questo modello, che J.Yuen, nell’ottava lezione definisce “psico-sociale”, l’insieme di questi canali viene suddiviso in tre livelli. Primo livello – dell’istinto o della sopravvivenza, ovvero dell’area in cui le pulsioni comandano sul pensiero: comprende i Luo longitudinali dei canali di LU, LI, ST, SP LU7 è legato alla capacità di prendere contatto con il mondo esterno, di lasciare entrare le esperienze. È collegato al tatto e alla respirazione, due atti primordiali: il contatto con la madre, i primi respiri. Lo squilibrio di questo canale è tipico dei cani paurosi che non accettano di essere toccati, si sottraggono a ogni tipo di contatto e trattengono il respiro irrigidendo il torace come rifiuto di ciò che proviene dall’esterno. È un problema tipico dei cani che non sono stati allattati e non hanno avuto contatti precoci con gli umani. LI6 si incarica della prima fase di elaborazione delle esperienze. Il suo coinvolgimento comporta l’incapacità di comprendere gli stimoli esterni che vengono visti come potenziali minacce. Il trattamento di questo Luo trova applicazione negli shock post-traumatici, dove il soggetto cataloga ogni esperienza come pericolosa. Spesso questi animali si guardano intorno spaventati, reagiscono in misura esagerata a stimoli di minima entità, hanno timore di avvicinarsi al cibo o lo tengono in bocca a lungo prima di ingoiarlo lasciandolo cadere a terra ripetutamente. ST40 è collegato alla capacità di discernere fra ciò che può essere “digerito” sul piano mentale e ciò che richiede maggiore elaborazione. È utile nei soggetti che in preda al panico si agitano e manifestano voracità sia sul piano fisico, ingoiando velocemente qualsiasi cosa, che sul piano mentale, con comportamenti iperattivi privi di finalità. SP4 è strettamente collegato alla memoria. Nei cani fobici lo squilibrio di questo canale implica l’incapacità di superare i ricordi negativi. Qualsiasi stimolo collegabile all’esperienza passata può scatenare una crisi di panico. In questi casi l’utilizzo di SP4 rinforza la capacità di lasciare andare le esperienze traumatiche e trattenere quelle positive. Secondo livello – della socialità, ovvero dei comportamenti coscienti Comprende i Luo longitudinali di HT – SI – BL – KD HT5 rappresenta la coscienza, la capacità di comprendere, catalogare e dominare le esperienze. È consigliabile utilizzarlo associato a SI7 nei soggetti incapaci di accogliere qualsiasi novità o cambiamento che, visti come un peso eccessivo, saranno causa di stati d’ansia e paura. BL58 , il “volo di uccelli” e KD4 , la “grande campana”, rappresentano l’allarme, ovvero la soglia di sopportazione di eventi stressanti che il cane non è in grado di comprendere. Entrambi i Luo vengono utilizzati soprattutto nelle crisi di panico scatenate da rumori forti e sgradevoli (tuoni, botti ecc.) o da altri stress ambientali (folla, luci forti) grazie all’innalzamento della soglia di allarme. Terzo livello – della personalità Comprende i Luo longitudinali di PC – TH – GB – LR PC6 è strettamente legato al cuore e quindi a HT5 a cui spesso si associa. Il pericardio protegge il cuore, talvolta in misura esasperata al punto da soffocarlo, impedendogli di accogliere con serenità le richieste provenienti dall’ambiente che verranno percepite come pressioni eccessive. Lo squilibrio del Luo longitudinale di Pericardio è pertanto all’origine di paure e ansia da prestazione, timore di non soddisfare le aspettative del proprietario e stress da comportamento iperprotettivo nei confronti dello stesso. TH5 rappresenta la personalità che dovrà essere rinforzata se debole (ansia da incapacità di agire) e modulata se eccessivamente rigida (ansia da prestazione e sensazione di inadeguatezza rispetto alle richieste) GB37 è il movimento verso il cambiamento. Si utilizza nei soggetti bloccati da consuetudini o mancanza di coraggio, incapaci di scegliere la direzione (cane ansioso che cammina a zig-zag o cerca di ritornare indietro). LR5 è il Luo del cambiamento, il canale raggiunge i genitali che secondo la visione taoista posseggono la potenzialità di rimodellare la propria personalità. Utilizzato insieme a GB37 infonde coraggio, modula, consolida e stabilizza il carattere.La funzione principale dei canali Luo longitudinali nei problemi comportamentali è il rilascio delle emozioni trattenute che producono ansia, paura e attacchi di panico. La scelta dei canali da trattare verrà fatta raccogliendo un’anamnesi comportamentale accurata e osservando a lungo gli atteggiamenti del cane. In alcuni casi sarà sufficiente agire su un unico Luo longitudinale o un solo livello in poche sedute (4 o 5), mentre in altri sarà necessario percorrere l’intera parabola nel corso di un numero maggiore di sedute (8 o 10). Nei casi perduranti da molto tempo, in base alla tipologia del soggetto e all’eventuale coesistenza di disturbi fisici, sarà opportuno associarne altri o ricorrere ai Meridiani Straordinari. La stimolazione dei punti Luo con aghi avverrà in tonificazione o in dispersione in base alla necessità (rinforzo o rilascio di un’emozione). Nei cani che non accettano gli aghi è possibile adottare la tecnica Gua Sha che prevede lo sfregamento del punto, che secondo la tradizione cinese andrebbe effettuato con una monetina di bronzo. Bibliografia Yuen J., I Meridiani Luo, Ed. AMSA, Roma, 2000 Twickens D., The Luo Collaterals, Ed. Singing Dragon, 2015 Barletta E., I meridiani Secondari, Luo Bie, Tesi Scuola Italo Cinese di Agopuntura AMSA, anno 1999-2000 Tesi XII Corso Triennale S.I.A.V. di Agopuntura Veterinaria “Trattamento con Agopuntura dei Disturbi di Panico nel Cane” Dott. Alessandra Vaschetti
- Impiego dell’Elettroagopuntura in Anestesia Veterinaria
(di Eliana Amorosi, DVM, S.I.A.V. (Società Italiana Agopuntura Veterinaria)) L’effetto più noto e dimostrato scientificamente dell’agopuntura è sicuramente quello antidolorifico sia nell’uomo che negli animali (1). La possibilità di ottenere un effetto antalgico senza somministrare farmaci all’animale, ma semplicemente stimolando determinati punti del corpo, detti agopunti, tramite aghi sottilissimi (Fig. 1) è stata poi sfruttata anche in campo anestesiologico.L’agopuntura può essere utilizzata in anestesia veterinaria in primo luogo per ridurre il dosaggio dei farmaci impiegati, in particolare degli antidolorifici (2), ma presenta anche una serie di altri vantaggi. La procedura è semplice e ben tollerata dall’animale : a seconda del tipo di intervento e del paziente, si selezionano i punti da stimolare e, dopo o contemporaneamente alla premedicazione, si inseriscono gli aghi negli agopunti scelti. Successivamente si applicano dei morsetti agli aghi e si collegano ad un elettrostimolatore (Fig.3), che permette di ottenere durante tutto l’intervento una stimolazione con le intensità, frequenza e tipo di onda desiderate al fine di ottenere il massimo effetto analgesico. L’ elettroagopuntura (EA) , rispetto alla normale agopuntura è più indicata in campo anestesiologico , proprio perché consente una liberazione massiva di endorfine ed altre sostanze ad azione antidolorifica da parte dell’organismo e il blocco della percezione del dolore. La stimolazione degli agopunti provoca effetti non solo locali nell’area di inserimento, ma anche a distanza, con il coinvolgimento del sistema nervoso centrale a quattro livelli: segmentario-spinale, mesencefalico, diencefalico e corticale . A livello di corteccia cerebrale si è visto che, in seguito alla stimolazione agopunturale, si verifica l’attivazione delle stesse aree attivate dal dolore acuto e cronico, con conseguente messa in atto da parte dell’organismo di tutti quei meccanismi di controllo e soppressione del dolore, anche in assenza di stimolo dolorifico. È come se l’agopuntura “ingannasse” i centri nervosi coinvolti nell’elaborazione dei segnali nocicettivi, facendoli reagire come se fossero in presenza di un forte dolore (4) e quindi inducendo la liberazione di vari mediatori ad azione antidolorifica. Tra le molecole più studiate vi sono le beta-endorfine, oppioidi endogeni che vengono prodotti in gran quantità e immessi nel torrente circolatorio e nel liquid o cefalorachidiano a seguito della stimolazione degli agopunti. Alcuni studi sull’elettroagopuntura hanno mostrato come, in base alla frequenza impiegata, vengono prodotti differenti tipi di neuropeptidi: con 2 Hz si accelera il rilascio di enkefalina, β-endorfina ed endomorfina, mentre con 100 Hz aumenta il rilascio di dinorfina (Fig.1). La combinazione delle due frequenze produce la liberazione simultanea dei vari peptidi oppioidi, risultando nel massimo effetto terapeutico (5). I vantaggi nell’utilizzo dell’agopuntura in anestesia sono molteplici : Consente una riduzione del dosaggio degli anestetici impiegati Contrasta alcuni effetti secondari degli anestetici come depressione respiratoria e cardiaca, ipotensione/ipertensione ematica (6) Favorisce una migliore e più rapida guarigione della ferita chirurgica e un minor sanguinamento intraoperatorio Migliora il risveglio dall’anestesia (Fig.2) e riduce gli effetti collaterali gastroenterici (nausea, vomito e diarrea) nel postoperatorio Fornisce un’analgesia protratta nel postoperatorio, permettendo spesso di evitare la somministrazione di ulteriori antidolorifici dopo l’intervento (7) Non presenta effetti collaterali , mentre è utile nel contrastare quelli dei farmaci utilizzati per l’anestesia L’ elettroagopuntura impiegata in combinazione con l’anestesia farmacologica è quindi un’opzione interessante in particolare nei pazienti a rischio anestesiologico per cardiopatie, insufficienza renale, disfunzioni epatiche, età avanzata, patologie debilitanti o in cui sono note allergie agli anestetici.Può essere comunque utilizzata anche in animali che non rientrano in queste categorie allo scopo di migliorare l’anestesia, rendere più tranquillo il risveglio e ridurre la somministrazione di farmaci. (Effetto tranquillante di GV20 (Bai Hui) in un cane sottoposto ad orchiectomia.) ( Elettroagopuntura effettuata in un cane durante la preparazione all’intervento di ovariectomia.) Bibliografia Bonnie D. Wright: “Acupuncture for the Treatment of Animal Pain” Vet Clin North Am Small Anim Pract 2019). Groppetti et al.: “Effectiveness of electroacupuncture analgesia compared with opioid administration in a dog model” British J. Anaesth. 2011 Zhang-Jin Zhang et al.: “Neural Acupuncture Unit: A New Concept for Interpreting Effects and Mechanisms of Acupuncture”. Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, 2012 G.Biella et al.: “Acupuncture produces central activations in pain regions”. NeuroImage 14, 2001 Ji-Sheng Han: “Acupuncture and endorphins”. Neuroscience letters 361, 2004 Jen-Hsou Lin et al.: “Acupuncture Effects on Cardiac Functions Measured by Cardiac Magnetic Resonance Imaging in a Feline Model”. Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine 2010 Nascimento FF et al.: “Analgesic efficacy of laseracupuncture and electroacupuncture in cats undergoing ovariohysterectomy”J Vet Med Sci, 2019
- Cos’è e quando è utile la Moxa?
(di Barbara Gaidano) La Moxibustione (o Moxa) è una tecnica complementare della Medicina Cinese. Prevede l’applicazione di uno stimolo termico su determinate aree del corpo; spesso si utilizza anche in abbinamento all’Agopuntura per riscaldare gli aghi. La base per la preparazione della Moxa è l’Artemisia. Questa deve essere raccolta appena prima della fioritura, fatta seccare al sole e successivamente macinata al mortaio. La lanuggine che rimane, caratterizzata da una consistenza fibrosa e proprietà autoaderenti, è la “lana di Moxa” che dopo un periodo di invecchiamento per permettere l’evaporazione degli oli volatili in eccesso è pronta all’utilizzo. La particolarità di bruciare senza fiamma e in modo regolare rende la Moxa adatta all’applicazione di calore in modo delicato e allo stesso tempo profondo. Nella Moxa sono stati isolati più di 60 componenti tra cui oli volatili, alcheni, aldeidi, chetoni, fenoli, composti della serie del benzene. Il tasso di oli volatili varia dallo 0,45% all’1% con una varietà di attività biologiche che vanno dal rilassamento della muscolatura liscia delle vie respiratorie all’alleviare la tosse, dall’effetto espettorante all’azione antiossidante. La tradizione cinese ha attribuito al calore emanato dalla Moxa un effetto di sostegno e supporto allo Yang , la capacità di muovere e far circolare il Qi all’interno dei Meridiani, la capacità di disperdere l’energia patogena Freddo. Ha inoltre la capacità di regolare il Qi Nutritivo e il Qi Difensivo, tonificare Zang e Fu e trattare deficit di Qi e di Sangue. Agisce su vari livelli: Regola i 12 Meridiani Principali: disperde Vento, Freddo e Umidità patogeni. Regola il Qi e il Sangue: cura i disturbi legati alla penetrazione del Vento Freddo, i dolori articolari causati dal Freddo all’interno dei Meridiani che blocca la circolazione energetica. Ha azione analgesica, cura le sindromi da “Vuoto di Yang ”, ovvero quando l’eccesso di Freddo interno provoca stasi circolatoria e dolore. Effetto antishock e di rianimazione. Forte tonificazione del Qi e dello Yang : prolassi, ptosi… Regola il Qi ribelle: vomito, nausea, tosse (tutte forme di Qi controcorrente di Stomaco e Polmone). Azione antiedematosa, cicatrizzante e disinfettante. Azione preventiva e di rafforzamento delle difese immunitarie. Gli effetti della Moxibustione sono visibili già durante o appena dopo una qualsiasi applicazione localizzata. Sono conseguenti all’attivazione della rete nervoso–endocrina–immunitaria e alla sua regolazione. La stimolazione mediante Moxibustione di alcuni punti permette anche di stimolare l’asse ipofisi–cortico–surrenale. Diversi studi hanno dimostrato che la Moxibustione permette di agire a livello del Sistema Immunitario; in particolare agisce regolando l’attività delle cellule Natural Killer (NK) e a livello del Sistema Nervoso Simpatico (SNS). Attraverso la stimolazione con Moxa in soggetti affetti da IBD si può osservare una down-regulation della sensibilità intestinale, un aumento della soglia del dolore e una modulazione del microbiota intestinale. La Moxibustione è una tecnica terapeutica di semplice applicazione e generalmente ben tollerata dal paziente. È necessario rispettare alcune regole di buona pratica per evitare lesioni: tenere in considerazione l’indole del paziente ed eventuali reazioni anomale conseguenti alla patologia del soggetto in esame (es. patologie neurologiche). Il Medico Veterinario Agopuntore deve sempre restare “in comunicazione” con il paziente e rispettarne la fisiologia. Principi e pratica della Moxa. L’applicazione del calore ai punti dell’agopuntura. Roger Newman Turner, Royston H. Low Ed. Red 2004 La Moxa. La terapia del calore della Medicina Cinese. Federico Silla, Ed. Xenia 2005 How Does Moxibustion Possibly Work? Jen-Kwey Chiu, Hinwawi Publishing Corporation Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, Vol 2013 Article ID 198584 The Mechanism of Moxibustion: Ancient Theory and Modern Research, Hongyong Deng and Xueyong Shen, Hinwawy Publishing Corporation Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, Vol 2013 Article ID 379291
- La Sindrome BI nel cane
(Dott.ssa Clelia Lamontanara, Medico Veterinario diplomato S.I.A.V.) La Bi-Syndrome è una patologia ostruttivo dolorosa a carico dei muscoli, dei tendini e delle articolazioni. “Bi” vuol dire “chiudere”, “ostruire”, ed in effetti la causa del dolore e della limitazione funzionale delle articolazioni è dovuta ad ostruzione dei canali energetici per una stasi di qi e di xue. Il blocco del flusso energetico ed ematico è determinato dall’intervento di fattori cosmo patogeni esterni quali vento, umidità, freddo e calore. Quando il vento entra ed ostruisce i meridiani, il Qi e lo Xue non possono circolare; inizialmente sono interessati i Meridiani, ma se le condizioni che hanno determinato il blocco perdurano e vi è deficit di Qi, la patologia si approfondisce agli Zang-Fu. Nel cap. 43 del Su Wen, l’imperatore Huan Di chiede al suo medico Qi Bo: “da quali fattori è causata la Sindrome Bi?” Qi Bo risponde: “essenzialmente da vento, freddo, umidità che secondo diverse modalità generano il Bi”. “Quando predomina il vento il Bi è erratico, se è maggiore l’influenza del freddo è assai doloroso, ed infine se vi è umidità ha localizzazione fissa”. Huan Di domanda ancora: “non esistono forse cinque tipi di Bi?”. Qi Bo risponde: “in inverno sono colpite le ossa, in primavera i tendini, in estate la carne e in autunno la pelle”. Il BI CRONICO OSSEO è causato dalla cronicizzazione delle forme di Bi con deficit di organi interni. I pazienti presentano una limitazione funzionale, dolore alla mobilizzazione articolare, dolore fisso variabile con fasi di recrudescenza. Si può avere un Bi cronico da: Vuoto di Qi : caratterizzato da astenia, affaticamento, stress, pallore, anoressia, malattie croniche, lingua pallida, polso vuoto. Vuoto di Xue : si può verificare dopo malattie debilitanti, croniche. Si presenta con lingua pallida e asciutta (per vuoto di liquidi), polso fine e debole. Stasi di Xue: caratterizzato da dolore importante che si aggrava di notte. Si può avere in presenza di masse addominali, ematomi, esiti di traumi, malattie emorragiche, neoplasie, epatosplenomegalie. La lingua si presenta purpurea con petecchie, il polso è duro. Vuoto di Yin di Fegato e Rene : il paziente presenta insonnia, falso calore, ricerca del freddo e del duro, feci secche, sete e fame incontrollata, dolore che peggiora di notte, lingua rossa, polso superficiale e teso. Nella categoria di Bi cronico osseo rientrano molti dei nostri pazienti anziani, che spesso presentano artrosi articolare con deformazione delle articolazioni associata a grave dolore, riluttanza al movimento, andatura rigida e zoppie. Le terapie farmacologiche con fans somministrate per lunghi periodi possono portare a effetti collaterali anche gravi, quindi sempre più si è alla ricerca di terapie efficaci che riducano al minimo questi effetti indesiderati. L’agopuntura, eventualmente associata a terapie strumentali di biostimolazione, rappresenta una valida terapia di lunga durata, con la quale non viene semplicemente ridotto il dolore nella zona trattata, ma si ottiene un beneficio a 360° del nostro paziente. La TECAR (acronimo di Trasferimento Energetico Capacitivo Resistivo) è un elettromedicale che trasferisce energia richiamandola d’interno delle biostrutture ed ha il vantaggio di creare una microiperemia ed un’ipertermia endogena omogenea, sia in superficie che in profondità. Con la tecar le cariche elettriche del tessuto vengono attratte e respinte in maniera alterna, questo grazie alla generazione di un campo magnetico ad elevata frequenza prodotto da un generatore. La tecar sfrutta il principio del condensatore, che fa sì che si formi una differenza di potenziale tra le armature. L’aumento di temperatura innesca una serie di reazioni benefiche nell’organismo che contribuiscono a rendere più veloce il processo di recupero: il calore infatti favorisce la vasodilatazione a livello dei vasi sanguigni e linfatici nella zona trattata, determinando così un maggiore afflusso di sangue. Il corpo viene aiutato e stimolato ad autoguarirsi, in quanto viene resa più rapida la risoluzione del processo infiammatorio in atto. La maggiore vascolarizzazione che si viene a determinare favorisce inoltre il rilassamento dei tessuti, soprattutto quello connettivo e muscolare e il drenaggio degli edemi ed ematomi. Lo stimolo biologico sui tessuti non è generato solo dalla diatermia ma anche dagli effetti di natura elettrica ed elettromagnetica, che influenzano positivamente i processi biochimici. Questo porta ad una riduzione della sintomatologia dolorosa e al ripristino della fisiologica funzionalità del distretto trattato. La Tecarterapia accelera i processi rigenerativi naturali dell’organismo e in particolare le riparazioni cellulari, inoltre è in grado di ridurre il dolore con il vantaggio di velocizzare il recupero dal trauma. Caso clinico: Gomez è un rottweiler di 65 kg, maschio, di 9 anni, movimento terra yang, che alla visita presentava lingua violacea senza patina, polso regolare, vuoto alla palpazione dei Back Shu di Rene (BL23) e di Milza (BL20). Il cane presentava sintomatologia algica agli arti posteriori con dolore che aumentava alla flessione dell’articolazione tibio-tarsio-metatarsica, rom ridotto in flessione e aumento considerevole dell’articolazione interessata, senza presenza di aumento de liquido sinoviale o edema dei tessuti molli circostanti. Il proprietario riferiva che Gomez nell’ultimo periodo aveva difficoltà ad alzarsi se si trovava su pavimento liscio. Al paziente era stata somministrata terapia con fans che aveva dato effetti positivi ma di breve durata e successivamente aveva effettuato tre infiltrazioni di acido ialuronico nell’articolazione del tarso e tra L7 e S1, senza aver avuto risultati. Il cane continuava ad avere andatura rigida e riluttanza al movimento. La diagnosi è stata di Sindrome Bi cronico osseo con stasi di sangue. I punti utilizzati nelle sedute di agopuntura sono stati: SI3 (Qianchanwan), VG4 (Mingmen), VG14 (Dazhui), GB41 (Zulinqi), BL 11 (Dazhu), BL23 (Shenshu), BL20 (Pishu) e BL40 (Weizhong). Ad ogni seduta veniva abbinata anche la tecarterapia sull’articolazione del tarso per 15 minuti con una frequenza di 680 mhz, una potenza di 35 w e modalità al 50%. ( Gomez durante la sua seduta di agopuntura) Il paziente già dopo la prima seduta presentava un’andatura più fluida, aveva più voglia di camminare e le passeggiate cominciavano ad essere più lunghe, questo anche grazie ad una graduale perdita di peso, cosa molto importante in questo genere di pazienti pesanti dove il calo ponderale è parte integrante della terapia. Dopo 4 sedute di agopuntura e tecarterapia, nell’arco di un mese, il paziente era tornato più vitale e giocherellone e il proprietario riferiva che Gomez aveva ricominciato a riproporre i giochi come pallina e corda, cosa che non faceva da diversi mesi. (Tecarterapia sull’articolazione del tarso) L’agopuntura, anche impiegata in sinergia con metodiche terapeutiche quali la tecar, porta spesso al raggiungimento dell’obiettivo in un lasso di tempo inferiore, con un risultato più duraturo e senza gli effetti collaterali che possono derivare dall’uso prolungato di alcuni farmaci. Bibliografia Francesco Longo: “Trattamento della Bi-Syndrome nel cane anziano”. Rivista Italiana di MTC, n.82 (4) 2000, Civitanova Marche – MCHuisheng Xie, Vanessa Preast.: “Xie’s Veterinary Acupuncture”Huang Di Nei Ching Su Wen – “Classico di medicina interna dell’Imperatore Giallo”Bockstahler-Wittek-Levine-Maierl-Millis: “Essential facts of physical medicine, rehabilitation and sports medicine in companion animals”Ludovica Dragone: “Fisioterapia riabilitativa del cane e del gatto”Fox-Millis: “Multimodal management of canine osteoarthritis”.
- Il ruolo delle membrane ancestrali nella sindrome da dolore miofasciale del gatto
(Laura Romanò, DVM, SIAV, IVAS) La sindrome da dolore miofasciale è una problematica comune sia nell’uomo che nell’animale, legata alla presenza di trigger points in concomitanza di alcune condizioni muscolo scheletriche. In campo umano è ormai riconosciuta essere, insieme alla fibromialgia, una condizione che affligge moltissimi pazienti che soffrono di dolore cronico, associato al dolore e alla limitazione di movimento. In campo veterinario, i trigger points miofasciali sono, similmente all’umana, considerati una causa di dolore, ma la letteratura scientifica è ancora povera a riguardo. Alcuni studi condotti sul cavallo e sul cane hanno dimostrato che le caratteristiche cliniche dei trigger points sono le stesse riscontrate nell’uomo. Essi, infatti, si presentano come delle bande tese o noduli nel tessuto muscolare, dolenti alla palpazione e che causano una transitoria fascicolazione dei tessuti superficiali in seguito alla stimolazione meccanica esercitata alla palpazione stessa. In associazione a questo, si osserva una limitazione del movimento e una debolezza della muscolatura coinvolta. Il tessuto fasciale, coinvolto nella formazione di queste aree tensive, è la principale struttura connettiva che mette in comunicazione varie parti del corpo dell’animale, con una biomeccanica ancora non totalmente chiara e intorno alla quale esiste un grande dibattito scientifico. Allo stato attuale non ci sono studi clinici effettuati sul gatto circa l’eziologia dei trigger points e la biomeccanica della fascia, anche se la comunità medica veterinaria sta osservando sempre di più che i gatti che soffrono di dolore cronico, presentano segni clinici quali spasmi muscolari e fascicolazioni che suggeriscono che i trigger points possano essere considerati una causa di dolore anche nei pazienti felini . Il dolore è un’esperienza individuale che presenta sia una componente sensoriale che emozionale e nel gatto, in risposta alla percezione dolorifica, si manifestano stress e alterate funzioni cognitive, paura, ansia e una peggiore qualità di vita. Il dolore nel gatto provoca alterazioni del comportamento come ad esempio minor interesse nella socializzazione, minor gioco e minor movimento. La gestione del dolore rappresenta una componente etica ed economica significativa nella clinica del paziente felino e un approccio multidisciplinare integrato che includa le discipline della MTCV, può impattare positivamente sull’efficacia dei trattamenti convenzionali. L’agopuntura è riconosciuta come un approccio non farmacologico efficace nel trattamento dei trigger points miofasciali sia in campo umano che veterinario. Dal punto di vista della Medicina Tradizionale Cinese la fascia può essere associata al concetto delle Membrane Ancestrali, che hanno un riscontro terapeutico efficace quando incluse nel trattamento di animali che soffrono di problemi muscolo scheletrici cronici come la displasia dell’anca e l’osteoartrosi. Nella mia esperienza personale ho avuto la possibilità di trattare soggetti felini con diagnosi di dolore cronico da osteoartosi, riferiti per trattamenti di fisioterapia e agopuntura. La maggior parte di questi pazienti felini vivevano in appartamento senza accesso all’esterno, con ridotti stimoli mentali e fisici, alimentati con diete povere di proteine. I proprietari lamentavano la riluttanza dei gatti a farsi accarezzare sulla schiena o a essere presi in braccio, una ridotta socializzazione con gli altri componenti della famiglia e maggior tempo speso a dormire. Dal punto di vista clinico i segni più ricorrenti osservati nei gatti erano la presenza di spasmi muscolari e fascicolazioni lungo la schiena, mentre dal punto di vista fisioterapico presentavano principalmente ridotta mobilità articolare del tratto lombosacrale e dell’articolazione dell’anca e multipli trigger points localizzati nella fascia glutea e nei muscoli epiassiali nel tratto toraco-lombare. La diagnosi cinese riguardava per la maggior parte sindrome Bi ossea, debolezza della Wei Qi e deficit energetico di Rene e Fegato. Dato che lo scopo del trattamento multidisciplinare è stato quello di “liberare il movimento” e rilasciare sia le tensioni fisiche che quelle mentali, ho basato i trattamenti di agopuntura sul principio delle Membrane Ancestrali. Le membrane Ancestrali hanno la funzione di mantenere l’integrità anatomica e funzionale delle tra cavità del corpo e giocano un ruolo importante nell’immagazzinare traumi fisici ed emotivi. Inoltre, controllano il movimento, trasportano la Wei Qi e sono influenzate dai meridiani Straordinari . Ho scelto cinque punti di agopuntura per la necessità di utilizzare pochi ma efficaci punti a causa della bassa tollerabilità al trattamento di molti soggetti felini. Cinque perché cinque sono le Membrane Ancestrali e perché nella numerologia cinese antica questo numero rappresenta il centro da cui tutto emerge per trasformarsi . I punti scelti sono legati al livello Shao Yang e ai meridiani straordinari. Nel particolare, sono stati scelti due punti sul meridiano di Vescicola Biliare: GB27 , punto di apertura delle Membrane Ancestrali e punto di intersezione con il Dai Mai, meridiano straordinario strettamente correlato con Fegato e Vescicola Biliare e depositario delle emozioni che necessitano trasformazione. GB41 , come altro punto di apertura delle membrane e punto di apertura del Dai Mai che promuove il libero fluire del Qi di Fegato. Ho scelto un punto sul meridiano di Triplice Riscaldatore, TH5 , come punto accoppiato e punto Luo che permette alla Vescicola Biliare di operare al meglio per eliminare le restrizioni fisiche ed emozionali. E due punti sul meridiano straordinario del Du Mai: GV9 come punto che favorisce il movimento in avanti e GV14 che interseca il meridiano di Vescicola Biliare a livello delle spalle, dove il Dai Mai effettua la sua rotazione più craniale. La valutazione della scala del dolore, attraverso un sistema di questionari e i follow up clinici a tre e sei mesi, hanno permesso di osservare un miglioramento significativo nella maggior parte dei soggetti , suggerendo che le Membrane Ancestrali giocano un ruolo importante nella terapia del dolore cronico nel gatto e che la sindrome da dolore miofasciale sia effettivamente presente anche nel paziente felino. Monteiro, B.P. and Steagall, P.V. (2019) Chronic pain in cats: recent advances in clinical assessment. J Feline Med Surg. 21: 601-614 Boggie L. (2014) Affecting TCM organ function by working with the musculoskeletal system. 40th IVAS-15th ItVAS Joint Conference on Veterinary Acupuncture Proceedings Simons, D.G., Travell, J.G. and Simons, L.S. (1999) General overview. In: Simons DG, Travell JG, Simons LS, Cummings BD, Myofascial pain and dysfunction. The trigger point manual – volume 1. Williams and Wilkins, pp. 13-93 Xiuxia L. et al (2017) Acupuncture for myofascial pain syndrome: a network meta-analysis of 33 randomised controlled trials. Pain Physician. Sep;20(6):E883-E902
- La terapia neurale: basi neurofisiologiche
(Francesca Parisi, DVM, SIAV) La terapia neurale è un metodo terapeutico e diagnostico che si basa sulla regolazione del sistema nervoso autonomo (SNA) ottenuta tramite l’iniezione di anestetici locali in particolari zone del corpo che possono essere cicatrici, gangli nervosi, punti di agopuntura, ghiandole, trigger point etc. Nasce in Germania all’inizio del ‘900 dagli studi di due medici, i fratelli Walter e Ferdinand Huneke che per primi utilizzarono la procaina somministrata per via endovenosa. La storia narra che la prima somministrazione di Procaina per via endovenosa effettuata dai fratelli Huneke sia stata occasionale. La sorella dei due medici, infatti, soffriva di una grave forma di emicrania cronica non responsiva a nessun trattamento. Nel 1925 un anziano collega di Ferdinad Huneke suggerì di provare con l’atophanil un antireumatico che nella formulazione intramuscolare conteneva procaina, per rendere indolore l’iniezione locale. Accidentalmente Huneke iniettò alla sorella questa formulazione intramuscolare per via endovenosa durante un attacco di emicrania. In pochi minuti tutti i sintomi dell’emicrania scomparvero e l’effetto si mantenne per diverso tempo. Da questi primi risultati nacque l’intuizione che il merito del miglioramento repentino della paziente fosse dovuto alla procaina contenuta nella soluzione. Cominciarono così i primi studi e le pubblicazioni relative all’effetto di regolazione della procaina sull’intero sistema nervoso autonomo. Ad oggi in letteratura si trovano centinaia di articoli validanti la terapia neurale in medicina umana . In Germania, Spagna e diversi stati del Sud America la terapia neurale è riconosciuta dal governo e insegnata nelle università. Per ben comprendere la terapia neurale è necessario partire da un presupposto fondamentale: l’organismo si autoregola a diversi livelli e con diverse modalità. Uno dei più importanti sistemi di regolazione è il sistema nervoso autonomo (SNA, sistema simpatico e para-simpatico) che controlla e regola le funzioni vitali di ogni organo. Un organo denervato infatti non sviluppa infiammazione: è stato dimostrato che l’attivazione e il mantenimento dei processi infiammatori (acuti o cronici) sono funzioni peculiari del sistema nervoso autonomo. L’infiammazione è neuromodulata , nel senso che è innescata o mantenuta dal Sistema Ortosimpatico, e frenata dal Parasimpatico. Questo controllo può deragliare, a causa di traumi, sovraccarichi o focus irritativi cronici. Un trauma o una lesione di qualsiasi tipo, infatti, crea uno stato di interferenza che si ripercuote su tutto l’organismo attraverso vie neuronali, fasciali e matriciali. L’unità funzionale di questo processo è il metamero , ovvero il segmento di organismo collegato da neuroni sensitivi e motori che, connettendo aree anche lontane dell’organismo, rendono possibili i riflessi cuti-viscerali e viscero-cutanei. (Fig. 1) Possiamo quindi introdurre il concetto di “spina irritativa” (o focus irritativo o campo di interferenza) come un qualsiasi fattore che agisce con carattere di continuità mantenendo una determinata condizione patologica o esacerbandola periodicamente. I tessuti traumatizzati possono diventare spine irritative poiché sono caratterizzati da depolarizzazione permanente delle membrane cellulari ed inviano segnali di eccitazione irregolari e caotici all’intero sistema. (Fig. 2) E’ proprio a livello delle spina irritativa che lavora la terapia neurale . Dunque come identificare l’originaria spina irritativa causa del problema? Troviamo qui un importante punto d’incontro tra terapia neurale ed agopuntura: l’anamnesi dettagliata del paziente, l’ispezione e la palpazione . In terapia neurale così come in agopuntura ogni paziente è unico e ogni parte del suo organismo è collegata. Qualsiasi input impartiamo al paziente avrà ripercussioni su tutto il sistema nella sua interezza. Questo concetto ci permette di curare patologie croniche di difficile risoluzione perché i farmaci comunemente utilizzati non arrivano all’origine del problema e dunque non ne trattano la reale causa, ovvero la depolarizzazione. Gli anestetici locali permettono di correggere la depolarizzazione, azzerare i segnali disturbanti, spegnere i foci irritativi. Con apposite iniezioni di procaina diluita in soluzione fisiologica nel punto specifico della spina irritativa si può resettare la membrana cellulare e attraverso una iperpolarizzazione riportare la cellula al plateau fisiologico. (Fig. 3) Si agisce quindi su punti dolenti, zone dermalgiche, emergenze nervose, trigger points, gangli, cicatrici, aree traumatizzate, in generale sui campi di interferenza che posso avere molte origini differenti (ferite, ustioni, corpi estranei, denti, viti, impianti, materiali chirurgici etc..). Il campo di applicazione della terapia neurale è molto ampio , spazia dalla ginecologia alla cardiologia, dalla gastroenterologia alla reumatologia, dalla neurologia alla chirurgia, alla odontoiatria. Qualunque sia la patologia, se è presente la compartecipazione del Sistema Nervoso Autonomo c’è la possibilità di intervenire con la Terapia Neurale. In medicina umana gli studi e le pubblicazioni relativi all’efficacia della terapia neurale sono ormai moltissimi. L’applicazione di questa terapia sugli animali è invece piuttosto recente in medicina veterinaria. In Italia è possibile specializzarsi nella materia frequentando la scuola Neuralia che organizza corsi per medici e veterinari ( www.neuralia.eu ). Il campo è dunque aperto e i primi risultati sono molto incoraggianti. Bibliografia: BASES PARA LA TERAPIA NEURAL EN CANINOS Y FELINOS. Roberto A. Castro, Editorial Dunken, 2016. TEXTBOOK AND ATLAS OF NEURAL THERAPY: DIAGNOSIS AND THERAPY WITH LOCAL ANESTHETICS. Hans Barop, Thieme publishing group, 2017. LEZIONI DI TERAPIA NEURALE. Scuola Neuralia, 2021.
- La Kinesiologia applicata in Medicina Veterinaria
La Kinesiologia applicata è una disciplina che si utilizza in medicina per interrogare il corpo del paziente ed è un utile aiuto diagnostico. Padre di questa disciplina è George Goodhert che agli inizi degli anni ‘60 elaborò un sistema diagnostico/terapeutico piuttosto complesso che ha le sue radici nella Chiropratica e nella MTC. Si tratta del test muscolare , un codice binario per parlare al corpo e ricevere delle risposte da esso con l’aumento o la diminuzione della forza muscolare. Il corpo conosce ogni risposta e non mente , la cosa importante è porre la domanda nel modo giusto. In medicina veterinaria il test muscolare viene eseguito indirettamente con un sostituto che tocca l’animale e utilizza un suo muscolo per la risposta. Molto spesso si usa il metodo dell’ O-ring come nella foto (Fig.1) (Nicoletta Chierichetti, DVM, S.I.A.V.) Per meglio comprendere, il sostituto tocca l’animale con una mano e con l’altra tiene le dita strette con la sua massima forza. Con perdita di forza avrò una risposta negativa, con mantenimento della forza o addirittura aumento della stessa, una risposta positiva. Cosa posso testare con la Kinesiologia applicata? Ponendo un dito su una parte anatomica posso sapere se in quel punto c’è qualcosa che non va, se ho risposta di muscolo debole. Mettendo vicino all’animale una qualsiasi sostanza (cibo, farmaci, fitoterapici, fiori di bach, prodotti omeopatici …) posso sapere se la stessa crea problemi , con conseguente reazione “ muscolo debole “, o se al contrario è una sostanza di cui l’animale necessita e in questo caso avrò una risposta del tipo “ muscolo forte “. Bibliografia: David Walther: “Kinesiologia applicata. Synopsis” Edizione Italiana Ruggero Dujany: “Teoria e impiego pratico della kinesiologia applicata” Tecniche Nuove
- Laser terapia e laser agopuntura
(Francesca Parisi, DVM, SIAV) La laserterapia è una tecnica terapeutica utilizzata in fisioterapia per il trattamento del dolore e dell’infiammazione osteo-muscolare e in dermatologia per il trattamento delle ferite e delle infiammazioni cutanee. Il termine LASER è un acronimo che sta per Light Amplification by the Stimulated Emission of Radiation : amplificazione della luce attraverso l’emissione stimolata di radiazioni. Si tratta di una particolare forma di emissione elettromagnetica con caratteristiche di lunghezza d’onda, frequenza ed interazione con la materia peculiari. La luce laser è caratterizzata da monocromaticità, ovvero la luce emessa è costituita da fotoni di un’unica frequenza e quindi di un solo colore; coerenza, ovvero i fotoni emessi hanno tutti la stessa fase; collimazione, i raggi sono tutti paralleli e quindi il fascio di luce laser è indirizzato in un punto specifico e ristretto. Queste caratteristiche permettono alla luce laser di avere un elevata radianza, cioè una quantità di energia emessa estremamente elevata. Un dispositivo laser è composto essenzialmente da 4 componenti: Un mezzo attivo , ovvero un materiale che emette la luce, che può essere sia gassoso (anidride carbonica o una miscela di elio e neon), sia liquido (metanolo, etanolo, ecc.), sia solido (rubino, neodimio o semiconduttori); Un sistema di pompaggio , che trasmette energia al mezzo attivo. Un risonatore ottico che intrappola la luce e la elabora grazie a un sistema di specchi semi riflettenti. Un collimatore , che indirizza la luce. Le radiazioni prodotte dal mezzo attivo sono indirizzate dal sistema di pompaggio verso la cavità ottica o risonatore e poi orientate verso la zona di uscita che emetterà il raggio laser con le caratteristiche stabilite precedentemente dall’operatore. I laser utilizzati in medicina possono essere distinti in base alla potenza e alla sorgente . I laser medicali con potenza di uscita inferiore a 1 W/cm2 sono stati definiti di bassa potenza (LLLT low level laser therapy) ; conseguentemente, i laser eroganti valori superiori a 1 W/cm2 sono stati definiti di alta potenza (HLLT High level laser therapy) . In riferimento alla sorgente, i laser più diffusi sono: i laser a semiconduttori (laser diodici) i laser a elio-neon i laser ad anidride carbonica i laser a neodimio-YAG In fisioterapia e agopuntura si utilizzano principalmente laser a diodi o a neodimio-YAG, a bassa potenza che non emettono calore, suoni o vibrazioni, ma agiscono su quella che viene chiamata biostimolazione . Si ritiene, infatti, che la laserterapia influisca sulla funzione delle cellule del tessuto connettivo, acceleri la riparazione tissutale e agisca come agente antinfiammatorio e antiedemigeno con conseguente effetto analgesico e rigenerativo. La dose somministrata del laser è espressa in Joule/cm2 . Si ricava dal rapporto tra la densità di potenza in uscita del laser (espressa in Watt) moltiplicata per il tempo di esposizione (espresso in minuti secondi), il totale diviso per l’area irradiata (espressa in cm2). I dosaggi variano a seconda del tipo e della potenza del laser utilizzato e possono essere impostati in base all’effetto desiderato. La durata di una seduta di laser terapia può variare da alcuni secondi a 15-20 minuti in base alla patologia e all’area anatomica da trattare. Anche la frequenza delle sedute dipende dalla problematica del paziente: in genere si consigliano 5-10 sedute a distanza di 3-5 giorni l’una dall’altra, ma sarà il medico esperto in laser terapia a stabilire il corretto protocollo personalizzato per ciascun paziente. Un’interessante applicazione della laser terapia è quella che si può fare in medicina tradizionale cinese, specialmente in campo veterinario. Sfruttando le proprietà di biostimolazione della luce laser e la sua caratteristica stimolazione indolore, si possono trattare punti di agopuntura secondo la diagnosi specifica del paziente , sostituendo la stimolazione con aghi con la stimolazione laser, facilitando il trattamento per quei soggetti che difficilmente accettano gli aghi. A partire dagli anni ’60 del secolo scorso, vari ricercatori, soprattutto di lingua tedesca si sono dedicati all’applicazione dei laser a bassa potenza sui punti di agopuntura. La crescita dei lavori scientifici è stata considerevole e ad oggi troviamo ben 1145 lavori scientifici pubblicati, condotti in tutti i campi di applicazione dell’agopuntura. I vantaggi della laser agopuntura sono essenzialmente due: esatta quantificazione dell’energia somministrata in Joule, quindi possibilità di valutare parametri oggettivi completa assenza di dolore durante la stimolazione. A secondo delle modalità applicative distinguiamo diversi tipi di laser-agopuntura: “Laser agopuntura” ovvero la stimolazione sequenziale di ognuno degli agopunti prescelti mediante un unico manipolo laser. “Auriculo laser agopuntura” ovvero l’utilizzo sui punti dell’orecchio di particolari frequenze di emissione del laser. “Laser needle agopuntura” ovvero il posizionamento superficiale sulla cute di più sorgenti laser, le quali stimolino contemporaneamente diversi agopunti ed eroghino simultaneamente lo stesso o diversi stimoli luminosi. “Laser moxibustione” ovvero la stimolazione degli agopunti tramite una sorgente HLLT, laser ad alta potenza. Con questa metodica si riduce il rischio di ustioni del paziente attraverso un maggiore controllo della temperatura, e non si ha la produzione di odori e fumi, che per alcuni pazienti possono essere mal tollerati. “Ago laser” , viene infisso in un punto di agopuntura un ago per infiltrazioni in cui è inserita una fibra ottica che veicola all’interno del punto di agopuntura la radiazione laser. Le lunghezze d’onda laser utilizzate per questo tipo di terapia rientrano nella finestra terapeutica, tra i 600 e i 1070 nm , e la potenza di uscita considerata è generalmente di almeno 10mW. La dose minima efficace per stimolare un punto di agopuntura è considerata di 1,3 J/cm2 . Per quanto riguarda la frequenza di stimolazione , espressa in Hertz (Hz), molti strumenti laser possiedono dei programmi di stimolazione degli agopunti pre-impostati che seguono le frequenze fisse stabilite secondo gli studi di Nogier o di Bahr . Altri strumenti danno la possibiltà di selezionare manualmente la frequenza desiderata per la stimolazione di ciascun punto. Se si ha questa possibilità è interessante creare manualmente un programma specifico per la stimolazione di ciascun meridiano. Secondo gli studi del Dott. Reininger infatti, ciascun meridiano possiede una caratteristica frequenza di risonanza propria e distinguibile dalla frequenza di altri punti presenti su altri meridiani. Si può quindi impostare un programma specifico per ciascun meridiano, con una dose di trattamento per ciascun punto compresa tra 1,5 e 2 J/cm2 e la frequenza specifica di meridiano secondo il seguente schema: Bisogna però considerare che in laser-agopuntura l’azione terapeutica maggiore è esercitata dall’agopunto stesso e solo marginalmente collegabile a quelle che sono semplici modalità di stimolazione. Sappiamo infatti che gli agopunti possono essere stimolati attraverso diverse vie : possiamo massaggiare il punto con le dita praticando digitopressione ; possiamo stimolare il punto attraverso calore indiretto, mediante la combustione di artemisia vulgaris, parleremo allora di moxibustione ; possiamo stimolare gli aghi con corrente elettrica con frequenze e ampiezze d’onda specifiche, parleremo allora di elettroagopuntura; semplicemente possiamo inserire aghi metallici nei punti di agopuntura praticando una classica stimolazione con aghi. Alla base di tutte queste tecniche applicative è fondamentale lo studio e la ricerca della radice del problema dal punto di vista energetico della medicina tradizionale cinese. Solo una corretta diagnosi energetica e dunque un’accurata scelta degli agopunti specifici per il singolo soggetto, permette di raggiungere gli obiettivi terapeutici prefissati. Bibliografia: – Petermann, U. Laser Acupuncture and Local Laser Therapy in veterinary medicine with overview of applied laser type and clinical uses, AJTCVM 2017, vol. 12, n. 1, p 90. Ambrosanio A., 2016, Laserpuntura nel miglioramento della performance sportiva del Barrel Racing Horse. Tesi SIAV – Baxter GD, Bleakley C, McDonough S., 2008, Clinical effectiveness of laser acupuncture: a systematic review. Journal of Acupuncture and Meridian Studies – Lamontanara C., 2016, Studio comparato a confronto del laser e dell’agopuntura nelle patologie dell’arto anteriore del cane. Tesi SIAV – Looney A.L., Rothstein E., 1998, Use of acupuncture to treat psychodermatosis in the dog. Canine Practice – Marques VI, Cassu RN, Nascimento FF, Tavares RCP, Crociolli GC, Guilhen RC, Nicácio GM, Laser Acupuncture for Postoperative Pain Management in Cats
- Incontinenza urinaria nel cane femmina
(Monica Scanu, DVM. S.I.A.V.) La forma di incontinenza più diffusa nel cane è causata dall’Incompetenza del Meccanismo dello Sfintere Uretrale ( USMI ) che compare prevalentemente in cagne adulte dopo l’ovariectomia o ovarioisterectomia. Da notare come la dicitura che si utilizza più spesso preveda il termine “meccanismo” anziché chiamarsi semplicemente Incompetenza dello Sfintere Uretrale, visto che nella cagna non esiste un vero e proprio sfintere del collo della Vescica e la continenza è mantenuta da un complesso meccanismo di fattori che interagiscono tra loro.Il tono uretrale dipende infatti da una complessa interazione di componenti neuromuscolari, vascolari ed elasticità passiva e non è del tutto chiaro quale di questi sia deficitario nell’Incompetenza del Meccanismo Uretrale. Nelle cagne sterilizzate c’è una minore espressione dei recettori di LH, FSH e COX-2 rispetto alle cagne intere oltre ad un’aumentata quantità di collagene e riduzione glucosamminoglicani nella parete delle basse vie urinarie che, insieme ad eventuali complicanze chirurgiche durante l’intervento, possono compromettere l’integrità funzionale e strutturale delle basse vie urinarie e causare incompetenza dello sfintere con incontinenza urinaria. (Pegram et al. 2019).Possono verificarsi 2 condizioni: aumentata pressione vescicale con normale chiusura uretrale o insufficiente chiusura sfintere uretrale esterno con normale pressione vescicale (incompetenza dello sfintere). In genere entro 1 anno dalla sterilizzazione può ridursi in modo significativo la pressione di chiusura uretrale anche se a volte diventano incontinenti dopo anni. Trattandosi di una patologia provocata da più di una causa , ci sono diversi elementi da tenere inconsiderazione nella spiegazione del perché tale tipologia di incontinenza è più frequente nelle cagne sterilizzate, vediamo di seguito i fattori predisponenti. FATTORI PREDISPONENTI Ormoni. In seguito alla rimozione delle ovaie vi è un calo degli estrogeni e/o delle gonadotropine circolanti.Normalmente la concentrazione di estrogeni aumenta l’affinità dei recettori α–adrenergici per i mediatorisimpatici contribuendo a mantenere il tono dello sfintere uretrale e la loro diminuzione può quindi essereassociata ad un minor tono di questo sfintere.Tale ipotesi però viene contrastata dal fatto che non tutte le cagne incontinenti trattate con estrogeni riacquistano la continenza e dal fatto che nelle cagne in cui veniva indotta una atrofia ovarica con valori di estrogeni a livelli basali non vi era un aumento del rischio di incontinenza.Si è anche ipotizzato che fosse coinvolta la concentrazione plasmatica di GnRH che, in seguito ad ovariectomia per la mancanza del feed-back negminando concativo delle ovaie, aumenta notevolmente deterentrazioni plasmatiche elevate sia di FSH che LH che potrebbero essere causa dell’aumento del rischio di incontinenza urinaria nelle cagne sterilizzate.Sono ad oggi in atto studi che sembrerebbero dimostrare che il GnRH eserciti un effetto diretto sul tratto inferiore dell’apparato urinario portando alla continenza. In sintesi: l’assenza degli estrogeni si associa ad assottigliamento dell’epitelio uretrale, calo della pressione uretrale, minor risposta allo stimolo adrenergico (simpatico), la pressione-soglia di svuotamento diventa più bassa e, infine, c’è una riduzione del flusso ematico locale (soprattutto a livello di uretra) con perdita del tono muscolare e riduzione delle fibre elastiche. Posizione della vescica. Numerosi autori hanno riscontrato radiograficamente una vescica pelvica durante gli approfondimenti diagnostici negli animali incontinenti; attualmente ci sono buone evidenze che un collo vescicale intrapelvico contribuisca significativamente all’incontinenza urinaria a causa dell’Incompetenza del Meccanismo dello Sfintere. Nel soggetto normale il corpo ed il collo della vescica urinaria si trovano completamente nell’ambito della cavità addominale. Ciò comporta che al termine della minzione la sinergia dei riflessi nervosi somatici ed autonomi ripristini il tono dello sfintere esterno vescicale ed a questo si somma la pressione estrinseca esercitata sul collo della vescica dai visceri e delle pareti addominali.Ciò contribuisce a mantenere il tono dello sfintere stesso e consente alla vescica di riempirsi nuovamente senza permettere la fuoriuscita involontaria di urina. Nei soggetti con “vescica pelvica”, invece, la pressione esercitata dalla muscolatura addominale e dai visceri contenuti nella cavità peritoneale si esercita sul corpo e non sul collo della vescica: ne risulta che nelle condizioni in cui viene a mancare il controllo volontario sullo sfintere esterno vescicale (es. durante il sonno) oppure quando il soggetto si trova in decubito ventrale o laterale, l’urina defluisce in maniera incontrollata. Lunghezza dell’uretra. Esiste una considerevole variabilità nella lunghezza dell’uretra nelle cagne di taglie differenti. In ogni caso, tenendo conto della taglia, le cagne con Incompetenza del Meccanismo dello Sfintere Uretrale tendono ad avere uretre più corte di quelle delle cagne continenti. Taglia dell’animale. La taglia dell’animale sembrerebbe essere un fattore di rischio, visto che le razze con un peso superiore ai 20 kg risultano essere maggiormente colpite. Obesità : Nonostante non sia una vera e propria causa della condizione patologica, l’obesità può peggiorare il grado di incontinenza e la perdita di peso può migliorare la situazione. ● TERAPIA MEDICA : ➔ SIMPATICOMIMETICI ,AGONISTI ALFA ADRENERGICI ( fenilpropanolamina )➔ ESTROGENI IL 50% della chiusura uretrale è a carico del sistema nervoso simpatico che agisce sui recettori alfa 1 presenti sulla muscolatura liscia uretrale, il 75 % delle cagne risponde alla fenilpropanolamina. Gli estrogeni agiscono indirettamente , sensibilizzando i recettori alfa 1 ai mediatori prodotti dal sistema nervoso simpatico, se la terapia con la fenilpropanolamina è insoddisfacente, in associazione con gli estrogeni gli effetti possono essere potenziati. ● TERAPIA CHIRURGICA : ➔ Colpo sospensione➔ Uretropessi➔ Iniezione endoscopica di collagene La terapia chirurgica è in genere candidata quando la terapia farmacologica non ha gli effetti desiderati,con una percentuale di successo stimata intorno al 50/75 %. In tutte e tre le tecniche , con il passare del tempo, si è osservato un deterioramento della percentualedi risposta. Questo tipo di disfunzione rappresenta spesso un’importante “sfida terapeutica”, associata in ambito veterinario anche ad una complessa gestione quotidiana degli animali che può arrivare a compromettere seriamente la relazione uomo-animale, rendendo in alcuni casi la convivenza domestica difficoltosa se non impossibile. Il fatto che le terapie farmacologiche consolidate non sempre riescano a produrre gli effetti desiderati ed in alcuni soggetti possano essere mal tollerate, apre una finestra di possibilità nell’utilizzo di tecniche terapeutiche che appartengono ad altre discipline in un’ottica di trattamento plurimodale efficace e senza effetti collaterali.L’agopuntura è fattibile e documentata in questa patologia , in alternativa o complementare ai trattamenti farmacologici. L’Agopuntura fa parte del corpus millenario della Medicina Classica Cinese prima e Tradizionale poi, è studiata ed utilizzata da millenni e recentemente gode di crescente popolarità in Occidente , sia per i risultati raggiunti sia per la verifica sperimentale a cui è stata sottoposta. Consiste nell’inserzione di aghi in specifici agopunti, distribuiti sul corpo lungo linee chiamate Meridiani. I punti sulla superficie del corpo sono centinaia,le loro diverse combinazioni possono trattare una varietà di condizioni, esistono punti specifici standard per molte patologie, accoppiati ad altri punti la cui scelta è individuale. L’Agopuntura stimola il sistema nervoso, influenzando la produzione di ormoni e neurotrasmettitori, sostanze che il corpo utilizza per comunicare, I risultanti cambiamenti biochimici attivano i sistemi omeostatici di autoregolazione del corpo, stimolando le sue innate naturali abilità reattive , sia a livello fisico che mentale. I risultati ottenuti da lavori sperimentali hanno mostrato come l’agopuntura andrebbe ad attivare le vie segmentali e sovrasegmentali riflesse, attraverso la stimolazione delle fibre afferenti in corrispondenza dei diversi punti utilizzati oltre a indurre cambiamenti ormonali attraverso le vie ascendenti all’ipotalamo con attivazione riflessa delle fibre del sistema nervoso autonomo di Vescica. (Paik et al.2013). L’agopuntura aumenta i livelli di NGF a livello urinario (Aydogmus et al 2014, Vizzard et al. 2000), agisce sulla sintesi e rilascio di sostanza P, NOS e peptidi correlati con il gene della 4 calcitonina che regolano la vescica a livello periferico e, attraverso i punti Ba Liao, stimola le radici sacrali corrispondenti all’innervazione del muscolo detrusore e dello sfintere uretrale esterno (Chen et al.2018). BIBLIOGRAFIA : 1-TESI SIAV : Dott Barbara Riva, USE OF ACUPUNCTURE IN BLADDER NEUROLOGICAL DYSFUNCTION OF DOGS AND CATS.2020/2021 2-TESI SIAV : : Usage of a standard protocol in acupuncture: treatment of bitches with USMI Dr. Elisa Graziani 2020/2021












